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61. BIENNALE ARTE DI VENEZIA

Dal prossimo 5 maggio la Venice Gardens Foundation apre le porte del giardino restaurato con un progetto espositivo della grande fotografa. Un dialogo intimo tra natura, memoria e le note di Arvo Pärt

Curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, si articola nel Giardino Mistico e nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice. Presenta commissioni sonore dedicate a Ildegarda di Bingen e uno spazio archivistico che include libri, opere e materiali legati alla sua eredità

Nella tenda di Rirkrit Tiravanija avrà luogo un «concerto a più voci» composto da un film dell’artista qataro-americana Sophia Al-Maria, delle performance del libanese Tarek Atoui, da una scultura della kuwaitiana-portoricana Alia Farid e un programma culinario dello chef palestinese Fadi Kattan

Il progetto, promosso da Etnia Eyewear Culture coincide con i 25 anni di attività di Etnia Barcelona e ne rappresenta la sintesi: un’azienda nata con una vocazione culturale esplicita che sceglie per celebrare il proprio anniversario un impegno permanente, restituendo alla comunità la Chiesa dell’Abbazia della Misericordia

Nota per il suo approccio estremo, che porta in scena senza mezzi termini violenza e sesso esplicito, sangue e religione, l’artista viennese sta lavorando anche alla Performance di Pentecoste, che si svolgerà il 23 maggio a Prinzendorf

Alla Biblioteca Nazionale Marciana le opere di Lara Favaretto e Monia Ben Hamouda mettono in crisi linguaggio e memoria mentre a Milano la scultura «Ya’aburnee» prolunga la riflessione nello spazio urbano

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Per il suo padiglione all’Arsenale di Venezia, l’artista palestinese-saudita sta «lavorando con un’ampia comunità di artigiani, seguendo una tradizione artigianale del “molte mani”»

Per la propria interpretazione della città lagunare l’artista porta un’installazione immersiva in cui il suono diventa materia viva e generativa nata dall’idea che alcuni suoni esistano solo sotto la superficie

Realizzato in concomitanza con la Biennale di Venezia 2026 e promosso da Galleria Gaburro insieme alla Linda and Guy Pieters Foundation, il progetto mette in scena un dialogo serrato tra pittura e scultura, tra luce e materia

A Venezia, la galleria Victoria Mirò ospita, dal 5 maggio, «Egg», la nuova mostra di Flora Yukhnovich, dove l’uovo diventa simbolo di vita, trasformazione e narrazione. Tra mito, Rococò e contemporaneità, l’artista intreccia storia e presente in un dialogo pittorico intenso e fisico, invitando lo spettatore a percepire la creazione come esperienza viva

Durante la Biennale, da Beatrice Burati Anderson, Ozzola esplora la soglia tra interno ed esterno, tra realtà e sogno. Con «Albedo – You See Me in the Twilight», l’artista trasforma antichi magazzini in spazi di luce e riflessione, dove gesto, percezione e architettura dialogano con l’infinito

Per il suo progetto ai Giardini l’artista uruguaiana si è ispirata all’accezione di «antifragile» dell’economista Nassim Taleb per descrivere sistemi che si rafforzano quando sono esposti al disordine e all’incertezza

In occasione della 61ª Biennale d’Arte di Venezia, la città si trasforma in un sistema espositivo diffuso che travalica i confini della mostra internazionale. Il Giornale dell'Arte presenta una guida in progress alle esposizioni imprescindibili in Laguna, per orientarsi in una delle stagioni più dense e strategiche del calendario internazionale.

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