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61. BIENNALE ARTE DI VENEZIA

Mentre il Paese sceglie il suo rappresentante digitale, le polemiche che hanno coinvolto Serbia, Sudafrica e Israele confermano come la 61ma Biennale rifletta tensioni politiche e fratture culturali 

La Fondazione di Venezia, nella sua sede di Palazzo Flangini, espone 36 fotografie ricevute in dono dal fotoreporter italiano

Il brand umbro di derivazione artistica sarà presente in esclusiva nei locali e ristoranti dei Giardini e dell’Arsenale, oltre che negli eventi ufficiali di preview

Nella Sala delle Quattro Porte, parte della Quadreria al secondo piano del Museo Correr, è allestita la mostra dedicata al Principe e al suo «Pensiero Magmatico»

Negli ultimi anni l’arrivo in Laguna di fondazioni e operatori internazionali ha rilanciato l’immagine di Venezia come piattaforma globale, senza però rafforzarne il tessuto artistico locale. In assenza di un dialogo strutturato con le istituzioni, artisti e operatori hanno dato vita a una rete di spazi indipendenti, spesso fragili e di breve durata. Oggi ne restano meno di una decina: una mappatura dei principali presidi ancora attivi.

Ahmet Ertuğ, a Venezia, esplora l’architettura come spazio e memoria attraverso fotografie di grande formato, tra precisione tecnica e meditazione visiva. Monumenti italiani e vedute di Istanbul rivelano il dialogo tra culture, tempi e luce, invitando a osservare lo spazio con gli occhi dell’architetto e dello spettatore insieme

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Una grande retrospettiva a Venezia, sull’Isola di San Giorgio, con oltre 400 opere che celebrano Horst P. Horst e l’armonia tra corpo, luce e spazio nella fotografia di moda e d’arte

Il Sudafrica non parteciperà alla prossima Biennale di Venezia dopo l’annullamento del padiglione di Gabrielle Goliath deciso dal ministro della Cultura Gayton McKenzie. Al centro della controversia, i riferimenti dell’artista alla guerra a Gaza e le accuse di censura. Lo spazio all’Arsenale resterà vuoto, trasformando l’assenza in un segnale politico e istituzionale.

L’artista americano torna in Laguna, alla Casa dei Tre Oci, per riflettere sul modo in cui il soggetto della sua pratica sia cambiato negli anni, rimarcandone la centralità e il potere che possiede nella costruzione di significati

A dirigere il tutto sono stati chiamati Bogna Burska e Daniel Kotowski, il cui intento per questa occasione è riportare in auge il concetto di «deaf gain», secondo cui la sordità non è concepita in quanto disabilità, ma come risorsa

«Canicula», il termine latino che dà titolo alla mostra veneziana diventa metafora di un’epoca segnata da sovraccarico sensoriale, saturazione informativa e abuso di potere

Si è spenta all’età di 42 anni «una personalità cordiale, attenta e altamente impegnata», che utilizzava il design per riflettere su temi socio-politici attraverso una chiave di lettura basata sul gusto e sull’estetica quotidiana personale

Per la prima volta il Paese si presenta in Laguna allestendo un vero e proprio Padiglione e propone un’idea di arte come pratica dell’attenzione

I due artisti María Sosa e Noé Martínez presenteranno un’unica grande installazione, un «dispositivo di cura» che unirà cosmovisioni e contemporaneità

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