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BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2026

Secondo Gayton McKenzie l’opera di Gabrielle Goliath è «altamente divisiva», perché parla di un conflitto internazionale in corso. Ritirare un progetto che parla anche del genocidio a Gaza, per l’artista e il team curatoriale è un abuso di potere e una violazione del diritto costituzionale alla libertà di espressione

A Punta della Dogana, dal 29 marzo al 22 novembre 2026, una grande mostra dedicata a Lorna Simpson. Il progetto, curato da Emma Lavigne e realizzato dalla Pinault Collection in partnership con il Metropolitan Museum of Art di New York, presenta una selezione ampia e rinnovata del lavoro dell’artista nordamericana

La 61ma Mostra Internazionale d’Arte è l’occasione per inaugurare nuovi allestimenti: dalla Pinault Collection alle Gallerie dell’Accademia, dalla Collezione Guggenheim alla Fondazione Prada...

Un progetto a cura di Luigia Lonardelli con l’Archivio Storico-Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, per mesi ha messo in dialogo Oriente e Occidente, con un itinerario che, partito in Cina, è ora in India. Nel 2026, destinazione Mongolia (e, per l’Asac, una nuova sede all’Arsenale)  

«Helter Skelter» pone in dialogo i due artisti intrecciando identità black, mascolinità bianca e cultura pop in un dialogo senza compromessi

Dal 29 marzo 2026 al 10 gennaio 2027, Palazzo Grassi ospita un grande progetto di Amar Kanwar, artista e filmmaker indiano. Al centro della mostra spicca l’installazione «The Peacock’s Graveyard» (2023), parte della Pinault Collection, che racconta oltre trent’anni di ricerca tra cinema documentario, installazione e archivio

Nell'anno della Biennale, Ca’ Pesaro annuncia quella che sarà una delle mostre da non perdere in Laguna la prossima stagione: Jenny Saville, dal 28 marzo al 22 novembre 2026, a cura di Elisabetta Barisoni 

La curatrice Diane Lima ha scelto le artiste Rosana Paulino e Adriana Varejão per un padiglione ispirato alla pianta Dieffenbachia, molto bella ma altrettanto tossica

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Cresciuto nello Utah, Alma Allen è lo scultore autodidatta scelto per rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia 2026: dalla sua pratica autonoma emerge un’arte che trasforma la materia

Tra nuove linee guida, progetti saltati e pressioni politiche, gli Stati Uniti sono ancora alla ricerca di un artista per la Biennale di Venezia 2026

Matthew Wong, il pittore sino-canadese morto prematuramente nel 2019 a soli 35 anni, sarà protagonista di una grande mostra al Palazzo Tiepolo Passi, dal 9 maggio al 1° novembre, in parallelo alla 61ª Biennale d’Arte.

A Venezia il Padiglione dell’Arabia Saudita parlerà in tono sommesso ma profondo: In Minor Keys, come recita il tema scelto per la prossima Biennale Arte, sarà anche la chiave di lettura della ricerca di Dana Awartani, artista che più di ogni altra ha saputo coniugare la continuità del patrimonio islamico con il linguaggio della contemporaneità

Da padiglione homeless alla grande (troppo?) sede all’Arsenale, da quasi vent’anni la nostra rappresentanza al più importante evento artistico del mondo non riesce a guadagnare un premio, forse anche a causa del continuo clima di rissa pure da parte istituzionale

«In un tempo storico come l’attuale, privo di appigli e riferimenti (politici e religiosi), sento che l’arte può diventare uno spazio di fiducia», spiega l’artista

Per il ministro della Cultura, Alessandro Giuli: «La proposta di Cecilia Canziani con il progetto di Chiara Camoni è una notevole declinazione al femminile di un “materialismo magico”che antichizza il presente, con sapienti evocazioni mediterranee, citazioni e imitazioni trascendenti. Il progetto mostra una rara capacità di trasformazione della Natura in un laboratorio artistico vivente»

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