Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

ULTIME NOTIZIE

In occasione della Frieze Week, Sprovieri presenta a Londra quattordici opere realizzate tra il 1960 e il 1967, in collaborazione con Gió Marconi di Milano. Dai monocromi ai paesaggi anemici, dalle immagini pubblicitarie alle rivisitazioni del Futurismo, la mostra ripercorre il decennio decisivo di un artista che aveva intuito come fotografia, cinema e mezzi di comunicazione avrebbero trasformato il nostro modo di guardare la realtà. Con un testo critico di Marco Meneguzzo.

Alla sede londinese di Gagosian, fino al 12 dicembre, This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte mette in relazione alcuni dei più importanti dipinti del maestro belga con opere di oltre quaranta artisti contemporanei, tra cui Maurizio Cattelan, Jeff Koons, Sarah Lucas, Robert Gober, Mona Hatoum e Issy Wood. Organizzata in collaborazione con la Fondation Magritte e curata da Jasper Sharp e Bernard Lagrange, la mostra attraversa un secolo di paradossi visivi, interrogando l'influenza del Surrealismo sulla cultura contemporanea. Ma pone anche una domanda: quanto dell'intelligenza sovversiva di Magritte sopravvive davvero nei suoi eredi?

Nella baia di Gnjilna, presso l'isola croata di Vis, gli archeologi subacquei hanno documentato un relitto del IV-III secolo a.C. con circa sei metri di struttura lignea conservata, anfore da trasporto e un raro insieme di ceramiche greche da mensa. Alcuni recipienti presentano iscrizioni che potrebbero indicare i nomi dei proprietari, forse membri dell'equipaggio. Le indagini, condotte tra il 2023 e il 2025 dall'Istituto croato per la conservazione, aprono nuove prospettive sul commercio e sulla vita a bordo delle navi nell'Adriatico ellenistico.

Dalla pittura metafisica di Giorgio de Chirico alla psicologia di Carl Gustav Jung, la ricerca dell’artista britannica indaga il rapporto tra memoria e percezione. Nella mostra «The eye lives in this texture [...]», da Alice Amati a Londra, superfici stratificate, immagini in trasformazione e forme familiari mettono in discussione ciò che crediamo di riconoscere

Alla sede di Gagosian tra Park Avenue e la 75ª Strada, a New York, l'artista italiana Bea Scaccia presenta fino al 23 dicembre Groomed, la sua prima mostra con la galleria, curata da Francesco Bonami. Sette nuovi dipinti costruiscono figure senza volto attraverso accumuli di parrucche, tacchi, tessuti, gioielli e accessori femminili. Tra riferimenti a Manet, Fragonard e Hans Bellmer, l'artista mette in discussione gli stereotipi della bellezza e della rappresentazione del corpo, trasformando la natura morta in un teatro dell'identità contemporanea.

Tra grandi inaugurazioni, fiere internazionali, aste milionarie e una scena artistica diffusa, la Frieze Week restituisce l'immagine di una capitale tutt'altro che in declino. La Brexit ha complicato il lavoro di gallerie e professionisti, ma non ha cancellato le infrastrutture culturali e commerciali della città. E i dati dell'ultimo rapporto Art Basel & UBS raccontano una realtà diversa dalle previsioni più catastrofiche: il Regno Unito rimane il secondo mercato dell'arte al mondo, con 10,5 miliardi di dollari di vendite.

Dal 14 al 18 ottobre Londra torna al centro del mercato internazionale con Frieze London e Frieze Masters. Ma il programma più interessante si estende ben oltre Regent’s Park: il Barbican dedica a Robert Ryman la prima grande mostra britannica in oltre trent'anni, Raven Row ripercorre la ricerca di Sturtevant, Sadie Coles presenta Nicole Eisenman e Catherine Murphy, mentre nuove istituzioni e fondazioni puntano su artisti emergenti, pratiche sperimentali e acquisizioni museali. Una guida ragionata agli appuntamenti della settimana.

Durante gli scavi per un nuovo quartiere residenziale a Ramat Rachel, a sud di Gerusalemme, l'Autorità israeliana per le antichità ha riportato alla luce un tratto di 300 metri dell'Acquedotto Inferiore, attribuito all'epoca dei re asmonei. Lungo oltre 21 chilometri, il sistema trasportava l'acqua dalle sorgenti a sud di Betlemme alla città sfruttando una pendenza di appena un metro per chilometro. Utilizzato, riparato e trasformato per quasi due millenni, sarà conservato e integrato nel nuovo insediamento urbano.

Mostra altri