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Con la sua terza edizione, la Diriyah Contemporary Art Biennale si conferma una delle nuove manifestazioni chiave del panorama internazionale, posizionando l’Arabia Saudita come protagonista nel dialogo globale sull’arte contemporanea. Tema, artisti e politica culturale di un progetto che intreccia memoria, movimento e trasformazione.
Una mappa fiabesca per entrare nella fiera di Bruxelles, che da 71 anni propone 5000 anni di storia dell'arte, tutti insieme, dai fossili di Triceratopo a capolavori ritrovati di Peter Paul Rubens
Marian Goodman è stata una delle figure decisive del sistema dell’arte internazionale del secondo Novecento e dei primi decenni del XXI secolo. Gallerista, mediatrice culturale e costruttrice di carriere, ha ridefinito il ruolo del mercante d’arte come attore intellettuale, capace di coniugare mercato, rigore curatoriale e responsabilità storica.
Tra musei, architetture iconiche e politiche culturali centralizzate, Saadiyat Island si afferma come uno dei più ambiziosi esperimenti di costruzione istituzionale dell’arte nel XXI secolo. Un progetto che intreccia soft power, collezionismo pubblico e narrazione globale, sollevando interrogativi sul rapporto tra cultura, libertà e produzione simbolica.
Marian Goodman, storica gallerista dell’arte contemporanea e figura di riferimento del sistema internazionale, è morta giovedì in un ospedale di Los Angeles all’età di 97 anni. La notizia è stata diffusa dal «New York Times»
Nella Capitale Europea della Cultura 2026 17 fotografi internazionali riflettono sul gioco come forma di resistenza
Secondo l’esperto francese il mercato degli Old Master vive una stagione positiva: tra la riscoperta del Barocco, l’emergere di nuovi collezionisti e l’impatto di Internet sulla fortuna commerciale di certi artisti a discapito di chi rende meno in formato digitale
All’Albertina sono riunite una settantina di opere che coprono tutta l’attività dell’artista giapponese, creatrice del termine «Motherscape»
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Qual è il rapporto fra musica e rumore? Quali legami connettono la musica con la poesia e con la matematica? E quale ruolo hanno le arti visive in questa ragnatela di relazioni?
Che si tratti di biografia d'artista, di film installazione, di documentario d’erudizione, di esperimento transmediale, la forma film intercetta spesso il mondo dell'arte propriamente detto in un tentativo di amalgama ancora non del tutto realizzato. Ecco un memorandum di alcuni titoli distribuiti nel 2025, attraverso dieci parole chiave: Composizione, Entusiasmo, Architettura, Aura, Saturno, Medium, Mercato, Collezione, Spazio, Tempo.
Sette artisti internazionali donano nuove opere al Pio Monte della Misericordia, rinnovando il dialogo tra arte, etica e responsabilità civile a oltre quattro secoli dal capolavoro di Caravaggio.
Artista, regista e pedagogo, Wael Shawky ha costruito una pratica che interroga i grandi racconti della storia attraverso miti, marionette, performance e film. Al centro del suo lavoro c'è la messa in crisi delle narrazioni dominanti e dei meccanismi di potere che le producono.
Accanto alla dimensione istituzionale e spettacolare della Biennale, Venezia ospita un tessuto di gallerie d’arte contemporanea eterogeneo e spesso poco leggibile dall’esterno. Un sistema frammentato, distribuito tra centro storico e terraferma, che lavora su tempi lunghi e su un rapporto delicato con il contesto urbano, segnato da turismo, residenzialità ridotta e forte pressione simbolica. Le gallerie veneziane operano oggi tra vocazione internazionale e necessità di radicamento locale, muovendosi in equilibrio tra ricerca curatoriale, sostenibilità economica e visibilità globale.
All’interno di Palazzo Diedo, sede veneziana della Fondazione Berggruen Arts & Culture, Olaf Nicolai presenta «Eisfeld II», un’installazione che interviene sul piano nobile del palazzo introducendo un elemento estraneo e funzionale al tempo stesso: una pista di pattinaggio di circa cento metri quadrati. Il titolo, che in tedesco significa semplicemente “campo di ghiaccio”, non allude a metafore o narrazioni simboliche, ma descrive con precisione ciò che l’opera mette in scena.
Per il suo debutto a Doha, Art Basel affida a Wael Shawky la cura di nove progetti site specific diffusi nel centro di Msheireb. Un programma ambizioso che intreccia performance, scultura e installazione per interrogare l’idea di progresso, sviluppo e trasformazione nel contesto del Golfo.
«Jacob», appartamento di 75 mq nel celebre quartiere parigino, è disponibile per l’affitto come residenza temporanea. Parte del progetto Les Maisons CAB, e a pochi passi da caffè storici, librerie e gallerie, offre un’esperienza abitativa dove soggiornare significa vivere dentro una vera e propria collezione d’arte















