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Per un totale di 52 iniziative e oltre cento realtà coinvolte, il programma mostrerà come «la cultura è il collante che lega lavoro, impresa, accessibilità, sostenibilità, giovani, partecipazione, rigenerazione urbana che in città interessa anche la ridestinazione universitaria, formativa e culturale di edifici abbandonati da decenni»

La terza edizione di «Inserzioni» mette in relazione le opere di Sung Tieu, Christelle Oyiri e Haris Epaminonda con l’architettura e la storia del Castello, mentre il percorso della Collezione torna a concentrarsi sull’Arte Povera

Al riallestimento e alla riapertura si aggiungono la restituzione al pubblico del primo e del secondo terrazzamento della Certosa, recentemente recuperati, fino alla terrazza della Magnolia

A Firenze, nel prestigioso Palazzo San Giorgio, è stata inaugurata la Collezione permanente voluta da Roberto Casamonti con 250 opere da Fattori a Cattelan. In questa intervista il suo artefice racconta le ragioni delle scelte togliendosi qualche sassolino dalle scarpe

Al Musée de l’Orangerie per il centenario della morte del padre dell’Impressionismo, un viaggio attraverso le ricerche sulla luce e sulla durata dalle serie delle «Meules», dai «Peupliers» e dalla Cattedrale di Rouen fino alle «Ninfee»

Al Palazzo Reale riuniti i tre protagonisti (Pieter il Vecchio, Pieter il Giovane e Jan) della dinastia fiamminga per raccontare la nascita della pittura di genere nell’Europa moderna: dal paesaggio alle feste popolari, dalle scene di vita quotidiana alle nature morte

A cento anni dalla realizzazione della «Fontana dell’Arca di Noè», il Civico Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli ricorda con una mostra il legame tra lo scultore e il centro laziale

«Alberto Grifi: Corpo Collettivo», curato da Lisa Andreani e Valerio Di Lucente, propone un ritratto collaborativo e caleidoscopico dell'icona del cinema italiano, con testimonianze d'eccezione, grafiche d'archivio e uno stile narrativo che rispecchia i linguaggi in codice di Grifi

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L’Open Restitution Africa Open Data Platform mira a rendere accessibili le informazioni. Tradizionalmente, infatti, le negoziazioni sono avvenute tra musei occidentali e istituzioni governative, escludendo comunità, ricercatori e attori locali

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Alla Rocca Maggiore «FRANCISCUS. Fratello in arte» mette in relazione la figura di Papa Francesco con quella di San Francesco e riporta al centro della ricerca di Michelangelo Pistoletto il rapporto fra arte, spiritualità e responsabilità collettiva. la mostra è promossa dal Comune di Assisi, prodotta da Opera Laboratori, in collaborazione con Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Galleria Continua, con il patrocinio della Regione Umbria

L’arte come capitale culturale, familiare e finanziario. Dalla due diligence ai prestiti garantiti da opere d’arte fino ai passaggi generazionali e ai nuovi mercati, Monica Heslington ci spiega come stanno cambiando il collezionismo e il wealth management nell’era dei grandi patrimoni

Ventisette opere raccontano una geografia collezionistica vivace e tutt’altro che periferica, dagli anni Sessanta a oggi: i curatori Paolo Bolpagni e Lorenzo Madaro ci raccontano di una storia fatta di raccolte private, gallerie, nuovi residenti e spazi indipendenti, tra arte italiana e internazionale

La Bibliothèque nationale de France ripercorre ottant’anni di fotografia attraverso 250 immagini: dal reportage del dopoguerra alle sperimentazioni contemporanee, tra memoria, corpo, calligrafia e paesaggio

Nei 34 anni al Guggenheim di New York ha trasformato il ruolo del curatore in una figura di mediazione tra la complessità dell’arte contemporanea e la struttura istituzionale del museo, diventandone nel 2017 la prima direttrice artistica

Nel luglio 2009 Terry Herbert stava perlustrando con un metal detector un campo vicino a Hammerwich, nello Staffordshire, quando intercettò quello che sarebbe diventato uno dei più straordinari ritrovamenti archeologici della Gran Bretagna: oltre 4mila frammenti riferibili a circa 700 oggetti, tra oro, argento, granati, decorazioni di spade, parti di un elmo e croci cristiane. Il primo inventario riempì 244 sacchi e il tesoro fu valutato 3,285 milioni di sterline. A più di quindici anni dalla scoperta, resta ancora aperta la domanda fondamentale: chi lo seppellì, e perché?

Nell’oasi di Dakhla una missione archeologica egiziana ha scoperto una tomba di epoca romana sormontata da una struttura piramidale in mattoni di fango. Al suo interno convivono geroglifici e formule funerarie egizie, una rara rappresentazione della settima ora dell’Amduat, un’elegia di 19 versi in greco antico e una moneta con l’effigie dell’imperatore Costantino. Più che la forma del monumento, è la sovrapposizione di culture a rendere eccezionale il ritrovamento: quasi 1.700 anni fa, nell’Egitto romano, identità egizia, greca e romana potevano abitare la stessa tomba.

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