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ULTIME NOTIZIE
Il Jewish Museum di New York acquisisce per la prima volta un’opera di Marc Dennis: Three Jews Walk into a Bar (2021), entrata nella collezione grazie al sostegno della collezionista Beth Rudin DeWoody. Nel dipinto tre uomini chassidici si trovano davanti al celebre Un bar aux Folies-Bergère di Édouard Manet, trasformando uno dei grandi enigmi visivi della pittura moderna in una riflessione ironica su identità ebraica, appartenenza, rappresentazione e sguardo.
Oltre cinquanta madonnari provenienti da diversi Paesi stanno trasformando la piazza davanti alla Basilica Inferiore di Assisi in una grande superficie figurativa dedicata a San Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario della morte. Al centro, i 50 metri quadrati della Visione di San Francesco progettata dallo statunitense Kurt Wenner; intorno, quaranta opere individuali. Un’iconografia popolare ed effimera si confronta così, a pochi metri di distanza, con il luogo nel quale Cimabue, Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti contribuirono a costruire per secoli l’immagine occidentale del santo.
Dal 25 settembre al 15 novembre, «Capricci romani» porta a Palazzo Poli, sede dell’Istituto Centrale per la Grafica, le opere inedite che Adrian Ghenie ha dedicato a Roma. Rovine, acquedotti, iscrizioni antiche e paesaggi della via Appia diventano materia da osservare, deformare e ricomporre, trasformando la memoria della città in un paesaggio sospeso tra realtà e immaginazione
Un piccolo recipiente di ceramica sepolto nel centro storico di Kolomna, a sud-est di Mosca, conteneva oltre 2.600 dengi d’argento della prima metà del XV secolo. Secondo gli archeologi russi è il più grande tesoro monetale completo di questa fase giunto intatto allo studio scientifico. Tra le monete compaiono rarissime emissioni locali con l’immagine di un uccello in volo: l’intero deposito potrebbe permettere di ricostruire quindici anni di attività della zecca cittadina e la circolazione del denaro mentre Mosca consolidava il proprio potere.
A Büklükale, nell’Anatolia centrale, gli archeologi hanno rinvenuto un piccolo sigillo a stampo con due figure animali, databile probabilmente tra la tarda età dei Karum e la prima fase ittita. L’oggetto, ancora in corso di studio, si inserisce in un sito già noto per tavolette cuneiformi ittite e hurrite e rafforza l’ipotesi di un centro strategico coinvolto nelle reti politiche, religiose e amministrative che precedettero e accompagnarono l’ascesa del potere ittita.
Un vademecum più serio di quel che si potrebbe pensare
L’artista ghanese multidisciplinare pratica la performance («Marina Abramovic è il mio unico riferimento»), crea installazioni, è fotografa, si è formata come fashion designer e considera la moda un’estensione delle sue performance
Oltre un centinaio di opere grafiche raccontano la storia dell’incisore friulano e spiegano il suo contributo fondamentale per la conservazione del nostro patrimonio archeologico dal Settecento ai giorni nostri
Articoli precedenti
Sono delle opere forse erroneamente attribuite al celebre artista Pietro Manzoni a mettere al centro della tutela l’integrità dell’identità artistica e l’immagine culturale e sociale delle proprie opere, piuttosto che la violazione del diritto d’autore
Alla Fondazione Paolo e Carolina Zani la mostra «Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda» ricostruisce il modo in cui l’abito ha raccontato la società veneziana del Settecento. Dai dipinti e disegni di Tiepolo, Longhi e Guardi ai costumi di Danilo Donati per Fellini, fino alle fotografie di Mustafa Sabbagh, l’eleganza diventa immagine, identità e spettacolo
Nel quartiere di Saint-Crépin, a Soissons, uno scavo preventivo legato alla posa di una rete di teleriscaldamento ha riportato alla luce un raro pavimento gallo-romano della fine del I secolo d.C. Il mosaico, probabilmente appartenente al salone di rappresentanza di una ricca villa, combina una parte in malta cementizia e una decorata a tessere. Al centro, geometrie bianche e nere; in un angolo, un piccolo delfino dalle pinne rosse.
A Capalbio una mostra racconta il percorso di Mimmo Paladino attraverso disegni, teatro e cinema: dai celebri cavalli alle figure, dai grandi drammaturghi agli storyboard, il segno sulla carta diventa il punto di partenza per immagini destinate a cambiare forma, muoversi nello spazio e trasformarsi in racconto
Ad Austrått, presso Sandnes, un escursionista ha trovato sotto le radici di un albero sradicato una rara guarnizione d’oro per fodero di spada, databile alla prima metà del VI secolo. L’oggetto, decorato con animali stilizzati e tracce di filigrana, apparteneva con ogni probabilità a un’arma d’élite e potrebbe essere stato deposto intenzionalmente come offerta. Il ritrovamento rafforza l’ipotesi che l’area di Hove fosse un importante centro di potere della Norvegia occidentale durante il Periodo delle Migrazioni.
Dopo tre anni di chiusura, dal 4 settembre la Piramide Cestia torna accessibile al pubblico con visite gratuite diurne e serali fino al 31 ottobre. Gli interventi della Soprintendenza Speciale di Roma, realizzati nell’ambito del Pnrr-Caput Mundi, hanno interessato illuminazione, accessibilità, verde e apparati informativi. Costruito tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Gaio Cestio Epulone, il monumento resta una delle testimonianze più spettacolari dell’egittomania che attraversò Roma dopo la conquista dell’Egitto da parte di Augusto.
Si è spento a Modena Franco Fontana, uno dei grandi maestri della fotografia italiana del secondo Novecento e un pioniere internazionale del colore. Dai paesaggi della Puglia e della Basilicata alle città americane, dalle ombre alle piscine, dalle Polaroid agli asfalti, per oltre sessant’anni ha cercato nella realtà forme, geometrie e cromie che gli altri non vedevano. Fotografava il mondo per interpretarlo. E questa è la sua eredità più profonda: averci insegnato che guardare e vedere sono due cose diverse.
Dopo la riflessione sulla proliferazione degli artisti e la risposta di Federico Ferrari sulla necessità di recuperare il coraggio del giudizio, resta una domanda: siamo davvero sicuri che il sistema dell’arte abbia smesso di selezionare? Musei, gallerie, fiere, biennali, curatori, collezionisti, residenze e piattaforme digitali continuano ogni giorno a produrre gerarchie. È cambiato il modo: il giudizio non viene più necessariamente dichiarato e argomentato, ma incorporato in una successione di scelte, inviti, acquisizioni e riconoscimenti. Il potere di decidere cosa conta non è scomparso. È diventato più diffuso, meno visibile e, proprio per questo, più difficile da interrogare.















