Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

ULTIME NOTIZIE

L'assenza di artisti italiani nella mostra internazionale della Biennale ha riaperto periodicamente il dibattito sulla crisi dell'arte italiana. Ma la vera domanda è un'altra. In un sistema sempre più globale, dove artisti, curatori, gallerie e collezionisti operano oltre i confini nazionali, ha ancora senso misurare il peso culturale di un Paese contando i suoi artisti? O è il momento di cambiare definitivamente paradigma? Natalie Sprouse in esclusiva per Il Giornale dell'Arte

Dal 17 settembre Hauser & Wirth Hong Kong dedica una grande mostra a Lucio Fontana, ultimo capitolo della trilogia internazionale realizzata con la Fondazione Lucio Fontana dopo Los Angeles e New York. Curata da Luca Massimo Barbero, l'esposizione ripercorre la nascita dello Spazialismo attraverso Buchi, Tagli, Quanta, Nature e Concetti spaziali, accompagnata dalla prima monografia sull'artista pubblicata in cinese semplificato.

Sessanta figure scolpite in un unico blocco di marmo di Carrara, un'attribuzione completamente riscritta dalla ricerca recente e una storia collezionistica che attraversa tre secoli. Alle Gallerie d'Italia di Vicenza, La Caduta degli angeli ribelli restituisce al veneziano Francesco Bertos uno dei più straordinari virtuosismi della scultura europea del Settecento.

In occasione del ventesimo anniversario di Dep Art Gallery, Antonio Addamiano ripercorre due decenni di attività e riflette sulle trasformazioni del sistema dell'arte: dalla costruzione di una linea curatoriale indipendente al rapporto tra critica e mercato, dall'evoluzione del collezionismo all'impatto dei social media e dell'intelligenza artificiale. Un'intervista che diventa anche una riflessione sul ruolo del gallerista contemporaneo.

Oltre trenta sculture monumentali di Philip Colbert invadono il Parco archeologico di Pompei e i siti del territorio. L'artista britannico porta il suo iconico astice tra domus, colonne e ville romane, rilanciando una formula ormai familiare: quella dell'installazione pop chiamata a dialogare con uno dei luoghi simbolo della civiltà antica.

Oltre sessanta opere provenienti dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma arrivano a Palazzo del Governatore di Parma per LEI, mostra che attraversa oltre due secoli di storia dell'arte attraverso il ritratto femminile. Da Van Gogh a Modigliani, da Klimt a Picasso, fino alle grandi artiste del Novecento, il progetto riflette sull'evoluzione dell'identità femminile, tra rappresentazione, emancipazione e trasformazioni della modernità.

Le OGR Torino inaugurano in autunno The Quantum Effect, grande progetto curatoriale dedicato all'influenza della teoria quantistica sulla cultura visiva. Tra le opere più attese spicca The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth, una Infinity Mirror Room di Yayoi Kusama che segna il ritorno in Italia dell'artista giapponese dopo il grande successo delle sue installazioni immersive degli ultimi anni.

Dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 Pirelli HangarBicocca presenta Luciano Fabro. Abitare lo spazio, prima retrospettiva museale italiana dedicata all’artista dopo la sua scomparsa. Circa cinquanta opere, dalle prime sperimentazioni degli anni Sessanta agli habitat più complessi, ricostruiscono una ricerca che ha trasformato la scultura in un dispositivo capace di ridefinire il rapporto tra corpo, materia, architettura e percezione.

Articoli precedenti

Dal 30 luglio al 30 settembre il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze presenta la Madonna col Bambino e due putti, nota come Madonna delle Muneghette, attribuita a Jacopo Sansovino. Realizzata con tela, gesso e parti in cartapesta, l’opera è stata sottoposta a un complesso intervento strutturale e diagnostico che ne ha recuperato postura e leggibilità, offrendo nuove indicazioni sulla sperimentazione tecnica dello scultore veneziano.

Dal 16 ottobre al 23 dicembre BKV Fine Art di Milano presenta De Sanguine, mostra nata da un’idea di Gabriele Tinti. Trent­asette opere antiche, moderne e contemporanee, da Tanzio da Varallo e Andrea Vaccaro a Gina Pane, Marina Abramović, Andres Serrano e Regina José Galindo, indagano il sangue come materia, simbolo religioso, ferita politica e soglia tra vita e morte.

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

In occasione della mostra Per sempre, fino alla fine alla Project Room di Ca' Pesaro (a cura di Marta Cereda e Giulia Mariachiara Galiano e con il supporto di Galleria Poggiali), Giuseppe Di Liberto riflette sul rapporto tra memoria, immagini e crisi contemporanea. Dall'archivio medievale ai social network, dall'odore come dispositivo narrativo alla Venezia intesa come città dell'attesa, l'artista racconta una ricerca che interpreta l'apocalisse come una condizione culturale permanente più che come un evento finale.

«Ha tutta la carriera davanti»; questo si dice delle giovani promesse nell’industria artistica e della curatela e della conservazione. Ma quando questo sistema che vede un’intera generazione come un insieme di promesse finisce per soffocare la spinta creativa di interi settori?

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Mostra altri