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«La storia dell'arte italiana di questi venticinque anni si è fatta comunque. Siamo noi che dobbiamo trovare il coraggio di riconoscerla». Nel contributo alla giornata di studi organizzata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Guarene, Gian Maria Tosatti propone una riflessione sul ruolo della critica nella costruzione della storia dell'arte contemporanea italiana. Contro l'accumulo indiscriminato di nomi, mostre e carriere, l'artista invita a individuare le convergenze tra le ricerche più significative e a riconoscere, con la necessaria «crudeltà», le opere capaci di segnare davvero un'epoca. Una presa di posizione che chiama in causa musei, curatori, critica e mercato.
Una pietra incisa individuata da un abitante di Behbeit el-Hagar, nel delta del Nilo, ha portato alla scoperta dei resti di due colossali statue reali. Tra questi, una testa di granito alta 1,60 metri, attribuita a Ramses II grazie alle iscrizioni geroglifiche, che apparteneva a un monumento originariamente alto circa 8,5 metri. Il ritrovamento, annunciato dal Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, potrebbe contribuire a ricostruire una fase ancora poco conosciuta della storia del sito, celebre per il Tempio di Iside costruito molti secoli dopo il regno del faraone.
Nella necropoli arcaica di Rasnica, nei pressi del lago di Ohrid, gli archeologi hanno riportato alla luce una sepoltura risalente a circa 2.600 anni fa, con un eccezionale corredo di armi, gioielli e oggetti preziosi. Accanto a un elmo di bronzo, uno scudo, una spada e diverse lance è stata rinvenuta una sottile lamina d'oro che potrebbe aver ricoperto il volto del defunto. La scoperta, successiva a un'altra ricca tomba individuata nel 2024, rafforza l'importanza del sito per lo studio delle élite balcaniche del VI secolo a.C. e dei loro rapporti con il mondo mediterraneo.
Nella sede londinese di MASSIMODECARLO, il pittore americano Jonathan Gardner (1982) presenta «The Studio», una mostra dedicata all'atelier come spazio dell'immaginazione e della memoria. Tra riferimenti a Matisse, Magritte e de Chirico, interni domestici, paesaggi inventati, nudi e dipinti dentro altri dipinti, l'artista costruisce ambienti nei quali le regole della prospettiva cedono il posto a una logica onirica. Ne emerge una riflessione sulla pittura e sulla sua capacità di trasformare frammenti autobiografici e citazioni della storia dell'arte in un universo autonomo, attraversato da temi come la fertilità, la famiglia e il trascorrere del tempo.
Approfittare della concentrazione di collezionisti e professionisti generata dalle grandi fiere internazionali senza necessariamente partecipare ai loro padiglioni. È una strategia che sta assumendo forme sempre più articolate nel mercato dell'arte. Durante la settimana di Art Basel Paris, la milanese Zero... presenta una mostra temporanea nel Marais, mentre la newyorkese Salon 94 inaugura una sede permanente affacciata sul Palais Royal, dopo tre anni di sperimentazioni attraverso pop-up. Due modelli differenti che sollevano una questione centrale per il futuro delle gallerie: quanto è ancora indispensabile lo stand fieristico quando è possibile intercettare lo stesso pubblico direttamente in città?
A Tiversky Gorodok, un insediamento fortificato medievale nella regione russa di Leningrado, gli archeologi hanno riportato alla luce un tesoro di oltre due chilogrammi d'argento, composto da gioielli, medaglioni, ornamenti e monete. Tra i reperti spiccano due rarissimi bratteati svedesi dell'XI-XII secolo, che raddoppiano il numero degli esemplari finora conosciuti, e un dirham arabo del X secolo. Il deposito, probabilmente nascosto tra la seconda metà del XII e il XIII secolo, offre nuove testimonianze degli scambi commerciali e culturali tra Scandinavia, Carelia e Rus' medievale, tra simboli cristiani e possibili riferimenti alla mitologia norrena.
Dal 23 ottobre al 15 novembre 2026, a Ptolemaida, in Grecia, la seconda edizione della biennale riunisce 35 artisti internazionali per riflettere sull’eredità dell’industria mineraria e sulle conseguenze ambientali, sociali e culturali dell’attività estrattiva. Con «Breath in the Ashes», la manifestazione indaga le responsabilità umane nella crisi ecologica e le possibilità di trasformazione dei territori post-industriali, presentando anche un’opera video di Stefano Cagol
Oltre 120 opere di 32 artisti, dai maestri del Novecento alle ricerche contemporanee, raccontano il rapporto tra acqua, ambiente e umanità. Al Palazzo delle Albere di Trento, la collaborazione tra Mart e MUSE dà vita a un percorso espositivo in cui arte, tecnologia e ricerca scientifica si intrecciano per cambiare il nostro sguardo su una risorsa essenziale per la vita
