Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
ULTIME NOTIZIE
Per il 250° anniversario dell’Accademia di Brera, la Pinacoteca dedica un nuovo omaggio a Francesco Hayez, che dell’istituzione fu maestro e direttore. A novembre le sale 36 e 37 saranno riallestite riunendo per la prima volta opere provenienti dalla Pinacoteca e dall’Accademia: un progetto che ricostruisce il rapporto tra l’artista, la scuola e uno dei luoghi decisivi della cultura figurativa italiana dell’Ottocento.
Tremila euro al mese di affitto hanno costretto Domenico Belletti, quasi 81 anni, a chiudere l’attività di famiglia aperta nel 1928, rimasta l’unica edicola di Lipari. Ma i giornali non sono scomparsi: Belletti ha trasformato un furgoncino rosso in un punto vendita itinerante. Una storia locale che racconta un fenomeno nazionale: in vent’anni l’Italia ha perso 15mila edicole e circa 5mila comuni non ne hanno più nemmeno una.
Il 23 settembre Christie's, a Parigi, presenta la Collezione Graziella Patiño de Ortiz Linares, una straordinaria testimonianza del gusto e della visione di una figura di spicco degli anni '20. Assemblata in oltre quarant'anni nella sua residenza di Avenue Foch, questa collezione di eccezionale coerenza rende omaggio all'eleganza della Francia del XVIII secolo. Composta da 60 lotti straordinari, riunisce dipinti e disegni di maestri, mobili e argenteria reale, a dimostrazione di un livello di rigore e di qualità ineguagliabile. Tra i pezzi forti L’Instant désiré, noto anche come Les Amants heureux, di Jean-Honoré Fragonard. Due corpi stretti in un abbraccio, una luce dorata che dissolve i contorni, pennellate rapide e una materia quasi impalpabile: uno dei temi centrali del Rococò francese diventa qui qualcosa di più instabile e moderno, sospeso tra sensualità, sentimento e presagio della fine di un mondo.
Le chiusure fanno notizia, le aperture molto meno. Eppure un censimento internazionale aggiornato al 12 settembre restituisce un quadro sorprendentemente equilibrato: 38 gallerie hanno ampliato o migliorato la propria presenza fisica nel 2026, contro 33 che hanno ridimensionato gli spazi o cessato l’attività. Il saldo, però, è soltanto l’inizio della storia. Dietro quei numeri si sta ridisegnando la geografia del mercato: capitali, quartieri, dimensioni, costi e modelli di business stanno selezionando chi può ancora permettersi una galleria e, soprattutto, quale galleria.
Dalle fotografie epurate nella Russia stalinista ai manicomi raccontati da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, fino alle immagini generate dall’intelligenza artificiale e diffuse oggi dalla politica, il rapporto tra immagine e verità è sempre stato instabile. Qualcosa, tuttavia, è cambiato: la manipolazione correggeva, cancellava o orientava una realtà condivisa; l’immagine artificiale può costruirne un’altra e farla convivere con la prima. Andrea Tinterri parte da un sogno per interrogarsi su una trasformazione che riguarda ormai la fotografia, la memoria e la nostra stessa percezione del presente.
Giacometti e il suo rapporto con l’Italia, la prima ampia personale italiana di Doris Salcedo, i processi creativi di Bruno Munari, Giovanni Anselmo dopo la scomparsa, Soutine e la Scuola di Parigi, fino alla diffusione di Leonardo nell’Europa di Rubens e Rembrandt. Milano ha già scoperto buona parte delle carte per il 2027: un calendario che attraversa Palazzo Reale, PAC, Fabbrica del Vapore, Castello Sforzesco e le altre istituzioni civiche, con progetti destinati in alcuni casi a raggiungere il 2028.
Dal surrealismo di Dalí alla continua metamorfosi di Francis Picabia, dalla dinastia dei Brueghel alla fotografia di Carla Cerati. E poi Matisse al MUDEC, Shilpa Gupta alla GAM, Sheila Hicks al PAC, Tommaso Trini al Museo del Novecento e Francesco Somaini al CASVA. Milano entra nell’autunno 2026 con una stagione particolarmente fitta, distribuita tra le principali istituzioni civiche e destinata in molti casi a proseguire nei primi mesi del 2027.
Dalí e la moda, Picabia, Matisse, Sheila Hicks e Shilpa Gupta aprono la stagione. Poi Giacometti, Doris Salcedo, Bruno Munari, Giovanni Anselmo, Soutine e un grande progetto sull’eredità europea di Leonardo. Milano rende noto con largo anticipo il calendario delle istituzioni culturali civiche: oltre quaranta progetti già programmati dall’autunno 2026 alla fine del 2027, con alcune mostre destinate a proseguire nel 2028. Una mappa che permette già di leggere strategie e ambizioni del sistema museale pubblico della città.
Articoli precedenti
A vent’anni dalla morte, Palazzo Reale ricostruisce la vita pubblica e privata di Oriana Fallaci attraverso fotografie, manoscritti, documenti e oggetti personali. Dalla Resistenza al Vietnam, da Tlatelolco alle interviste con Khomeini, Kissinger, Arafat e Gheddafi, fino alla lunga stagione americana e ai libri: emerge il ritratto di una giornalista che trasformò l’intervista in confronto e la propria soggettività in parte del racconto. Una figura decisiva e controversa, impossibile da separare dalle fratture politiche e culturali del secondo Novecento.
Tre monografiche, tutte curate da Diego Sileo, scandiscono la programmazione del Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano fino all’inizio del 2028. Si parte il 17 novembre con la prima retrospettiva italiana di Sheila Hicks, oltre duecento opere per ripercorrere settant’anni di ricerca sulla fibra e sul colore. Dal 25 marzo 2027 sarà la volta della prima ampia personale italiana di Doris Salcedo, mentre a novembre arriverà Flatform, con la prima grande monografica dedicata al collettivo da un’istituzione italiana.
Si chiude oggi, 13 settembre, alle Gallerie d’Italia-Napoli OBEY: Power to the Peaceful, la mostra di Shepard Fairey curata da Giuseppe Pizzuto: dal 6 maggio oltre 150mila visitatori e un progetto estesoosi dalle sale del museo allo spazio pubblico della città. Per la sede di Intesa Sanpaolo è già tempo di una nuova stagione: a novembre il confronto tra Angelica Kauffmann ed Élisabeth Vigée Le Brun, a dicembre Alighiero Boetti con circa 35 opere della Collezione Agrati.
Lo storico albergo non offre solo ospitalità d’eccellenza, ma vuole essere un punto di riferimento culturale in costante dialogo con l’arte contemporanea. La direttrice Gloria Beggiato traccia il percorso di una collezione in costante espansione che include lavori di Joseph Kosuth, Tony Cragg e Christopher Bucklow
La storica dell’arte e Ceo di Design Miami ci parla del futuro del design e gli ideali dei nuovi collezionisti, interessati alla storia che accompagna un oggetto con cui costruire una relazione personale
La mostra, che inaugurerà il 16 settembre alla Galleria Francesca Minini, utilizza manichini carichi di tutte le loro connotazioni concettuali per praticare sperimentazioni di materiale, composizione, e pensiero
Dal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027 il Museo di Santa Giulia di Brescia presenta 100 opere normalmente custodite nei depositi. Curata da Stefano Karadjov e Roberta D’Adda, la mostra ripercorre la formazione delle raccolte civiche attraverso gli oggetti e le storie di chi li ha raccolti, studiati e tramandati
Philippe Parreno porta il tempo in fiera. E la sua scultura lentamente scompare. Ogni giorno verrà realizzato un nuovo uomo di ghiaccio e ogni giorno il pubblico potrà osservarlo deformarsi fino a scomparire. A Independent 20th Century, nell’edificio Breuer di New York, Esther Schipper presenta Iceman in Reality Park di Philippe Parreno, opera concepita nel 1995 e fondata sulla propria dissoluzione. Anche quando il ghiaccio sarà completamente sciolto, il piedistallo vuoto continuerà a essere una manifestazione dell’opera. A più di trent’anni dalla sua prima apparizione a Tokyo, Iceman porta nel cuore di una fiera una domanda ancora radicale: che cosa si acquista quando l’oggetto che costituisce un’opera è destinato a scomparire?















