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La maison, che potrebbe vendere la selezione già questo autunno, replica alla rivale Christie’s, fino ad oggi protagonista del 2026

La mission della neonominata, dal rilevante profilo internazionale, sarà di definire la visione artistica e curatoriale dell’istituzione, guidandola nella sua prossima fase di sviluppo

Chissà che un altro grande colpo non venga battuto nell’ultima attesa parte della vendita dedicata alla collezione di Dorothy Lichtenstein, in programma a novembre a New York

La stessa monetazione della città anatolica, con lo statere locale che raffigurava due lottatori in azione, testimonia quanto questa disciplina permeasse la stessa identità civica del luogo

A Salisburgo FOTOHOF presenta la prima personale della fotografa austriaca, che interpreta il ritratto come una pratica collaborativa

L’edificio di Predappio, uno dei massimi esempi italiani di architettura razionalista, è opera di Arnaldo Fuzzi

La struttura permetteva un tempo alla «Via Triumphalis» di attraversare il fiume, collegando Roma all'area del Vaticano

Con 85 fotografie dedicate da Michelangelo a Canova, da Burri a Nitsch, Amendola torna al Palazzo Reale di Milano: «Sono nato in camera oscura. Non scatto 100 fotografie per sceglierne una, ma ne scatto una, dopo avere molto riflettuto, e quella è»

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Piazze romane e testimonianze archeologiche bizantine convivono in armonia con la realtà quotidiana di una città moderna, trasformando l'archeologia in uno strumento di espressione della memoria culturale

La collezione dell’artista include più di cinquecento opere all’interno dell’antico laboratorio artistico, che ora ospita un percorso espositivo aggiornato con materiale digitale

Un’intervista a Claire Power, Head of Visual Arts dell’Arts Council, l’agenzia che ambisce a modellare il futuro delle arti visive in Irlanda: «Dobbiamo investire nelle infrastrutture. A Dublino il costo degli affitti è insostenibile per gli artisti»

In occasione dell'eclissi solare del 12 agosto, Il Giornale dell'Arte dedica una serie di approfondimenti alle opere che hanno trasformato i fenomeni astronomici in linguaggio artistico. Nel Mer et soleil (1925) Max Ernst guarda al cielo attraverso il Surrealismo: il Sole smette di essere un fenomeno naturale e diventa un'immagine dell'inconscio, sospesa tra paesaggio, alchimia e sogno.

In occasione dell'eclissi solare del 12 agosto, Il Giornale dell'Arte dedica una serie di approfondimenti alle opere che hanno trasformato i fenomeni astronomici in linguaggio artistico. Nel dipinto Eclipse of the Sun (1926), George Grosz abbandona il cielo per osservare la politica: il Sole diventa il simbolo del capitale che oscura la democrazia e illumina una delle più feroci denunce del Novecento.

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Alla Royal Scottish Academy di Edimburgo, «Catherine Opie: To Be Seen» ripercorre trent’anni di ricerca attraverso quasi ottanta fotografie e il confronto con i ritratti della collezione nazionale scozzese. Dalle immagini degli amici queer degli anni Novanta ai ritratti di famiglie, artisti, sportivi e comunità, Opie riprende i codici della tradizione ritrattistica e li trasferisce su soggetti a lungo esclusi dalle immagini del potere, interrogando il rapporto tra identità, rappresentazione, memoria e visibilità

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