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Dall’incontro con Alighiero Boetti nella New York degli anni Settanta alle collaborazioni con Germano Celant, Ida Gianelli, Maurizio Cattelan e Vanessa Beecroft, Jeffrey Deitch ripercorre oltre cinquant’anni di rapporti con l’Italia. Un racconto che attraversa Arte Povera, Castello di Rivoli, la stagione di «Post Human», la trasformazione dei musei e l’emergere di una cultura visiva sempre più aperta, dove il potere dei tradizionali intermediari convive con nuove forme di visibilità globale.
Dal 8 al 26 luglio all’Étoile de la Roquette, nell’ambito del Festival Off di Arles, la mostra (DE)GENERATE(D) mette in dialogo fotografia, archivi, intelligenza artificiale, installazione e pratiche documentarie per interrogare una questione centrale del presente: chi stabilisce quali immagini meritano di essere viste? Partendo dall’ombra lunga dell’“Arte degenerata” nazista, il progetto curatoriale di Nicolas Havette riflette sulle nuove forme di normalizzazione visiva prodotte da algoritmi, identità rigide e sistemi di classificazione contemporanei.
Molto prima della globalizzazione del sistema dell'arte, Lucio Fontana costruì un dialogo intenso con il Giappone. Dalla precoce ricezione dello Spazialismo negli anni Cinquanta all'incontro con Gutai, fino alle affinità con il pensiero Zen, emerge una geografia culturale che aiuta a comprendere la dimensione internazionale della sua ricerca e offre nuove chiavi di lettura per i celebri Tagli.
Dal 26 ottobre 2026 al 13 febbraio 2027 il National Museum of Qatar dedica a Giuseppe Penone una grande mostra curata da Hans Ulrich Obrist e Issa Al Shirawi. Oltre cinquant’anni di ricerca attraversano gli spazi del museo progettato da Jean Nouvel, in un dialogo tra natura, materia e paesaggio che conferma il crescente interesse del Golfo per i protagonisti della storia dell’arte contemporanea internazionale.
Il ridimensionamento di Pace Gallery e la chiusura di realtà come Tiwani Contemporary non raccontano soltanto una fase di difficoltà economica. Segnalano una trasformazione più profonda: il progressivo superamento del modello della mega-galleria globale e il ritorno a strutture più agili, identitarie e specializzate. In parallelo cambiano i collezionisti, le geografie del mercato e le forme di consumo culturale. Rebecca Donaldson per Il Giornale dell'Arte
Il passaggio da aura a valore si consuma nel giro di poche settimane, nello scarto simbolico tra Biennale e Art Basel. Da Chiara Camoni a Oriol Vilanova: gli stessi nomi, un’altra temperatura del desiderio
Chi attira i migliori compratori, attira le migliori gallerie; chi ha le gallerie migliori, attira i collezionisti migliori. E le gallerie migliori, alla fine, le fanno le opere migliori
Inaugurerà il 6 dicembre, sul lungofiume del Mississippi, il nuovo edificio di oltre 37mila metri quadrati che presenterà anche una nuova lettura della propria collezione permanente di oltre 10mila opere
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Rashid Johnson è la mente dietro il nuovo progetto espositivo di Hauser & Wirth focalizzato sull’incertezza: un viaggio tra installazioni che trasforma il disorientamento in energia creativa, rifiutando risposte facili
Goriziano di nascita (1930), ma vicentino di adozione, ha spaziato tra i generi più disparati: argenti, gioielli, orologi, penne, arredi, tappeti. A dispetto di un peggioramento della propria salute, è stato in grado di lavorare fino agli ultimi giorni di vita
Il progetto, del valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, è stato finanziato con fondi Pnrr e risorse della Legge speciale 190/2014 e si avvale di tre installazioni permanenti, dedicate rispettivamente all’architettura del Castello, al bestiario medievale e al rapporto che lega il monumento al mare
La performance dell’artista polacca mette in dialogo Barr, Malraux e Macuga stessa, decostruendo il museo, i suoi miti e le sue gerarchie, tra storia dell’arte, teatro e politica delle identità
I danni non sono ancora paragonabili a quelli dell’Isis in Iraq, ma è sempre più evidente la vulnerabilità di siti, sei dei quali Patrimonio Unesco, che stanno subendo gli effetti delle onde d’urto e degli ordini di evacuazione, mentre nel Sud sono oggetto di distruzione interi villaggi tradizionali
Venduto due anni fa, il ritratto era rimasto nei depositi della casa d’aste Im Kinsky perché un erede tedesco aveva mandato in frantumi il sogno di una vendita stellare. Ora ne richiede la restituzione un’erede americana
Dopo la tappa al Bozar di Bruxelles, arriva alle Gallerie d’Italia-Milano la mostra che, attraverso 100 opere, affronta uno dei nodi più complessi della cultura figurativa rinascimentale: il rapporto tra armonia ideale e deformazione, tra natura e artificio, tra rappresentazione del reale e invenzione artistica
«Si tratterebbe di un atto di terrorismo di Stato», ha dichiarato il primo ministro polacco Donald Tusk a proposito dell’uccisione dell’artista russo avvenuta in pieno giorno il 15 giugno













