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Il trofeo FRAGILE, realizzato da Vedovamazzei per il Gran Premio d’Italia di Formula 1, è diventato in poche ore un fenomeno social: ironie, critiche, imitazioni domestiche, video e meme hanno trasformato una commissione d’arte contemporanea in un oggetto di conversazione ben oltre il sistema dell’arte. È un successo o una sconfitta? Il caso di Monza pone una questione più ampia: nell’economia dell’attenzione conta ancora comprendere un’opera o è sufficiente che riesca a interrompere il flusso, provocare una reazione e diventare virale? E quanto i social media stanno modificando non soltanto la comunicazione dell’arte, ma l’arte stessa? Il trofeo, comunque, certamente ha assolto al suo volere. Ha vinto. Un plauso a Vedovamazzei e una analisi su come una coppa di coppe in equilibrio sospeso possa essere una parabola dell’arte contemporanea nel 2026.

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Alla Collezione Olgiati oltre 35 opere propongono una prospettiva critica alternativa rispetto alla consueta ricezione dell’artista come uno dei protagonisti dell’Arte Povera. Il curatore Vincenzo de Bellis parla col Giornale dell’Arte: «Non smette mai di essere pittore, anche quando abbandona la tela e il colore, perché continua a fare ciò che la pittura ha sempre fatto: costruire immagini» 

A pochi passi da Campo Santa Maria Formosa, Palazzetto Marcello apre il 5 novembre come nuovo spazio espositivo veneziano, dopo un intervento di restauro curato da Studio 91. Il progetto nasce dalla collezione costruita in oltre vent’anni da Gianrico Specchio intorno alle relazioni tra arti visive, design e architettura dal secondo Novecento a oggi. A inaugurarlo sarà L’inizio ci assale, personale di Luca Bertolo curata da Elena Volpato, visitabile fino al 14 febbraio 2027.

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Nel complesso tardoantico di Vrelo-Šarkamen, nella Serbia orientale, gli archeologi hanno scoperto un eccezionale balneum privato ricavato nel livello inferiore di una monumentale torre del palazzo associato al tetrarca Massimino Daia. Tre vasche, un sudatorio, una fornace e un sistema a ipocausto straordinariamente conservato restituiscono l’ingegneria e la dimensione privata della vita imperiale all’inizio del IV secolo. Secondo gli archeologi, una soluzione architettonica di questo tipo non avrebbe al momento confronti diretti conosciuti nel mondo romano.

Durante la 21ma campagna di scavi a Shahr-i Sokhta, uno dei maggiori centri urbani dell’Età del Bronzo nell’Iran sud-orientale, gli archeologi hanno individuato un tipo di gioco da tavolo finora sconosciuto nel sito. La scoperta è particolarmente significativa perché la «Città Bruciata» aveva già restituito nel 1977 uno dei più completi set da gioco del mondo antico. Regole e caratteristiche del nuovo ritrovamento devono ancora essere pubblicate: ma la presenza di giochi differenti potrebbe raccontare qualcosa di nuovo sulla vita sociale di una città fiorita 4.600 anni fa.

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Dai primi esperimenti performativi nella New York degli anni Sessanta alle storiche collezioni d’autore con il lusso globale: storia dell’artista giapponese, considerata la pioniera di questo sistema di collaborazioni con l’arte


 

Nell'instancabile calendario dell'arte contemporanea anche le pause servono ormai soprattutto a organizzare la ripartenza. Il sistema globalizzato muove dall'Europa agli Stati Uniti e all'Asia quasi senza soluzione di continuità e settembre offre quest'anno un'istantanea particolarmente efficace di questa accelerazione. Fiere, Gallery Weekend, aperture coordinate e nuove Art Week si susseguono nel giro di poche settimane. Ma dietro l'affollamento del calendario sta emergendo qualcosa di più strutturale: il centro dell'attenzione si sta progressivamente spostando dal singolo evento all'intera città.

La Galleria Nazionale dell’Umbria ha acquistato il dipinto che apparteneva alla «Pala dei Cacciatori», realizzata per la pieve di Santa Maria Maddalena a Castiglion del Lago, e di cui si erano perse le tracce dal Settecento

Alle spalle del progetto c’è Gianrico Specchio, che ha ristrutturato l’edificio per renderlo il luogo in cui la propria collezione può diventare occasione di confronto e generare nuovi percorsi di conoscenza

Il 6 settembre torna Domenica al Museo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che ogni prima domenica del mese consente l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali. All’appuntamento aderiscono anche le sedi di Gallerie d’Italia

Dalle prime ricerche sul colore alla conquista dell’astrazione, i dipinti dell'autore ai vertici del mercato internazionale

Domenica 6 settembre, da Nord a Sud, il Fondo per l’Ambiente Italiano promuove visite speciali, attività per famiglie e laboratori artistici in 19 luoghi di 11 regioni

A Parigi vanno all'incanto oltre duecento capolavori tra le tele di Francis Picabia, il grande design Art Déco e l'alta oreficeria d'autore

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