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Dalla BMW 3.0 CSL dipinta da Calder nel 1975 al Rétromobile Parigi, oltre venti artisti, da Warhol a Mehretu, hanno trasformano l’auto in un archivio mobile che oggi sfida la velocità dell’immagine

Nel 1968, «Lei e Lui - Maria e Michelangelo» trasforma l’intimità di una coppia in un’esperienza condivisa: lo spettatore entra nello specchio e diventa parte di una storia d’amore e di una rivoluzione artistica

Le Stanze della Fotografia riuniscono circa 300 opere dell’artista tedesco, ma naturalizzato americano, che ne restituiscono la complessità oltre il suo lavoro nel settore della moda cui deve la celebrità, grazie a «Vogue»

L’artista tedesca, protagonista di una mostra alla Fondazione Prada di Milano, riflette sulla quarta rivoluzione industriale, la trasformazione delle immagini e l’arte come spazio critico in un mondo dominato da algoritmi, spettacolo automatizzato e nuovi monopoli tecnologici

Dal Sei all’Ottocento la corte sabauda ha organizzato balletti di Carnevale celebri anche Oltralpe per la loro raffinatezza, ma certo non divertenti come le feste popolari riprodotte nelle scene di genere dei pittori del Settecento

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«Il mio lavoro non è politico, ma piuttosto sociale, perché in politica ci si rivolge a un periodo troppo breve, mentre io mi occupo di questioni più esistenziali», spiega l’artista belga

Dall’autenticazione alla valutazione, fino ai modelli predittivi e ai rischi di standardizzazione del gusto: un’analisi critica su come l’intelligenza artificiale stia incidendo sul sistema dell’arte più sul piano strutturale che su quello estetico, tra promesse di democratizzazione e nuove concentrazioni di potere. Parola all’autrice del libro più autorevole sul tema in questione.

Collocata sopra la 10th Avenue, la figura reimmaginata si presenta come una presenza sospesa tra perdita e continuità

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Il parco sopraelevato di Manhattan presenta nuove opere di Patricia Ayres, Ximena Garrido-Lecca, Derek Fordjour e Katherine Bernhardt, oltre a un articolato programma video. La stagione, curata da Cecilia Alemani, riflette su corpo e sistemi produttivi.

Viola sostiene inoltre che la decisione è stata resa pubblica senza che gli fosse consentita alcuna forma di replica. “Queste azioni non sono in linea con i principi di trasparenza e giusto processo che un’istituzione culturale dovrebbe rispettare”, ha dichiarato, rivendicando di aver agito in buona fede e nel rispetto di standard etici

Dal 9 aprile al 22 maggio la galleria newyorkese riunisce dipinti, sculture e lavori su carta che attraversano mezzo secolo di attività dell’artista. Prestiti museali e collezioni private per una rassegna che mancava dal 1973.

Rovigo dedica una grande mostra al confronto tra Federico Zandomeneghi ed Edgar Degas

Dal 29 gennaio al 4 maggio l’International Center of Photography di New York presenta Eugène Atget: The Making of a Reputation, una mostra che non si limita a celebrare uno dei padri della fotografia moderna, ma ne indaga criticamente la fortuna critica. Una vera e propria indagine sul potere della narrazione culturale

Il dispositivo è stato scoperto il 14 gennaio nel bagno femminile degli uffici amministrativi. Un sospettato è stato sospeso in via cautelativa. Il museo ha attivato le procedure previste dall’articolo 40 del Codice di procedura penale francese. Parte del personale chiede maggiore chiarezza sulle eventuali registrazioni.

Dal 5 marzo al 19 luglio 2026 Palazzo Pallavicini a Bologna ospita Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia, grande retrospettiva dedicata al maestro americano della fotografia lirica del secondo Novecento. Con 126 fotografie in bianco e nero, 40 a colori, 42 dipinti e materiali d’archivio, la mostra racconta uno sguardo che ha trasformato la quotidianità newyorkese in haiku visivi, anticipando l’uso poetico del colore e celebrando l’imperfezione come linguaggio.

Alla galleria MATTA di Milano, Social Unrest, curata da Niccolò Gravina con la ricerca storica di Zoé Samudzi, riunisce nove artisti internazionali per indagare la ricorsività delle rivolte contemporanee. Tra nuove produzioni e installazioni site-specific, la mostra costruisce una costellazione temporale che collega Hong Kong 2019 alle insurrezioni medievali europee, interrogando media, memoria e strutture socio-economiche. Un allestimento concepito come barricata frammenta la visione e trasforma lo spazio in un dispositivo critico.

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