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I fragili resti di un neonato rinvenuti nel sito di Ripari Alti, nella valle di Lamen, nel Bellunese, conservano la traccia di una frattura prodotta durante un parto difficile. Secondo lo studio coordinato dall’Università di Trento, sarebbe la più antica prova archeologica diretta finora documentata di una manovra ostetrica: un tentativo di estrazione compiuto quasi seimila anni fa.
In un sepolcro del periodo degli Stati Combattenti, nella Cina nord-occidentale, gli archeologi hanno trovato un recipiente di bronzo ancora sigillato con 3,7 litri di una bevanda fermentata a base soprattutto di miglio. Le analisi chimiche e microscopiche ne hanno ricostruito composizione e possibile processo produttivo. Per quantità e stato di conservazione, il ritrovamento offre una rara testimonianza diretta sulle pratiche alimentari, rituali e funerarie della Cina precedente all’unificazione imperiale.
Film di oltre cinque ore, serie proiettate integralmente, documentari, fotografia, architettura in 3D, restauri e opere che assumono i tempi dell’installazione. La Mostra del Cinema di Venezia registra una trasformazione più ampia della cultura visiva contemporanea: i confini tra cinema, arti visive, televisione, archivio e spazio espositivo diventano sempre più permeabili. Il Lido si candida così a essere un osservatorio sul futuro delle immagini, oltre le tradizionali categorie disciplinari.
Dal 2 al 12 settembre torna la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Danny Boyle apre con Ink, Giovanni Veronesi chiude con Dio ride, mentre il concorso schiera Werner Herzog, Martin McDonagh, Nanni Moretti, Hirokazu Koreeda, Lee Chang-dong e una vasta geografia internazionale. George Clooney ed Ellen Burstyn ricevono il Leone d’Oro alla carriera; al Lido sono attesi, tra gli altri, Robert Pattinson, Penélope Cruz, Javier Bardem, John Malkovich e Susan Sarandon. E tra film di oltre cinque ore, documentari, restauri, serie, fotografia e architettura, Venezia conferma quanto sia cambiata l’idea stessa di festival cinematografico.
Dal 12 al 20 settembre 2026 Venezia, Murano e Mestre ospitano la decima edizione di The Venice Glass Week, con oltre 200 appuntamenti tra mostre, installazioni, incontri e laboratori. Il festival conferma il vetro come terreno di confronto tra tradizione manifatturiera, design e ricerca contemporanea, mentre Murano Illumina il Mondo e le due HUB internazionali rafforzano il rapporto tra maestranze locali, artisti affermati ed emergenti.
Due carriere diverse per le neodirettrici: una con un percorso tutto interno al museo francese, tra ricerca, conservazione e divulgazione; l’altra con un iter professionale internazionale, tra musei e mercato dell’arte
L’amministrazione Mamdani punta a sviluppare nuovi programmi a sostegno della cultura e a rendere più accessibile e sostenibile il lavoro di artisti, operatori e organizzazioni. Bryan Joseph Lee nominato «deputy commissioner» e Ryan Max «chief of staff»
L’oggetto è una composizione moderna realizzata con materiali antichi, ma la restituzione dell’anno scorso ha comunque un grande valore per quella popolazione. Ora l’oggetto andrà in mostra al Museo delle Culture di Oaxaca, ma è destinato a quello di Villa de Tututepec
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Tra i suoi progetti, quello della Cancelleria dell’Ambasciata italiana a Washington (con Piero Sartogo) e quello del restauro di palazzi storici romani (Palazzo Poli, Complesso di San Michele a Ripa) o ancora di monumenti antichi (Tempio di Iside). Curò anche l’allestimento di varie mostre
Il cartellone si apre con «L’Elisir d’amore», in scena il 2 ottobre alle 20,30 e il 4 ottobre alle 16,30, con anteprima giovani il 30 settembre
Alla guida della 39.ma Biennale del Museo di Arte Moderna di San Paolo, la curatrice Diane Lima organizza il lavoro di 33 artisti, giovani e mid-career, provenienti da tutto il Brasile. Un'occasione per riflettere su quello che ancora resta della «svolta epistemologica» che ha sparigliato le carte dei paradigmi contemporanei
Mentre la sede parigina riaprirà solo nel 2030, il Beaubourg si espande all’estero: dopo Malaga e Shanghai è la volta di Seul, in attesa delle aperture a Bruxelles e in Brasile. Le sedi estere generano oggi 20 milioni di euro annui contro i 3 milioni del 2015
In vista della trentesima edizione di Miart, una serie di conversazioni con le gallerie protagoniste della fiera per delineare una mappa di orientamenti, strategie e visioni
Dall’Australia al Sudafrica, l’autunno 2026 propone mostre dedicate a identità, memoria, territorio e trasformazioni sociali. Tra arte moderna e contemporanea, fotografia, design e nuove tecnologie, i musei rileggono storie locali e connessioni globali. Particolare attenzione va alle culture indigene, alle eredità coloniali e ai rapporti tra arte, corpo e ambiente
Dall’eccezionale ritorno dell’Arazzo di Bayeux in Inghilterra alla prima riunione dei ritratti di Jan van Eyck, dalla grande monografica di Pontormo alle riletture di Cattelan, Kounellis, Marisa Merz e Willem de Kooning. Tra Londra, Parigi, Madrid, Barcellona, Berlino, Amsterdam, New York e le principali città italiane, abbiamo scelto quindici mostre capaci di attraversare epoche e linguaggi e di restituire alcune delle questioni decisive della stagione.
Un architrave in arenaria con i titoli di Ramses II e un riferimento a Horus, Signore di Masn, rafforza l’ipotesi che Tell Abu Seify, nell’area di Qantara Est, coincida con l’antica città citata dalle fonti del Nuovo Regno. Gli scavi stanno inoltre chiarendo l’organizzazione del complesso templare e la lunga trasformazione del sito, da centro religioso e strategico della frontiera orientale egizia a insediamento tolemaico, castrum romano e infine cava per la produzione di calce.














