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Tra Asia, Europa, Medio Oriente e Stati Uniti si concentra la parte più intensa dell'anno per il sistema dell'arte. Frieze Seoul, Art Basel Paris, Artissima, la Biennale dell'Antiquariato di Firenze, Frieze Abu Dhabi e Art Basel Miami Beach disegnano una geografia che racconta le nuove direttrici del mercato globale: l'ascesa dell'India e del Sud-Est Asiatico, il rafforzamento di Parigi, il ritorno dell'arte storica e la crescente centralità del Golfo.
Dopo aver contribuito a costruire l'espansione internazionale di Art Basel, Marc Spiegler con una lucida analisi sul New York Times invita le gallerie a ripensare il proprio modello. In un mercato stagnante, tra costi crescenti, collezionisti più selettivi e il ridimensionamento delle mega-gallerie, il futuro potrebbe passare meno dalla globalizzazione e più dalla capacità di coltivare comunità locali, relazioni dirette e identità riconoscibili.
Ad Art Basel 2026, nello stand di MASSIMODECARLO, Maurizio Cattelan presenta Birth, una scultura in marmo rosa del Portogallo che riproduce il suo volto deformato da un pugno. Un’opera di dimensioni ridotte che concentra molti dei temi centrali della sua ricerca: autoritratto, fallimento, vulnerabilità e critica dell’idea stessa di successo.
Un grande artista del Rinascimento ferrarese tratteggiato a tutto tondo da Maurizia Tazartes
Con l’installazione multimediale «Soft Image, Brittle Grounds», l’artista e regista rivela come la complessità del mondo si scontri con le razionalità riduttive dell’era digitale
A Palazzo delle Papesse un’ottantina di arredi tra cassoni, spalliere, lettucci, testate di letto, manufatti tessili e suppellettili, documenta la produzione di arte domestica sviluppatasi a Siena tra il XV e il XVI secolo
Dall’incontro con Alighiero Boetti nella New York degli anni Settanta alle collaborazioni con Germano Celant, Ida Gianelli, Maurizio Cattelan e Vanessa Beecroft, Jeffrey Deitch ripercorre oltre cinquant’anni di rapporti con l’Italia. Un racconto che attraversa Arte Povera, Castello di Rivoli, la stagione di «Post Human», la trasformazione dei musei e l’emergere di una cultura visiva sempre più aperta, dove il potere dei tradizionali intermediari convive con nuove forme di visibilità globale.
Dal 8 al 26 luglio all’Étoile de la Roquette, nell’ambito del Festival Off di Arles, la mostra (DE)GENERATE(D) mette in dialogo fotografia, archivi, intelligenza artificiale, installazione e pratiche documentarie per interrogare una questione centrale del presente: chi stabilisce quali immagini meritano di essere viste? Partendo dall’ombra lunga dell’“Arte degenerata” nazista, il progetto curatoriale di Nicolas Havette riflette sulle nuove forme di normalizzazione visiva prodotte da algoritmi, identità rigide e sistemi di classificazione contemporanei.
Articoli precedenti
Molto prima della globalizzazione del sistema dell'arte, Lucio Fontana costruì un dialogo intenso con il Giappone. Dalla precoce ricezione dello Spazialismo negli anni Cinquanta all'incontro con Gutai, fino alle affinità con il pensiero Zen, emerge una geografia culturale che aiuta a comprendere la dimensione internazionale della sua ricerca e offre nuove chiavi di lettura per i celebri Tagli.
Dal 26 ottobre 2026 al 13 febbraio 2027 il National Museum of Qatar dedica a Giuseppe Penone una grande mostra curata da Hans Ulrich Obrist e Issa Al Shirawi. Oltre cinquant’anni di ricerca attraversano gli spazi del museo progettato da Jean Nouvel, in un dialogo tra natura, materia e paesaggio che conferma il crescente interesse del Golfo per i protagonisti della storia dell’arte contemporanea internazionale.
Il ridimensionamento di Pace Gallery segnala una trasformazione profonda del sistema: il progressivo superamento del modello della mega-galleria globale e il ritorno a strutture più agili, identitarie e specializzate. In parallelo cambiano i collezionisti, le geografie del mercato e le forme di consumo culturale. Rebecca Donaldson per Il Giornale dell'Arte
Il passaggio da aura a valore si consuma nel giro di poche settimane, nello scarto simbolico tra Biennale e Art Basel. Da Chiara Camoni a Oriol Vilanova: gli stessi nomi, un’altra temperatura del desiderio
Chi attira i migliori compratori, attira le migliori gallerie; chi ha le gallerie migliori, attira i collezionisti migliori. E le gallerie migliori, alla fine, le fanno le opere migliori
Inaugurerà il 6 dicembre, sul lungofiume del Mississippi, il nuovo edificio di oltre 37mila metri quadrati che presenterà anche una nuova lettura della propria collezione permanente di oltre 10mila opere
Rashid Johnson è la mente dietro il nuovo progetto espositivo di Hauser & Wirth focalizzato sull’incertezza: un viaggio tra installazioni che trasforma il disorientamento in energia creativa, rifiutando risposte facili
Goriziano di nascita (1930), ma vicentino di adozione, ha spaziato tra i generi più disparati: argenti, gioielli, orologi, penne, arredi, tappeti. A dispetto di un peggioramento della propria salute, è stato in grado di lavorare fino agli ultimi giorni di vita














