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Ventitré reperti archeologici siriani, prestati nel 2011 per una mostra a Parigi e rimasti in Francia durante gli anni della guerra civile e dell'isolamento diplomatico del regime di Bashar al-Assad, sono stati restituiti al Museo Nazionale di Damasco. Il rimpatrio, avvenuto in occasione della visita del presidente Emmanuel Macron, rappresenta il primo grande accordo culturale tra la Siria post-Assad e un Paese occidentale e potrebbe aprire una nuova stagione di cooperazione internazionale per il recupero del patrimonio disperso.
Realizzato in Egitto tra il 285 e il 250 a.C., il più antico frammento conosciuto dell'Odissea è tornato in esposizione nelle gallerie del Metropolitan Museum of Art di New York. Il prezioso papiro conserva una delle prime testimonianze del poema omerico e include tre versi assenti nella tradizione testuale moderna, offrendo uno sguardo diretto sulla trasmissione orale e scritta del capolavoro dell'antichità.
Sarà un Van Gogh stimato fino a 200 milioni di dollari, affiancato da un Cézanne che potrebbe raggiungere i 150 milioni, a guidare la stagione autunnale delle aste internazionali. Sotheby's si è assicurata la prestigiosa collezione della famiglia Blaquier, valutata complessivamente circa 450 milioni di dollari, confermando come la competizione tra le grandi case d'asta si giochi sempre più sull'acquisizione delle più importanti raccolte private.
Dopo un complesso intervento promosso da Friends of Florence, la Pala di San Domenico di Beato Angelico torna a rivelare la qualità originaria della pittura e una nuova stabilità strutturale. Il progetto introduce un innovativo sistema di supporto destinato a diventare un modello per il restauro delle grandi tavole lignee del Rinascimento.
Nel territorio di Paulilatino, sull'altopiano di Abbasanta, sorge uno dei monumenti più straordinari del Mediterraneo preistorico. Costruito oltre tremila anni fa, il Pozzo Sacro di Santa Cristina rappresenta il vertice dell'architettura religiosa nuragica: un tempio dedicato al culto dell'acqua che ancora oggi sorprende per la perfezione geometrica, l'ingegneria costruttiva e i suoi allineamenti astronomici, capaci di trasformare luce e pietra in un'esperienza di rara intensità.
Mary Heilmann, tra le figure più originali della pittura americana degli ultimi cinquant'anni, è morta all'età di 86 anni. Arrivata al riconoscimento museale solo in età avanzata, ha trasformato il linguaggio dell'astrazione con un uso libero del colore, della griglia e della geometria, diventando un punto di riferimento per diverse generazioni di artisti. La sua eredità risiede nell'aver dimostrato che la pittura astratta poteva essere insieme rigorosa, ironica e profondamente umana.
Musei, fondazioni, gallerie e una notte bianca dell’arte: il capoluogo delle Baleari si conferma uno dei centri più vivaci del contemporaneo in Spagna. Una guida per orientarsi tra i suoi spazi migliori durante i mesi estivi
È quando l’omogeneità soffoca il pensiero che bisogna avere il coraggio di essere sovversivi. Nel caos strumentalizzato di una moderna epoca del consenso, la forma di lotta più efficace è la capacità di convivere con l'incertezza — lasciando che l'arte nasca e da ogni contraddizione
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Nel catalogo della mostra Figure di donna. Tesori d'arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi, Vittorio Sgarbi dedica un saggio alla Cleopatra di Artemisia Gentileschi, ricostruendone la storia attributiva e proponendone una lettura centrata sulla radicalità del suo realismo. Lontana dai modelli idealizzati della tradizione, la regina d'Egitto diventa un corpo vivo e vulnerabile, attraverso cui Artemisia trasforma l'eredità di Caravaggio in una rappresentazione del femminile di straordinaria forza espressiva.
Nel testo che accompagna Figure di donna al Castello dei Clavesana di Andora, Elisabetta Sgarbi ricostruisce la storia della Collezione Cavallini Sgarbi a partire dalla casa familiare di Ro Ferrarese, trasformata da Rina Cavallini in un luogo attraversato da artisti, scrittori e intellettuali. Dalla nascita della Fondazione nel 2008 al vincolo ministeriale del 2019, il racconto restituisce il passaggio da una vicenda privata a un patrimonio pensato per restare indivisibile e appartenere, idealmente, alla collettività.
Tra le colline del Valdarno sorge uno dei monumenti più sorprendenti d'Europa. Il Castello di Sammezzano, ripensato nell'Ottocento dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes come un manifesto dell'orientalismo, unisce architettura, arti decorative e paesaggio in un'opera totale senza confronti in Italia. Dopo decenni di abbandono e una complessa vicenda proprietaria, il complesso è oggi al centro di un ambizioso progetto di restauro destinato a restituire al pubblico uno dei grandi capolavori dimenticati del patrimonio italiano.
Mai nella storia così tante persone hanno scelto di diventare artisti. Accademie, residenze, open call e social media hanno moltiplicato la produzione, mentre il sistema fatica sempre più a distinguere ricerca, qualità e originalità. Il problema è la crisi dei meccanismi di selezione che per oltre un secolo hanno costruito il valore dell'arte contemporanea.
Gli scavi nel sito di Cerro Mayal, nel nord del Perù, hanno riportato alla luce antichi laboratori-abitazione dedicati alla produzione della celebre ceramica Moche. Stampi, scarti di lavorazione e strutture domestiche permettono di ricostruire, per la prima volta con maggiore precisione, l'organizzazione del lavoro degli artigiani che realizzarono una delle più sofisticate tradizioni ceramiche dell'America precolombiana.
È morto Lorenzo Quilici, tra i maggiori archeologi italiani del Novecento e riferimento internazionale per la topografia antica. Professore all'Università di Bologna, ha dedicato oltre mezzo secolo allo studio delle città, della viabilità e dei paesaggi dell'Italia romana, contribuendo a trasformare il modo di leggere il rapporto tra monumenti, territorio e storia.
Il dipinto, che fin dalla sua realizzazione rivelò problemi di fragilità e che venne restaurato a più riprese nel corso dei secoli, ha ritrovato i colori originari e farà parte della mostra su Correggio alla Gemäldegalerie Alte Meister a settembre
A otto mesi dal furto alla Biblioteca Mário de Andrade di San Paolo, la polizia brasiliana ha recuperato le otto incisioni di Henri Matisse appartenenti alla celebre serie Jazz. Le opere, sottratte nell'ultimo giorno di una mostra, sono tornate nella collezione pubblica, mentre restano ancora irreperibili cinque lavori di Candido Portinari. Il caso riporta l'attenzione sulla vulnerabilità delle opere su carta e sul crescente fenomeno delle bande specializzate nei furti d'arte in America Latina.














