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ARCHEOLOGIA
Il rinvenimento è stato effettuato dalla missione guidata dal professor Necmi Karul dell’Università di Istanbul, nell’ambito di una vasta iniziativa di ricerca che coinvolge 36 istituzioni scientifiche e oltre 220 studiosi impegnati in dieci siti neolitici dell’Anatolia sudorientale
Il centro, inaugurato dal ministro della Cultura e del Turismo Mehmet Nuri Ersoy, dispone di due sistemi Uav a lungo raggio equipaggiati con visione notturna, tre sistemi di antenna, postazioni di monitoraggio, grandi schermi e telecamere di sicurezza
«Alla Tina Jama abbiamo avuto la fortuna di scavare una ricca sequenza tardo mesolitica», spiega Federico Bernardini, direttore dello scavo. Un contesto raro che può offrire nuovi elementi per comprendere come cambiarono ambiente, economia e pratiche di sussistenza con l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento
I frammenti riemersi appartengono probabilmente a un grande peristilio, un porticato colonnato, forse parte di una ricca domus o di una struttura monumentale
In viaggio tra Hisarlık, lo Scamandro, il Monte Ida, i santuari e le città della Troade, sulle tracce dei luoghi narrati da Omero, abitati da Aristotele, attraversati da Alessandro Magno e scavati dagli archeologi in cerca della città di Priamo
Il cantiere permette di vedere direttamente le maestranze impegnate sui pavimenti musivi e di comprendere le metodologie adottate nell’intervento
Nella sua nuova ricerca Valentino Nizzo, docente all’Università di Napoli L’Orientale, analizza il monumento salentino e propone anche una nuova lettura della tradizione legata a Siminiano e di alcune reliquie attribuite a san Giovanni Battista
A colpire gli archeologi sono stati soprattutto i mosaici e le strutture architettoniche. Le decorazioni richiamano quelle del palazzo reale di Ege, uno dei più importanti complessi della Macedonia antica
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Il piccolo volume di Officina libraria contiene una raccolta di testi che Giuseppe M. Della Fina ha scritto per «Il Giornale dell’Arte»: l’itinerario muove dalle pagine di romanzi e racconti, attraversa città e musei etruschi con capolavori più o meno conosciuti, e si conclude con le campagne di scavo e il contributo degli archeologi
A Copenaghen il progetto espositivo, che ricostruisce la moda e i gusti dei Romani, si dispiega su una superficie di mille metri quadrati non solo integrando le collezioni di statuaria antica del museo con prestiti internazionali, ma anche rendendo merito alle ricerche condotte a proposito della policromia
Dal 15 ottobre al costo di 15 euro (6 euro dai 18 ai 25 anni) si potrà acquistare un ticket integrato per l’ingresso al Parco Archeologico di Vulci e al Museo Nazionale Etrusco di Roma e avere una visione complessiva della civiltà fiorita nell’importante città vulcente, dove si continua a scavare nella necropoli e al porto etrusco di Regisvilla
Rinvenuta nell’area dell’ex Istituto Regina Elena, oggi proprietà dell’Università La Sapienza di Roma, la scoperta è la prima a essere valorizzata e resa accessibile, in seguito alle indagini di archeologia preventiva condotte dalla Soprintendenza Speciale di Roma tra il 2018 e il 2019 in via Castro Laurenziano
Riemerge da un lago del Viterbese una spada della tarda Età del Bronzo: venne forgiata 3.300 anni fa
È la terza rinvenuta nel sito di Mezzano dagli anni Settanta del Novecento, circostanza che conferma l’eccezionale importanza archeologica del contesto. Potrebbero essere state deposizioni rituali di oggetti?
Nel teatro della città è stata anche rinvenuta una lastra marmorea con un’iscrizione per la probabile caduta di un fulmine in quel luogo preciso, e sono state restaurate cinque teste marmoree
Sembrava concluso a quota 4.886, poi il campo ha cominciato nuovamente a restituire argento. Il tesoro di Mørstad, nella Norvegia orientale, ha ormai raggiunto circa 5.200 monete ed è il più grande deposito monetale dell’epoca vichinga mai rinvenuto nel Paese. Sepolto probabilmente intorno al 1046-47, contiene emissioni norvegesi e straniere e apre nuove domande sulla circolazione di argento, uomini e potere nel Mare del Nord. Ma il mistero principale rimane: perché qualcuno accumulò qui migliaia di monete senza tornare a recuperarle?
Strutture e murature in ciottoli: le ultime scoperte a Gravisca, l’antico porto etrusco di Tarquinia
È da poco terminata la campagna di scavo annuale nell’area del santuario emporico. Oltre agli elementi pertinenti all’età etrusca, sono stati rinvenuti resti di abitazioni, impianti produttivi, una strada e una necropoli che risalgono alla fase romana















