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Leggi i suoi articoliSono trascorsi due mesi da quando a Venezia ha sfilato un corteo di protesta contro la presenza israeliana alla Biennale d’Arte, sfociato in scontri con le forze dell’ordine. Un incipit che rimarrà nella storia della Mostra.
Ora, Art Not Genocide Alliance, lo stesso gruppo di attivisti che ha guidato la manifestazione dell’8 maggio, ha indetto un altro intervento per il 17 luglio, giorno in cui dovrebbe giungere in Laguna Tilman Fertitta, l’ambasciatore statunitense in Italia. La comunicazione è stata diffusa tramite Instagram il 7 luglio: il punto di incontro sarà Campo San Zaccaria, a pochi passi dal luogo in cui attraccherà lo yacht dell’ambasciatore.
«Per noi, questa non è una lotta a sé stante, si legge nel post. Fa parte della stessa traiettoria politica che ha collegato gli scioperi per la Palestina nell’autunno del 2025, le mobilitazioni a sostegno della Freedom Flottiglia e la nostra campagna per boicottare il Padiglione del Genocidio alla Biennale di Venezia», ovvero Israele. Il genocidio che si sta compiendo a Gaza è anche frutto della cooperazione con gli Stati Uniti, sostenendo così «le infrastrutture della violenza coloniale e imperiale».
Con lo slogan «Free Palestine. Venezia non si Usa», la coalizione internazionale di artisti, curatori, scrittori e operatori culturali, si riunirà alle ore 18 per dichiarare il proprio rifiuto alla «normalizzazione culturale del genocidio» e alla «conquista di Venezia da parte di oligarchi, dei profittatori di guerra e dei rappresentanti del potere imperiale» come Fertitta, che giungerà in città su una imbarcazione che vale 450 milioni di dollari (quasi 400 milioni di euro).
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Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
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