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CECILIA PACCAGNELLA

L’artista toscano partecipa alla 61ma Mostra Internazionale della Biennale di Venezia con un’opera esposta nel Padiglione della Guinea Equatoriale. Tra maggio e giugno i suoi lavori saranno inoltre fruibili anche in Liguria, all’Isola d’Elba e in Sardegna

«Un sistema a due livelli minerebbe fondamentalmente il nostro impegno per l’accesso universale e rischierebbe di proiettare l’immagine del Paese come una nazione priva di fiducia in sé stessa e di generosità d’animo», sostengono le Royal Armouries di Leeds

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Tra anni Quaranta e Settanta l’artista toscano seppe anticipare le tendenze neodadaiste, per poi attraversare l’universo Informale prima di approdare alla Mec-Art, un’alternativa tutta europea alla Pop Art americana

Il rapporto tra i due enti, che ha radici nel 2019, è stato rinnovato per rafforzare l’operato del museo parigino «in materia di accesso, ricerca e conservazione del sapere pubblico»

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Dal 25 al 30 maggio un ricco programma di appuntamenti mostrerà i risultati del progetto Italian Network of Artistic Research, finanziato dall’Unione Europea con i fondi New Generation Eu del Pnrr, attraverso cui è stata realizzata una rete di ventuno scuole d’arte italiane e ventisette istituzioni internazionali di diciotto Paesi

Sono stati scoperti a Ponso elementi lapidei con iscrizioni in caratteri latini e delle antiche popolazioni venete rinvenuti durante le operazioni di bonifica condotti da Veneto Strade. Nel sito anche tracce di edifici religiosi

Sarà disposto in tutta la sua interezza su una superficie piana all’interno di una teca realizzata appositamente, in modo da costruire attorno ad esso un’esaustiva narrazione, virtuale e tramite prestiti, del contesto in cui fu realizzato e della conquista normanna dell’Inghilterra del 1066

Lo afferma il direttore generale delle Arti Visive presso il Ministero della Cultura e dell’Orientamento Islamico iraniano, Aydin Mahdizadeh Tehrani, commissario del Padiglione iraniano, in un’intervista all’agenzia di stampa studentesca Iran Students News Agency, pubblicata il 12 maggio

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Con oltre 200 opere e fotografie d’archivio, il volume attraversa l’intera parabola creativa dell’artista prematuramente scomparso, da «Red Skull» (1982) ai meno indagati lavori serigrafici del 1984, fino all’inquietante «Untitled (Devil’s Head)» del 1987, per restituire la complessità di un linguaggio che continua a interrogare questioni di identità, cultura e potere

L’ultima collocazione conosciuta era la cava di calcare di Pockau-Lengefeld, nel 1945, dove fu nascosto assieme ad altre opere della Collezione. Non si sa come e quando sia stato acquisito dalla famiglia Dreyfus, che nel 2024 si è rivolta alla casa d’aste Artcurial per una valutazione, preferendo poi venderlo (o meglio, restituirlo) al legittimo proprietario

A inizio febbraio la commissione parlamentare congiunta per la campagna di Restoration & Renewal ha presentato due proposte da valutare entro il 2030. Secondo il presidente del consiglio di amministrazione del Royal Institute of British Architects, però, sarebbe opportuno anticipare la data di scadenza per cominciare la ristrutturazione il prima possibile

Le opere di Alwar Balasubramaniam (Bala), Ranjani Shettar, Sumakshi Singh, Skarma Sonam Tashi e Asim Waqif si pongono come una mediazione sulla memoria e sulla trasformazione di un concetto che ormai è «in parte memoria, in parte materia, in parte rituale, in parte mitologia personale»

L’ambientazione del «Not the South Africa Pavilion» amplifica la dimensione sacra e allo stesso tempo commemorativa dell’installazione, sui cui schermi prendono voce i respiri e i canti delle interpreti in memoria di alcune donne vittime di ingiustizie, dagli stupri e femminicidi in Sudafrica ai genocidi degli Ovaherero e dei Nama in Namibia, fino al genocidio attualmente in corso a Gaza

Nella tenda di Rirkrit Tiravanija avrà luogo un «concerto a più voci» composto da un film dell’artista qataro-americana Sophia Al-Maria, delle performance del libanese Tarek Atoui, da una scultura della kuwaitiana-portoricana Alia Farid e un programma culinario dello chef palestinese Fadi Kattan

L’artista avrà la possibilità di sviluppare il progetto presentato durante una residenza di sei mesi in quattro città italiane per poi esporlo il prossimo anno nel Museum Macan di Giacarta e successivamente alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia

Appartenenti a tre diverse generazioni e a contesti culturali differenti, gli artisti condividono una ricerca che attraversa memoria, identità e ritualità quotidiana

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