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MODA
Tra decontestualizzazione della gemma e cromatismi audaci, la maison inglese in occasione della Milano Fashion Week, offre una reinterpretazione sul valore plastico del gioiello d'autore. Un modello espositivo fondato sul collezionismo ad incrocio, che rilegge le arti applicate alla luce dei linguaggi visivi contemporanei
Il calendario della Milano Fashion Week di settembre 2026 conta 203 appuntamenti complessivi, articolati in 61 sfilate (54 fisiche e 7 digitali), 88 presentazioni e 54 eventi. Tra questi, spiccano in particolare dieci iniziative volte a indagare e approfondire il costante dialogo tra produzione stilistica e ricerca artistica
A Tashkent, nove abiti-scultura realizzati con tessuti di recupero dialogano con l’architettura storica e modernista dell’Uzbekistan. Per il designer olandese di origine marocchina, monumenti e paesaggi diventano il punto di partenza di una ricerca sulla materia, sul corpo e sul tempo
Dai primi esperimenti performativi nella New York degli anni Sessanta alle storiche collezioni d’autore con il lusso globale: storia dell’artista giapponese, considerata la pioniera di questo sistema di collaborazioni con l’arte
Fino al 28 settembre il Musée Matisse di Nizza mette a confronto Henri Matisse e Yves Saint Laurent attraverso 160 opere tra dipinti, disegni, abiti haute couture, tessuti, accessori e documenti d'archivio. «Le beau, la mode et le bonheur» ricostruisce le corrispondenze tra due autori che, a distanza di generazioni, hanno utilizzato linea, colore e materia per superare la distinzione tra belle arti e arti applicate.
Tra alta chimica e scultura tessile, la designer statunitense trasforma l'abito in opera catartica premiata dal CFDA, il Council of Fashion Designers of America. Un viaggio tra tensione emotiva, rigore scientifico e nuova dimensione espositiva
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Sulla facciata di Palazzo Nervi Scattolin scorrono le opere di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani accomunate da un interesse condiviso verso un mondo in cui le esperienze vissute attraversano costantemente confini geografici e storici
Partendo dalla location, passando per la collezione e arrivando alla collaborazione con gli artisti, la maison parigina è riuscita a far parlare di sé nella settimana dell’arte della Grande Mela
Si trova al primo piano dello storico negozio-laboratorio di via Toledo ed è dedicato alla storia dell’ombrello partenopeo. Il percorso espositivo, che si snoda su una superficie di 70 metri quadrati, è concepito come un appartamento d’epoca
Ovvero: come un film formidabile ha reso desiderabile esattamente quello che voleva demolire
Skira pubblica Schiaparelli Anglomaniac, volume curato da Thierry-Maxime Loriot che riunisce oltre cinquanta artisti intorno all’eredità della maison. Tra contributi storici e riletture contemporanee, il libro riflette su un passaggio chiave per il sistema moda: la trasformazione dell’archivio in strumento strategico, culturale ed economico.
Al centro dell’allestimento, la serie che il fotografo svizzero realizzò per «Elle», quattro grandi stampe completate da altre serie, materiali d’archivio e abiti fotografati nel 1965, prestati dalla Maison
Dal verde dei quartieri storici ai palazzi della borghesia, un viaggio con Angela Missoni nella Milano terra di arte, moda, design, lusso, teatro e fotografia
Nel suo «Discipline», l’ultimo cortometraggio della serie «Women’s Tales» creata da Miuccia Prada, il dialogo tra regista e marchio avviene al livello delle idee, non solo delle immagini

















