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Schiaparelli Anglomaniac. Cover image: Tim Walker, Hunter Schafer, 2024. Edited by Thierry-Maxime Loriot. Graphic Design Paprika

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Schiaparelli Anglomaniac. Cover image: Tim Walker, Hunter Schafer, 2024. Edited by Thierry-Maxime Loriot. Graphic Design Paprika

Dall’archivio all’immagine: cinquanta artisti (ri)leggono Elsa Schiaparelli

Skira pubblica Schiaparelli Anglomaniac, volume curato da Thierry-Maxime Loriot che riunisce oltre cinquanta artisti intorno all’eredità della maison. Tra contributi storici e riletture contemporanee, il libro riflette su un passaggio chiave per il sistema moda: la trasformazione dell’archivio in strumento strategico, culturale ed economico.

L'autunno di Skira ha il profumo del tessuto. La casa editrice francese il prossimo settembre pubblicherà Schiaparelli Anglomaniac, un volume dedicato all’eredità di Elsa Schiaparelli che coinvolge oltre cinquanta artisti. Il progetto si inserisce in una fase in cui le maison lavorano sempre più sulla costruzione e sulla valorizzazione del proprio archivio come matrice fertile culturale. L’introduzione è affidata a Dua Lipa, mentre la curatela è di Thierry-Maxime Loriot, figura centrale nei processi di narrazione e musealizzazione della moda contemporanea.

Loriot ha costruito il proprio profilo tra collaborazioni con fotografi, riviste e brand internazionali, per poi consolidare il suo ruolo con Jean Paul Gaultier, curando la mostra The Fashion World of Jean Paul Gaultier: From the Sidewalk to the Catwalk. Dal 2019 firma volumi dedicati a figure chiave della moda, tra cui Thierry Mugler, sviluppando una pratica curatoriale orientata alla costruzione di racconti transmediali. Il testo principale è affidato a Robin Muir, già photo editor di Vogue e oggi consulente per gli archivi della rivista. Il suo contributo analizza il rapporto tra la maison Schiaparelli e il fotografo Cecil Beaton, figura decisiva nel passaggio della fotografia di moda a linguaggio autonomo. Loriot firma invece il saggio storico-critico, che inquadra la costruzione dell’identità visiva del marchio nel lungo periodo.

Il volume si colloca nel contesto della direzione creativa di Daniel Roseberry, che ha riattivato il marchio attraverso una rilettura stratificata dell’eredità di Schiaparelli. Il libro riflette questo approccio mettendo in dialogo generazioni diverse. Accanto a figure storiche come Beaton, compaiono fotografi come Tim Walker e artisti più recenti come Nadia Lee Cohen, il cui lavoro attraversa fotografia, cinema e moda, con presenze sia nel sistema dell’arte che in quello commerciale. La pubblicazione include immagini a colori, opere inedite e interviste a protagonisti della scena contemporanea, tra cui Pat McGrath e Stephen Jones. Le loro pratiche evidenziano come il lessico surrealista storico venga riformulato in chiave pop e digitale, confermando la capacità del marchio di adattarsi a contesti visivi e culturali differenti.

Il volume si configura come uno strumento di lettura del posizionamento attuale di Schiaparelli. L’archivio viene trattato come materia attiva, capace di generare nuove immagini e nuovi discorsi. In questo senso il progetto si inserisce in una tendenza più ampia del sistema moda, dove la conservazione e la reinterpretazione del patrimonio diventano leve strategiche. Con 260 pagine e oltre 210 immagini a colori, il libro include anche contributi di Trino Verkade, storica collaboratrice di Alexander McQueen. Pubblicato in lingua inglese, sarà disponibile da settembre al prezzo di 80 euro.

Gioia Meli, 27 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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