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Un paio di completi settecenteschi

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Un paio di completi settecenteschi

A Gorizia un museo conserva 300 anni di storia della moda

Il Museo della Moda e delle Arti applicate riapre con un allestimento rinnovato: un viaggio tra oltre 10.000 pezzi dal Settecento al Novecento, fra strumenti tessili e pregiati costumi di seta

Mariella Rossi

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Riaperto al pubblico dallo scorso aprile, il Museo della Moda e delle Arti applicate di Gorizia è una delle rare istituzioni museali italiane dedicate alla storia del tessile e del costume. Il nuovo percorso permanente, frutto di un rinnovamento dell’impianto scientifico e di un significativo ampliamento delle collezioni, è stato curato da Raffaella Sgubin, direttrice del Servizio Ricerca, Musei e Archivi Storici dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC FVG, con il supporto di Thessy Schoenholzer Nichols, co-curatrice scientifica. Tra gli apporti al nuovo allestimento vanno ricordati il contributo progettuale di Chiara Lamonarca, la grafica e l’immagine coordinata dello Studio Polo 1116 e le elaborazioni visive di Bernhard Duss.

La collezione di moda, di rilievo europeo, copre un arco cronologico dal XVIII secolo alla prima metà del XX e comprende oggi circa 10mila pezzi tra abiti, accessori, gioielli e paramenti sacri. L’esperienza di visita è arricchita inoltre da dipinti e oggetti provenienti dal patrimonio dei Musei Provinciali di Gorizia, che permettono di ricostruire il contesto storico e culturale in cui questi manufatti sono nati. Il percorso si apre con una sezione dedicata alla produzione della seta, che riunisce preziosi manufatti tessili e paramenti sacri e presenta il raro torcitoio circolare da seta a trazione umana, risalente al Settecento, considerato un esemplare unico nel suo genere. Il percorso ricostruisce il ruolo centrale della seta nell’economia della Contea di Gorizia tra Sette e Ottocento e la posizione d’avanguardia raggiunta dal territorio in questo ambito produttivo e creativo. Una stagione rievocata anche dal dipinto La famiglia Senigaglia di Giuseppe Tominz (1844-1845 ca), emblematica rappresentazione della ricca borghesia mercantile goriziana. La seconda parte del percorso espositivo amplia invece lo sguardo al panorama europeo dello stesso periodo, attraverso una collezione recentemente acquisita da ERPAC FVG, che comprende capi finora inediti. Il racconto attraversa l’evoluzione della moda ottocentesca: dagli abiti femminili altocinti ispirati alla statuaria classica alle creazioni più sontuose e teatrali rese possibili dalla crinolina, la sottostruttura in cerchi metallici utilizzata per aumentare il volume delle gonne, fino al superamento della stagione del Biedermeier e del Romanticismo borghese. Il percorso torna quindi su Gorizia con una sezione dedicata al Monastero di Sant’Orsola, presente in città dal 1672 per oltre tre secoli e il cui patrimonio è stato acquisito da ERPAC FVG. Ne fanno parte preziosi paramenti sacri, arredi liturgici e dipinti. Il Museo della Moda e delle Arti applicate ha sede nel cuore di Borgo Castello, all’interno delle Case Dornberg, Tasso e Formentini, dove il nuovo allestimento valorizza il dialogo tra le collezioni tessili e la storia culturale di Gorizia

Mariella Rossi, 21 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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