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Orecchini Bal de l'opera oro bianco e rosa, diamanti, spinelli rosa, rubini e spinelli rossi

Courtesy Photo Phillips

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Orecchini Bal de l'opera oro bianco e rosa, diamanti, spinelli rosa, rubini e spinelli rossi

Courtesy Photo Phillips

La scultura da indossare: la botanica fantastica di Dior in mostra eccezionalmente a Milano

Tra decontestualizzazione della gemma e cromatismi audaci, la maison inglese in occasione della Milano Fashion Week, offre una reinterpretazione sul valore plastico del gioiello d'autore. Un modello espositivo fondato sul collezionismo ad incrocio, che rilegge le arti applicate alla luce dei linguaggi visivi contemporanei

In concomitanza con il calendario delle sfilate milanesi dedicate al prêt-à-porter, gli spazi espositivi della casa d’aste Phillips a Milano ospitano, dal 22 al 24 settembre (con accesso riservato su appuntamento), la mostra intitolata “The Art of Wonder”. La rassegna presenta ventuno esemplari di Dior Haute Joaillerie disegnati da Victoire de Castellane, provenienti da una collezione privata italiana. 

Il percorso espositivo si configura come una ricognizione analitica sull’opera di Victoire de Castellane, direttrice artistica della divisione di alta gioielleria di Christian Dior fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1999. Nell'arco di un ventennio di produzione, la creativa francese ha decostruito i canoni dell’oreficeria classica e celebrativa, fondando un registro visivo autonomo e iconoclasta. La sua ricerca si distingue per il superamento della tradizionale gerarchia delle gemme. Il valore dell’opera non risiede unicamente nella caratura del diamante o dello smeraldo, bensì nell'architettura cromatica dell’insieme. Pietre preziose tradizionali dialogano con gemme semipreziose e varietà minerali insolite, quali citrini caldi, berilli e opali arlecchino.

Tra i ventuno gioielli selezionati, che includono sia pezzi unici sia creazioni d’archivio di difficile reperibilità, emerge una tensione tra impianto scultoreo e narrazione figurativa. Il tema del naturalismo è centrale come lo è anche nella storia della maison parigina e nell’immaginario dello stesso Christian Dior. In questo contesto viene riletto da de Castellane attraverso una lente fantastica e quasi botanico-fantascientifica. I motivi vegetali e zoomorfi vengono reinterpretati come strutture tridimensionali dinamiche. In mostra, spille e anelli ispirati al regno vegetale si trasformano in micro-architetture dove steli in oro spazzolato o laccato supportano corolle a sbalzo, saturate da micro-pavé di zaffiri rosa, sfumature di granati e rubini. I fiori si configurano come organismi plastici, le cui forme richiamano la flora carnivora o la biologia marina. I petali si incurvano con volumi tridimensionali accentuati, interrotti dall’innesto asimmetrico di grandi gemme dal taglio cabochon (modellata e lucidata a cupola liscia) o briolette (a forma di gemma con sfaccettature geometriche), posizionate in punti inattesi per rompere la simmetria geometrica classica.

Allo stesso modo, la fauna marina e gli insetti metamorfici diventano pretesti per sperimentazioni materiche. Spille a forma di farfalla o coleottero presentano ali e armature incastonate con combinazioni cromatiche contrastanti. Quali l’accostamento di berilli verde acqua a tormaline rosa e diamanti neri, in cui la sfaccettatura delle gemme cattura la luce ricreando la tessitura delle superfici. Le montature, spesso dissimulate o volutamente saturate da smalti policromi applicati a mano, diventano parte integrante della superficie pittorica del gioiello cessano di essere semplici supporti funzionali. I monili (catena d’oro, di gemme o di pietre preziose da portare al collo o per estensione di qualsiasi tipo di gioiello) sono posti in dialogo diretto con una selezione di opere d’arte moderna e contemporanea. 

I dipinti e le sculture esposti nelle medesime sale sono i lotti destinati alla successiva asta londinese di Modern & Contemporary Art organizzata da Phillips nel mese di ottobre. L’evento segna formalmente l’ingresso nell’organico della maison d’aste di Gaia Maffioli nel ruolo di Jewellery Specialist che come dichiara «È un privilegio poter presentare negli spazi di Phillips a Milano una selezione così particolare e valorizzare il lavoro di una designer che ha saputo ridefinire i codici dell’alta gioielleria, portando colore e forme innovative al centro della sua espressione creativa». Una scelta strategica mirata a strutturare in modo capillare la presenza del dipartimento di gioielleria nel mercato italiano e ad ampliare le sinergie con il collezionismo ad alto profilo. Questo modello allestitivo risponde a una logica consolidata del mercato secondario globale, in cui i confini tra arti applicate, alta oreficeria e arti visive vengono resi permeabili. L’accostamento tra le tessiture cromatiche delle gemme di de Castellane e la materia pittorica delle opere su tela evidenzia affinità formali e concettuali, sollecitando una lettura del gioiello d’autore in un’ottica di cross-collecting e contaminazione tra discipline espositive. Il gioiello viene considerato come manufatto plastico inserito a pieno titolo nella storia del design e delle arti decorative contemporanee e non più come mero accessorio di lusso.

Il dialogo con l’elemento naturale e la sua rilettura in chiave scultorea trova del resto una corrispondenza diretta anche nelle più recenti visioni della maison. Con ad esempio la sfilata Autunno/Inverno 2026-2027 firmata dal nuovo direttore creativo Jonathan Anderson, dove la natura torna ad essere il perno concettuale. La collezione ha messo in scena elementi della flora, come animali da laghetto e motivi vegetali, che si sono trasformati in strutture tessili tridimensionali. Il tema della botanica fantastica si traduce in accessori fortemente scultorei: spiccano le calzature e i decolleté la cui tomaia muta in una ninfea che avvolge il piede, affiancate da borse gioiello rigide a forma di rospo e spilla-scultura a fior di ninfea che richiamano la fauna dei bacini parigini. Anderson con esplorazione del concetto di en plein air crea una convergenza con la ricerca artistica nell'alta gioielleria di Victoire de Castellane. 


 

Gioia Meli, 10 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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