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Gioia Meli
Leggi i suoi articoliAccanto alla dimensione commerciale e al programma ufficiale delle passerelle, la settimana della moda milanese si articola in una serie di iniziative culturali collaterali tra cui mostre espositive, progetti multidisciplinari e rassegne cinematografiche che documentano l’intersezione tra la produzione stilistica, le arti visive contemporanee, la ricerca fotografica e la manifattura artigianale.
Il legame strutturale tra arte e moda trova la sua massima consacrazione a Palazzo Reale con l’inaugurazione della mostra “Dalí e la Moda”, aperta al pubblico dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. Promossa dal Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale e musei in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, propone oltre 200 opere e documenti tra dipinti, disegni, abiti e gioielli provenienti da istituzioni chiave come il Museo Reina Sofía e il Dalí Museum di St. Petersburg. Il percorso analizza la visione pionieristica del maestro surrealista mettendo in evidenza un racconto cronologico del rapporto di Dalí con la moda e i loro punti di contatto. L'inaugurazione sarà celebrata mercoledì 23 settembre con il Gala Dinner di apertura di Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI).
Dal 25 settembre al 22 novembre 2026, la Galleria di 10 Corso Como ospita “Viktor&Rolf. Spectrum”, mostra dedicata al duo olandese formato da Viktor Horsting e Rolf Snoeren. L’esposizione a ingresso gratuito rientra nei progetti per il 35° anniversario del concept store. Il percorso riunisce venti look di alta moda selezionati in oltre trent'anni di ricerca, allestiti non in ordine cronologico ma secondo un gioco di specchi e corrispondenze formali. La mostra verte sul rapporto tra haute couture, arte e immaginario contemporaneo. Definendosi «Fashion Artists», Viktor e Rolf concepiscono la couture come un laboratorio concettuale, con creazioni già entrate nelle collezioni permanenti al Metropolitan Museum of Art di New York.
Sul fronte delle arti visive contemporanee, la Fondazione Furla e la GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano dal 15 settembre al 20 dicembre 2026, presentano l'ottava edizione di Furla Series (progetto che a partire dal 2017 vede Fondazione Furla impegnata nella realizzazione di mostre in collaborazione con importanti istituzioni d’arte italiane, con un programma tutto al femminile pensato per dare valore e visibilità al contributo fondamentale delle donne nella cultura contemporanea). Curata da Bruna Roccasalva, la mostra personale dell'artista indiana Shilpa Gupta (Mumbai, 1976) propone una serie di nuove produzioni pensate appositamente per gli spazi del museo. Gupta, il cui lavoro è stato esposto in istituzioni come la Biennale di Venezia, esplora da oltre vent'anni temi complessi quali la censura, il linguaggio, le frontiere e la definizione dell'identità attraverso installazioni sonore, sculture e video.
La Galleria Rubin (via Santa Marta 10) accoglie dal 22 settembre al 3 ottobre 2026 la prima mostra personale italiana del fotografo e regista britannico Jordan Rossi. Intitolato “Homecoming”, il lavoro di Rossi si muove tra fotografia di moda, ritratto, cultura queer e impegno sociale, accanto ai ritratti di attori e musicisti. Negli ultimi dieci anni ha costruito un linguaggio visivo riconoscibile che gli ha permesso il raggiungimento di pubblicazioni su testate come Vogue Italia. Attraverso una serie di ritratti di celebrità, Rossi analizza i temi della mascolinità contemporanea, della fluidità e della vulnerabilità oltre la patina della fama.
Vogue World a Milano. Con il patrocinio del Comune e della CNMI (Camera Nazionale della Moda Italiana), l'evento globale sarà incentrato sul tema “The Human Touch in the Age of Technology”. Prevista per martedì 22 settembre 2026, si pone in apertura della Milano Fashion Week, la quinta edizione di Vogue World sceglie come tappa il capoluogo lombardo con una programmazione incentrata sul tema da cui prende il titolo. L’evento intende analizzare il ruolo del patrimonio manifatturiero e del capitale umano italiano nel confronto con le nuove trasformazioni tecnologiche, ponendo la produzione stilistica al centro del dibattito tra cultura visiva e filiera industriale.
La sperimentazione sui tessuti e sulle filiere responsabili è al centro di “S|STYLE 2026 – Wardrobe Edition”, in scena il 25 e 26 settembre presso la sede di Kering Italia a Milano (con vernissage il 25 settembre dalle 18:00 alle 21:00). Il progetto coinvolge dieci brand internazionali chiamati a trattare l'abito come un unico ecosistema integrato. Tra i materiali adottati spiccano la nanocellulosa pura generata da microrganismi (Lunaform), biopolimeri stampati in 3D e filati derivati da poliammide di pneumatici dismessi. In prospettiva della eliminazione completa di pelle animale nelle nuove collezioni che saranno presentate alla fashion week di New York, anche Kering si pone l’obiettivo di ridurre del 30% l'uso di pelle animale entro il 2028. Le dieci collezioni debuttano nello spazio in un allestimento a cabina armadio comune, accessibile come un percorso aperto.
L’indagine sull’eccellenza manifatturiera e sulla sperimentazione formale trova spazio anche nel settore dell’alta gioielleria con “The Art of Wonder”, mostra presentata da Phillips dal 22 al 24 settembre (accessibile su appuntamento). La mostra riunisce 21 creazioni di Dior Haute Joaillerie firmate da Victoire de Castellane, figura che dal 1999 ha ridefinito i canoni del dipartimento d'alta gioielleria della maison. Il percorso espositivo, che sintetizza due decenni di ricerca della designer include pezzi unici, ed è strutturato in costante dialogo con un’allestimento di opere delle imminenti aste di Modern & Contemporary Art di Phillips a Londra.
L’attenzione alle culture internazionali e alle nuove generazioni trova spazio in diversi appuntamenti chiave:
VOICES OF DENIM (24 e 27 settembre 2026): Promossa da Afro Fashion Association e Levi’s, la mostra multidisciplinare esplora il denim come linguaggio identitario. L’esposizione riunisce una nuova generazione di creativi provenienti dai mondi della moda, della fotografa, dello styling e delle arti visive. Domenica 27 settembre sarà inoltre presentato “VOICES OF DENIM – Behind the Scenes”, il documentario che, attraverso le voci dei creativi, dei mentor e delle persone che hanno contribuito a dare vita al progetto, raccontando il processo creativo alla base della mostra.
Encajes al Alba (17 settembre – 9 ottobre 2026): Presso l'Instituto Cervantes, con inaugurazione il 16 settembre alle 18:00, un progetto espositivo multidisciplinare unisce le fotografie di Antonio Bellido scattate nei palazzi di Siviglia alle creazioni dello stilista Nicolás Montenegro, rileggendo l'iconografia barocca e l'influenza andalusa nell'alta moda.
FASHIONPhilippines in Milano 2026 (22 – 24 settembre 2026): Ospitata presso la Fondazione Sozzani, la piattaforma promuove l'integrazione tessile e i marchi filippini in Europa (ingresso gratuito con registrazione).
Il racconto visivo della moda si estende al cinema con due importanti iniziative:
“Le Mani della Moda” (23 – 27 settembre 2026): Presso la Sala Nobel dell'Anteo Palazzo del Cinema, il Gruppo Florence presenta il terzo episodio della serie che racconta i lavoratori e gli artigiani del Made in Italy mostrando lavorazioni, competenze, esperienza e quella cultura del saper fare che continua a rappresentare uno degli elementi distintivi della moda italiana nel mondo. L’attenzione viene riportata alle problematiche del fashion system, che spesso rimane ai margini delle tematiche affrontate. Realizzato con gli studenti della scuola parigina LISAA, il film sarà proiettato gratuitamente (con aperitivo e prenotazione obbligatoria) in tre spettacoli giornalieri alle ore 18:00, 19:00 e 20:00.
Cinemoda (25 – 26 settembre 2026): Organizzata da Vogue Italia con il supporto di Kering presso la Cineteca Arlecchino, la seconda edizione della rassegna, guidata da Gian Luca Farinelli e dalla madrina Chiara Mastroianni, propone 11 pellicole tra cult e documentari in lingua originale per approfondire l'intreccio tra costume e arte.
Gioia Meli
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Dal 2 al 12 settembre torna la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Danny Boyle apre con Ink, Giovanni Veronesi chiude con Dio ride, mentre il concorso schiera Werner Herzog, Martin McDonagh, Nanni Moretti, Hirokazu Koreeda, Lee Chang-dong e una vasta geografia internazionale. George Clooney ed Ellen Burstyn ricevono il Leone d’Oro alla carriera; al Lido sono attesi, tra gli altri, Robert Pattinson, Penélope Cruz, Javier Bardem, John Malkovich e Susan Sarandon. E tra film di oltre cinque ore, documentari, restauri, serie, fotografia e architettura, Venezia conferma quanto sia cambiata l’idea stessa di festival cinematografico.



