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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliA Napoli la bottega Mario Talarico, realtà ultracentenaria dell’artigianato cittadino attiva dal 1860, ha inaugurato il 22 maggio il Mario Talarico Museum-The Lord of the Umbrellas, spazio espositivo permanente nato al primo piano dello storico negozio-laboratorio di via Toledo.
Il museo è visitabile dal lunedì al sabato con ingresso libero ed è dedicato alla storia dell’ombrello napoletano e alla tradizione di una famiglia che da cinque generazioni tramanda un mestiere diventato alto artigianato. Il progetto è stato coltivato per quasi vent’anni da Mario Talarico Jr. e da sua moglie Svetlana, prende forma in un percorso di circa 70 metri quadrati e attraversa tre secoli attraverso ombrelli, bastoni, parasole, ventagli, cimeli e oggetti di scena.
«È un sogno che si avvera, dice Mario Talarico. Qui troviamo praticamente di tutto: dall’Ottocento a oggi, è la storia della nostra famiglia. Ci sono vetrine con pezzi della prima, seconda, terza, quarta e quinta generazione. E poi cimeli legati a Totò, Eduardo De Filippo, Scarpetta, re Carlo III, la Real Casa di Borbone. Non mancano i grandi numeri 10 del calcio, una mia grande passione con gli ombrelli che sono stati realizzati per Diego Maradona e Roberto Baggio».
Il percorso espositivo è concepito come un appartamento d’epoca napoletano. Non una semplice raccolta di oggetti, ma un luogo costruito per restituire un’atmosfera, quella delle case di un tempo, dell’accoglienza e della cura dei rapporti. «La nostra idea è quella di salire e sentirsi accolti in un appartamento antico napoletano, chiarisce Talarico. All’epoca c’era un’altra grazia, una forma di cortesia che oggi non esiste più e che voglio far rivivere attraverso questo museo».
Dalla bottega di via Toledo sono passati ombrelli destinati a re Carlo III d’Inghilterra, e attori come Dick Van Dyke (lo storico Bert di Mary Poppins), Russell Crowe, Tim Roth e Christian Bale. Un percorso che ha portato nel mondo un mestiere napoletano, mantenendo intatta la lavorazione artigianale con legni interi, sete di San Leucio e manici in materiali naturali.
All’inaugurazione era anche presente l’assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Teresa Armato. «Sono molto contenta di essere qui a nome dell’amministrazione comunale e del sindaco. È doveroso omaggiare una grande famiglia e una bottega che ha saputo trasformare un oggetto apparentemente semplice come l’ombrello in un simbolo di eleganza, di napoletanità e della capacità artigianale della nostra città. Gli ombrelli Mario Talarico raccontano da oltre un secolo storia, talento e cultura, esportando il nome di Napoli nel mondo», ha evidenziato l’assessora Armato.
L’evento è stato patrocinato da Comune di Napoli, Fondazione Eduardo De Filippo, Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e Principe Antonio De Curtis in arte Totò. Partner dell’iniziativa Gran Caffè Gambrinus, Caffè Borbone, Quostro-il bistrot della Fondazione Foqus e Agricola Bellaria.
Una veduta del Mario Talarico Museum-The Lord of the Umbrellas, aperto il 22 maggio a Napoli
Gaspare Melchiorri
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