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JACOPO BEDUSSI
Nascondere la propria forza può essere diserzione: alzarsi e andarsene da un campo che non interessa più vincere, lasciare vuota la sedia a cui qualcuno ci aspettava seduti. Può essere una strategia di sopravvivenza, la più antica che esista, quella dell’animale che si acquatta, del partigiano che si confonde nel bosco. E può essere sedizione: sparire, non farsi trovare, non farsi intercettare, e lasciare chi ti voleva controllare solo con il dubbio, con l’inquietudine di non sapere più dove sei né cosa stai facendo
Alla vigilia di Vogue World, che il 22 settembre inaugura la Milano Fashion Week in Galleria Vittorio Emanuele II, la Head of Editorial Content di «Vogue Italia» racconta la costruzione di un evento che attraversa secoli di moda italiana, dagli archivi delle maison all’artigianato industriale. E rivendica una moda capace di uscire dal proprio sistema per tornare a essere cultura popolare.
Abbiamo incontrato Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di «Vogue Italia», a pochi giorni dalla Milano Fashion Week, che aprirà il 22 settembre con uno spettacolo-evento di «Vogue World» in Galleria Vittorio Emanuele II
È quando l’omogeneità soffoca il pensiero che bisogna avere il coraggio di essere sovversivi. Nel caos strumentalizzato di una moderna epoca del consenso, la forma di lotta più efficace è la capacità di convivere con l'incertezza — lasciando che l'arte nasca e da ogni contraddizione
Continuiamo ad alimentare il mito della giovinezza, ma le più grandi rotture nascono spesso dalla maturità. Perché la differenza tra un'attesa che logora e una che costruisce mestiere sta nel capire quando è il momento di smettere di aspettare il proprio turno
Con l’installazione multimediale «Soft Image, Brittle Grounds», l’artista e regista rivela come la complessità del mondo si scontri con le razionalità riduttive dell’era digitale
Non ha smesso di funzionare perché è diventata improvvisamente superflua o non desiderabile, ma perché ha smesso di funzionare come linguaggio capace di trascendere la prova di realtà
In occasione della 61ma Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, all’interno della Biblioteca Nazionale Marciana sono allestite le installazioni di Lara Favaretto e Monia Ben Hamouda
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Ovvero: come un film formidabile ha reso desiderabile esattamente quello che voleva demolire
Una conversazione con lo stilista belga sull’artigianato, sulla bellezza e su perché non si debba possedere qualcosa per amarlo davvero
L’oggetto dichiarato della la mostra del MoMu-Fashion Museum Antwerp è il lascito di Dirk Bikkembergs, Ann Demeulemeester, Walter Van Beirendonck, Dries Van Noten, Dirk Van Saene e Marina Yee, morta a 67 anni nel novembre 2025, mentre quello implicito, più urgente e più rischioso, è il presente della moda
Artista unico e anticipatore, con il quale abbiamo parlato del suo rapporto con il desiderio, della sua libertà creativa e del paradosso di essere stato riconosciuto solo molto tempo dopo aver influenzato tutti, in vista della mostra alla Pinacoteca Agnelli di Torino
L’oggetto implicito dell’esposizione, invece, è il presente: il sistema della moda che mostra crepe sempre più difficili da ignorare, la crisi della creatività istituzionale, la domanda su che cosa si possa ancora imparare da quel momento specifico e irripetibile
Il progetto, promosso da Etnia Eyewear Culture coincide con i 25 anni di attività di Etnia Barcelona e ne rappresenta la sintesi: un’azienda nata con una vocazione culturale esplicita che sceglie per celebrare il proprio anniversario un impegno permanente, restituendo alla comunità la Chiesa dell’Abbazia della Misericordia
Nel suo «Discipline», l’ultimo cortometraggio della serie «Women’s Tales» creata da Miuccia Prada, il dialogo tra regista e marchio avviene al livello delle idee, non solo delle immagini
La «fear of missing out» non è scomparsa per scelta individuale, ma per il fallimento del sistema del lusso nel mantenere una promessa implicita: trasformare lo sguardo, interrogare il corpo, generare desiderio















