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Gioia Meli
Leggi i suoi articoliEx studentessa della Parsons School of Design di New York, Emily Caslli reinventa la concezione di tessere un vestito. La sua ricerca punta a tradurre sul corpo un intero mondo interiore, concependo il vestito come dispositivo visivo ed espressivo, assimilabile all’opera d’arte. L’abito come vettore comunicativo primario in una società in cui l’espressione di sé risulta spesso complessa. Da questo presupposto, nel 2021, durante il secondo anno universitario, ha preso forma una sperimentazione pionieristica: un processo alchemico in grado di far crescere cristalli direttamente sulle trame dei tessuti. L’effetto finale trasfigura l’abbigliamento quotidiano in costellazioni di luce, increspature luminose che accompagnano l’anatomia umana come riflessi sull’acqua.
Il percorso è iniziato con lo chiffon, scelto per la sua leggerezza e per la capacità di farsi incorporare dalla materia minerale. Assorbendo i cristalli, la fibra si fa traslucida e rigida, assumendo un’andatura spettrale. Acquisita padronanza con la tecnica, la designer ha spinto la ricerca verso supporti più strutturati come il denim e la pelle. Il laboratorio di Caslli funziona come uno studio di sperimentazione scientifica. La maggior parte del tempo viene assorbita dalla fase di accrescimento chimico; ogni progetto lascia in eredità centinaia di campioni di prova, piccoli trofei che andranno a far parte del suo archivio personale di formule e tentativi. Il procedimento imita la natura: una soluzione acquosa ad alta densità di sali esercita una pressione tale da costringere le molecole all’aggregazione. Variando la temperatura o la velocità di evaporazione si innesca il fenomeno dell'enucleazione, consentendo ai neonati cristalli di ancorarsi al substrato tessile immerso.
Per la creatrice, il processo equivale alla pittura: modulando le variabili della formula si governano colore, dimensione, consistenza e trasparenza delle formazioni. I dettagli delle reazioni restano tuttavia un segreto di atelier. Questa tensione tra scienza e introspezione emerge anche dalle sue collezioni. Riflettono sui temi dell’autodistruzione e della depressione, mettendone in scena il superamento di esse. Comparando questo processo con la natura dove alcune strutture cristalline nascono all'interno di grotte allagate e di conseguenza fluidi sottoposti a pressioni imponenti, solidificano nel tempo. Il cristallo diventa così l’incarnazione fisica della metamorfosi che segue un trauma. Nel lavoro di Caslli l’atto creativo assume una valenza terapeutica: l’emozione si condensa sulla stoffa, convertendo l’esperienza interiore in forma tangibile.
Contrariamente alla percezione di fragilità dell’opera, i tessuti cristallizzati sono concepiti per durare nel tempo. Le formazioni resistono all’usura e all’acqua fredda, temendo unicamente le alte temperature che potrebbero indebolirne i legami chimici. Non si tratta di abiti destinati all’oblio dell’armadio, ma di pezzi mnemonici da indossare nelle occasioni fondamentali della vita e da conservare poi negli spazi domestici alla stregua di sculture. Un’innovazione linguistica e materiale che nel 2023 ne è valsa l’attenzione del Council of Fashion Designers of America (CFDA) che le ha rilasciato il premio nella categoria design scholar awards. L’istituzione guidata da Tom Ford promuove il design della moda come espressione della cultura visiva e dell’arte contemporanea americana e internazionale. Il marchio ha saputo intercettare il gusto contemporaneo arrivando a vestire personaggi di rilievo ed essere presente in riviste internazionali come Vogue. Tra queste, l’attrice e trendsetter italo-americana Julia Fox, che indossando i capi della maison ha contribuito ad amplificarne la visibilità sui media e non, confermando l’attitudine audace e contemporanea delle collezioni. I vestiti gioiello a figura intera di Emily Caslli dimostrano come il dialogo tra rigore scientifico e tensione poetica possa ridefinire il concetto stesso di vestibilità, affermando l’avanguardia dei giovani creativi che spesso supera la ricerca dei grandi marchi.
Gioia Meli
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