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AMERICA
«La plegaria», del 1949, la prima opera «venduta» dall’artista colombiano, allora diciassettenne, sarà messa all'asta da BogotAuctions il 21 maggio con stime tra i 45mila e i 75mila dollari
A poche ore dal record da 107 milioni di dollari ottenuto da Danaïde da Christie’s, Pace ha annunciato la rappresentanza globale della successione di Constantin Brâncuși. L’operazione arriva mentre la grande retrospettiva dedicata all’artista attraversa Berlino e si prepara ad approdare al MoMA di New York. La mossa consolida il ritorno del modernismo storico al centro del mercato internazionale e apre nuove questioni sulla gestione delle fusioni postume, sull’autorità delle successioni e sulla crescente centralità delle mega-gallerie nella costruzione del valore museale e commerciale.
La mostra «The Turning Season» di Emily Kam Kngwarray, ospitata da Pace Gallery a New York, presenta la prima grande personale newyorkese dedicata all’artista aborigena australiana. Il percorso riunisce dipinti e lavori tessili che attraversano le diverse fasi della sua pratica, costruita su una relazione diretta con la terra e la cosmologia Anmatyerr
A New York, Karma presenta «Permanence», personale di Jeremy Frey che intreccia tradizione Wabanaki e ricerca contemporanea tra black ash, sperimentazione cromatica e nuove sculture in bronzo
A partire dalle prime opere legate ai «Fotobilder» fino ai grandi cicli dei «Seestücke», la mostra da David Zwirner a New York mette in dialogo i paesaggi fotorealistici e le pitture astratte dell’artista, evidenziando la tensione costante tra realtà e immagine che attraversa tutta la sua opera.
Fino al 13 giugno, Boesky Gallery presenta «Forest for the Trees», nuova mostra di Danielle Mckinney che indaga il rapporto tra figura e spazio domestico attraverso dipinti e acquerelli in cui l’intimità si traduce in sospensione percettiva
La programmazione newyorkese «America 250» promuove dell’anniversario una visione inclusiva e multiforme, dai dipinti dell’età dell’oro olandese all’arte contemporanea dei nativi americani
Questa sera Christie’s inaugura a New York una delle vendite più attese degli ultimi anni: sedici opere provenienti dalla collezione di S. I. Newhouse Jr., valutate oltre 450 milioni di dollari. Tra i lotti simbolo, Number 7A di Jackson Pollock e Danaïde di Constantin Brâncuși, entrambe stimate intorno ai 100 milioni.
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Realizzato nel 1955, Senza titolo (Protesta?) di Salvatore Scarpitta emerge oggi come una delle più radicali testimonianze pittoriche del dopoguerra sul tema della violenza razziale negli Stati Uniti. Tra Futurismo rifondato, memoria antifascista europea e iconografia dei diritti civili, l’opera costruisce un linguaggio politico nuovo, capace di tenere insieme Roma, il Mississippi, Emmett Till e Rosa Parks dentro una stessa tensione storica. Il capolavoro è esposto alla Galleria Tornabuoni a Tefaf New York 2026
Independent 20th Century si trasferirà nel 2026 al Breuer Building di Manhattan, oggi proprietà di Sotheby’s. È la prima volta che una fiera d’arte viene ospitata stabilmente dentro un ex museo controllato da una casa d’aste. L’operazione segna un passaggio simbolico e strutturale nel sistema internazionale: le auction house accelerano la trasformazione in piattaforme culturali integrate, mentre le fiere cercano modelli più curatorali, selettivi e museali.
Con Many A Moonlit Caveat, presentata nelle due sedi newyorkesi di Jack Shainman, Lynette Yiadom-Boakye espande il proprio universo pittorico e letterario attraverso nuovi dipinti e opere su carta attraversati da figure enigmatiche, animali notturni e atmosfere sospese. La mostra conferma la centralità dell’artista britannica nel ripensamento contemporaneo della pittura figurativa tra narrazione, identità e costruzione del mito.
White Cube annuncia la rappresentanza di Cai Guo-Qiang, diventando la prima galleria britannica a lavorare stabilmente con l’artista cinese naturalizzato statunitense. L’accordo coincide con la presentazione a TEFAF New York di una nuova serie di dipinti realizzati con polvere da sparo, segnando un ulteriore consolidamento del posizionamento internazionale dell’artista tra istituzioni, mercato e grandi piattaforme globali.
Luhring Augustine dedica una delle più ampie mostre newyorkesi degli ultimi decenni a Leon Kossoff, figura centrale della School of London insieme a Francis Bacon, Lucian Freud e Frank Auerbach. Dipinti che attraversano tutta la carriera dell’artista britannico ricostruiscono una pratica fondata sull’osservazione ossessiva, sulla densità della materia pittorica e sulla trasformazione della Londra del dopoguerra in esperienza esistenziale.
Da Matthew Marks Gallery a New York, Katharina Fritsch presenta cinque nuove grandi sculture nate da modelli realizzati nel 1979 quando era ancora studentessa alla Kunstakademie di Düsseldorf. Automobili, tunnel, caravan e ciminiere vengono trasformati in presenze monumentali e stranianti, confermando la capacità dell’artista tedesca di convertire l’ordinario in immagine mentale e perturbante.
Con Outta the Bag, la sua prima personale newyorkese, Allison Katz costruisce una mostra che mette in tensione autobiografia, storia della pittura e cultura visiva contemporanea. Tra bocche spalancate, galli, piscine, fotografie e frammenti linguistici, l’artista canadese riflette sulla pittura come dispositivo instabile di percezione e assorbimento delle immagini.
Con Life with P. – Philip Guston: Paintings and Drawings 1964–1978, Hauser & Wirth a New York costruisce una mostra inattesa e profondamente intima sul grande pittore americano. Dipinti, disegni e “Poem Pictures” dedicati alla moglie Musa McKim rivelano il lato domestico e autobiografico dell’ultimo Guston: non il commentatore feroce della crisi americana, ma un artista che trasforma la vita quotidiana, il matrimonio, l’invecchiamento e la fragilità in lessico pittorico.















