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ARTE CONTEMPORANEA
Come gli artisti contemporanei - da Michael Richards a Maurizio Cattelan - hanno affrontato la sfida di de-storicizzare il trauma dell'11 settembre, ponendo su di esso un filtro concettuale capace di farsi interpretazione
A New York l’artista ricostruisce la storica boutique di rue Cambon con cartone, compensato e materiali comuni. Gli oggetti restano riconoscibili, ma il prezzo scompare: al centro dell’installazione sono il desiderio, il marchio e il valore attribuito alle cose
La Fondation Yves Klein assegna per la prima volta la propria Bourse de recherche e sceglie un italiano: il dottorando Duccio Nobili. Il suo progetto indaga un aspetto ancora poco esplorato del lavoro di Klein, cioè il modo in cui l’artista utilizza e trasforma l’atelier nella costruzione della propria presenza pubblica. Una ricerca fondata su un ampio corpus fotografico che promette di riaprire il dossier sui processi creativi e sulla messa in scena dell’artista.
Una torre nera alta quasi diciassette metri e la sagoma di un aereo che la attraversa nella parte superiore. Con Blind, realizzata nel 2021 per la mostra Breath Ghosts Blind a Pirelli HangarBicocca, Maurizio Cattelan affrontava vent’anni dopo una delle immagini decisive della storia contemporanea. L’artista, che si trovava a New York l’11 settembre 2001, elimina persone, fiamme, macerie e cronaca e conserva soltanto due forme. Ne nasce una delle opere più cupe della sua carriera: un monumento all’immagine che ha inaugurato il XXI secolo e, insieme, alla nostra impossibilità di dimenticarla.
Venticinque anni dopo gli attentati alle Torri Gemelle, l’11 settembre rimane uno degli eventi più difficili da rappresentare perché le sue immagini precedono qualsiasi interpretazione: furono viste in diretta, ripetute migliaia di volte e trasformate immediatamente in memoria collettiva. Gerhard Richter ne ha cancellato quasi la riconoscibilità, Eric Fischl ha riportato al centro il corpo, Ellsworth Kelly ha immaginato Ground Zero come un vuoto verde e Maurizio Cattelan, con Blind, ha condensato aereo e grattacielo in un monumento nero alto quasi diciassette metri. Quattro modi radicalmente diversi di affrontare la stessa domanda: che cosa può fare l’arte quando la storia ha già prodotto la propria immagine?
Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
Tra decontestualizzazione della gemma e cromatismi audaci, la maison inglese in occasione della Milano Fashion Week, offre una reinterpretazione sul valore plastico del gioiello d'autore. Un modello espositivo fondato sul collezionismo ad incrocio, che rilegge le arti applicate alla luce dei linguaggi visivi contemporanei
Il 25 e 26 settembre Santa Sofia ospita la seconda edizione del Forum Internazionale sulla Sostenibilità della Cultura, promosso da Institution. Una rete di otto hub tra Europa, Asia, Africa e America mette a confronto artisti, studiosi ed esperti sui commons, dalla governance delle istituzioni alle tecnologie digitali e ai modelli economici mutualistici
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Circa 70 opere, tra dipinti e grandi cartoni, provenienti da collezioni italiane e internazionali, attraversano l’intera carriera dell’artista, dalle prime prove degli anni ’40 fino ai lavori del 2019
Una mostra che non si limiterà a ripercorrere la carriera dell’artista, ma proverà a restituire quel cortocircuito tra pittura, cinema, musica, poesia e immagini che egli contribuì a trasformare in una nuova forma di esperienza collettiva
La 16ma opera commissionata per il Fourth Plinth è stata svelata il 10 settembre e rappresenta una giovane donna metropolitana. «Una persona comune, proprio come le tante che frequentano la piazza ogni giorno. Sta avanzando verso il nostro futuro collettivo con ambizione, determinazione e ottimismo», spiega l’artista americana
L’Informale come spazio di possibilità: il caos inaugura l’autunno del Polo Culturale BPER di Modena
La mostra sviscera un concetto che diventa chiave interpretativa per leggere una generazione di artisti alle prese, nel secondo dopoguerra, con un mondo radicalmente mutato
Il 19 e 20 settembre Moduloventisei ospita la terza edizione di Metal Soundz, con 14 artisti tra pittura, fotografia, scultura, video, design e una performance sonora di Paolo Dellapiana
Il calendario della Milano Fashion Week di settembre 2026 conta 203 appuntamenti complessivi, articolati in 61 sfilate (54 fisiche e 7 digitali), 88 presentazioni e 54 eventi. Tra questi, spiccano in particolare dieci iniziative volte a indagare e approfondire il costante dialogo tra produzione stilistica e ricerca artistica
Mai l’arte contemporanea è stata così visibile, accessibile e diffusa. Eppure una parte del pubblico continua a percepirla come distante. Il problema non è soltanto chi decide, chi finanzia o chi controlla gli ingressi. Nel mezzo si è indebolita l’infrastruttura che per decenni ha collegato opere e società: critica, giornalismo, editoria, educazione, televisione, mediazione museale. Abbiamo moltiplicato la comunicazione e ridotto gli strumenti per comprendere.
Nella quinta mostra di Nathalie Djurberg e Hans Berg da Gió Marconi, corpi deformati, frammenti anatomici, fiori fuori scala e animazioni in stop-motion costruiscono un ambiente sospeso, dove il desiderio resta aperto e l’attesa diventa esperienza del tempo.














