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ARTE CONTEMPORANEA

Dove un tempo Renault assemblava automobili, oggi prendono forma nuovi immaginari. Sull’île Seguin, la nuova istituzione inaugura il 17 ottobre con una mostra curata da Cecilia Alemani che mette in dialogo la collezione del colosso automobilistico e la ricerca artistica contemporanea

L’installazione è il risultato di una ricerca sviluppata nel corso di anni attraverso il dialogo con artigiani, costruttori di strumenti, ricercatori, ingegneri e musicisti. Al centro, l’incontro tra tradizioni strumentali antiche e sperimentazione elettronica, ma anche il corpo dello spettatore, invitato a sostare e a lasciarsi pervadere

Dalle fortificazioni dell’Atlantikwall alle residenze di lusso, gli artisti emergenti, vincitori della seconda edizione del Pini Art Prize-sezione Arti Visive, indagano il rifugio tra protezione, isolamento e potere

Il museo, inaugurato nel 1977 dall’ex imperatrice Farah Diba nel quadro dell’occidentalizzazione del Paese, è oggi aperto al pubblico con un programma intitolato significativamente «Arte e Guerra»

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Enel sostiene due grandi mostre internazionali al Palazzo Reale e al MUDEC: da «Dalí e la moda» a «Matisse. Il mondo in una stanza», un percorso tra arte, creatività, moda, culture e immaginari che mette in dialogo due protagonisti del Novecento

Al CAMeC della Spezia, oltre 30 opere tra disegni, fotografie e dipinti ripercorrono la ricerca dell’artista dal 1975 al 1980

Il 17 ottobre apre alle porte di Parigi Large – Cultures contemporaines, il nuovo centro d'arte di 5mila metri quadrati promosso dal gruppo immobiliare Emerige sull'Île Seguin, dove un tempo sorgevano le fabbriche Renault. A inaugurarlo sarà «Moteur Imaginaire», una mostra curata dall'italiana Cecilia Alemani, che mette in relazione la storica collezione d'arte Renault con opere contemporanee e diciassette nuove commissioni. Alla vigilia dell'apertura, Laurent Dumas, imprenditore, collezionista e presidente del Palais de Tokyo e dell'École des Beaux-Arts de Paris, racconta a «Il Giornale dell'Arte» la nascita del progetto, il ruolo del mecenatismo privato e la sua ambizione di sostenere gli artisti francesi, attrarre un pubblico più ampio e contribuire alla trasformazione culturale della Grande Parigi.

In occasione della Frieze Week, Sprovieri presenta a Londra quattordici opere realizzate tra il 1960 e il 1967, in collaborazione con Gió Marconi di Milano. Dai monocromi ai paesaggi anemici, dalle immagini pubblicitarie alle rivisitazioni del Futurismo, la mostra ripercorre il decennio decisivo di un artista che aveva intuito come fotografia, cinema e mezzi di comunicazione avrebbero trasformato il nostro modo di guardare la realtà. Con un testo critico di Marco Meneguzzo.

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Alla sede londinese di Gagosian, fino al 12 dicembre, This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte mette in relazione alcuni dei più importanti dipinti del maestro belga con opere di oltre quaranta artisti contemporanei, tra cui Maurizio Cattelan, Jeff Koons, Sarah Lucas, Robert Gober, Mona Hatoum e Issy Wood. Organizzata in collaborazione con la Fondation Magritte e curata da Jasper Sharp e Bernard Lagrange, la mostra attraversa un secolo di paradossi visivi, interrogando l'influenza del Surrealismo sulla cultura contemporanea. Ma pone anche una domanda: quanto dell'intelligenza sovversiva di Magritte sopravvive davvero nei suoi eredi?

Dalla pittura metafisica di Giorgio de Chirico alla psicologia di Carl Gustav Jung, la ricerca dell’artista britannica indaga il rapporto tra memoria e percezione. Nella mostra «The eye lives in this texture [...]», da Alice Amati a Londra, superfici stratificate, immagini in trasformazione e forme familiari mettono in discussione ciò che crediamo di riconoscere

Alla sede di Gagosian tra Park Avenue e la 75ª Strada, a New York, l'artista italiana Bea Scaccia presenta fino al 23 dicembre Groomed, la sua prima mostra con la galleria, curata da Francesco Bonami. Sette nuovi dipinti costruiscono figure senza volto attraverso accumuli di parrucche, tacchi, tessuti, gioielli e accessori femminili. Tra riferimenti a Manet, Fragonard e Hans Bellmer, l'artista mette in discussione gli stereotipi della bellezza e della rappresentazione del corpo, trasformando la natura morta in un teatro dell'identità contemporanea.

Tra grandi inaugurazioni, fiere internazionali, aste milionarie e una scena artistica diffusa, la Frieze Week restituisce l'immagine di una capitale tutt'altro che in declino. La Brexit ha complicato il lavoro di gallerie e professionisti, ma non ha cancellato le infrastrutture culturali e commerciali della città. E i dati dell'ultimo rapporto Art Basel & UBS raccontano una realtà diversa dalle previsioni più catastrofiche: il Regno Unito rimane il secondo mercato dell'arte al mondo, con 10,5 miliardi di dollari di vendite.

Dal 14 al 18 ottobre Londra torna al centro del mercato internazionale con Frieze London e Frieze Masters. Ma il programma più interessante si estende ben oltre Regent’s Park: il Barbican dedica a Robert Ryman la prima grande mostra britannica in oltre trent'anni, Raven Row ripercorre la ricerca di Sturtevant, Sadie Coles presenta Nicole Eisenman e Catherine Murphy, mentre nuove istituzioni e fondazioni puntano su artisti emergenti, pratiche sperimentali e acquisizioni museali. Una guida ragionata agli appuntamenti della settimana.

Sesta edizione per la fiera del moderno e contemporaneo della Capitale, che conferma la sua vicinanza al mondo istituzionale come partner del mercato dell’arte; il paese ospite è la Germania, la regione, invece, la Lombardia

Muovendo da Piazza San Marco a Palazzetto Tito fino a Forte Marghera, la mostra «Da cosa nasce cosa» raccoglie le ricerche di ventotto artisti under trenta in un percorso che mette al centro il processo, l'errore e la trasformazione

L’artista britannica si aggiudica la nona edizione del riconoscimento promosso dalla Government Art Collection. La stampa è stata presentata dalla ministra per le Arti e i Musei, Ruth Mackenzie, ed entrerà nella collezione destinata agli edifici governativi e alle ambasciate britanniche nel mondo

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