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ADDII

Iniziò ad acquistare giovanissimo e grazie alla passione per i Nouveaux Réalistes, ne sviluppò altre due: per i Futuristi e per la futura moglie

Scomparso a 88 anni l’avvocato e collezionista ticinese che, insieme alla moglie Danna, ha costruito una tra le raccolte d’arte contemporanea più dinamiche e rigorose del panorama internazionale

Architetto, designer e grafico, allievo e collaboratore di Bruno Munari, Marco Zanuso e Angelo Mangiarotti, Marco Ferreri è morto a 68 anni dopo una lunga degenza seguita a un incidente nel cantiere del castello di Faraneto. Dal celebre logo di Festivaletteratura allo sgabello Is conservato al MoMA, ha attraversato quarant’anni di cultura del progetto italiano rifiutando confini disciplinari. Nel 2020 aveva ricevuto il Compasso d’Oro alla carriera.

Tra i suoi progetti, quello della Cancelleria dell’Ambasciata italiana a Washington (con Piero Sartogo) e quello del restauro di palazzi storici romani (Palazzo Poli, Complesso di San Michele a Ripa) o ancora di monumenti antichi (Tempio di Iside). Curò anche l’allestimento di varie mostre

Mary Heilmann, tra le figure più originali della pittura americana degli ultimi cinquant'anni, è morta all'età di 86 anni. Arrivata al riconoscimento museale solo in età avanzata, ha trasformato il linguaggio dell'astrazione con un uso libero del colore, della griglia e della geometria, diventando un punto di riferimento per diverse generazioni di artisti. La sua eredità risiede nell'aver dimostrato che la pittura astratta poteva essere insieme rigorosa, ironica e profondamente umana.

È morto Lorenzo Quilici, tra i maggiori archeologi italiani del Novecento e riferimento internazionale per la topografia antica. Professore all'Università di Bologna, ha dedicato oltre mezzo secolo allo studio delle città, della viabilità e dei paesaggi dell'Italia romana, contribuendo a trasformare il modo di leggere il rapporto tra monumenti, territorio e storia.

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Figlia di Guido Ucelli, fondatore del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, Maria Pia Ucelli di Nemi Majno è stata una testimone diretta della nascita dell'istituzione e protagonista di una vita dedicata all'impegno civile, dalla Resistenza al lavoro per la tutela dei minori. Aveva 104 anni.

Responsabile del Dipartimento Comunicazione della Collezione Peggy Guggenheim, Maria Rita Cerilli è scomparsa a Venezia a soli 46 anni dopo una lunga malattia affrontata con discrezione. In quasi vent'anni di lavoro ha contribuito a trasformare il modo di raccontare uno dei principali musei italiani, coniugando competenza, visione e una rara attenzione alle persone. Lascia un'eredità fatta di relazioni, generosità e passione per l'arte.

La comunità dell'arte italiana piange la prematura scomparsa di Maria Rita Cerilli, Head of Communication Department della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia

Scompare a 89 anni Caterina Bottari Lattes, presidente della Fondazione Bottari Lattes e figura centrale della promozione culturale italiana. Dopo il crollo del Premio Grinzane Cavour, ne raccolse l'eredità dando vita al Premio Lattes Grinzane, trasformando Monforte d'Alba in uno dei principali centri italiani dedicati alla letteratura, all'arte e alla fotografia.

È morta a Los Angeles, a 91 anni, Simone Forti, artista nata a Firenze e figura fondamentale nella nascita della danza postmoderna e della performance contemporanea. Dalle rivoluzionarie Dance Constructions del 1960 alle collaborazioni con il mondo di Fluxus, fino alle ricerche sull'improvvisazione, sugli animali e sul linguaggio, Forti ha ridefinito il rapporto tra corpo, spazio e movimento, influenzando generazioni di artisti, coreografi e performer. Nel 2023 aveva ricevuto il Leone d'Oro alla carriera della Biennale Danza di Venezia.

Formatosi all’istituto d’arte Chierici di Reggio Emilia, insegnò Restauro dei materiali lapidei e Restauro di stucchi e gessi nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Bologna, Napoli e all’Accademia di Brera a Milano

Si è spenta a Los Angeles all'età di 99 anni Betye Saar, tra le figure più influenti dell'arte americana del secondo Novecento. Attraverso assemblage costruiti con fotografie, tessuti, oggetti trovati e memorabilia della cultura afroamericana, l'artista ha trasformato gli stereotipi razziali in immagini di emancipazione, contribuendo a ridefinire il ruolo dell'arte come strumento di memoria, critica sociale e riscrittura della storia.

Un'esistenza vissuta con riservatezza, intesa come spazio di meditazione, confronto critico e profonda indipendenza intellettuale

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