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È morta a Los Angeles, a 91 anni, Simone Forti, artista nata a Firenze e figura fondamentale nella nascita della danza postmoderna e della performance contemporanea. Dalle rivoluzionarie Dance Constructions del 1960 alle collaborazioni con il mondo di Fluxus, fino alle ricerche sull'improvvisazione, sugli animali e sul linguaggio, Forti ha ridefinito il rapporto tra corpo, spazio e movimento, influenzando generazioni di artisti, coreografi e performer. Nel 2023 aveva ricevuto il Leone d'Oro alla carriera della Biennale Danza di Venezia.

Formatosi all’istituto d’arte Chierici di Reggio Emilia, insegnò Restauro dei materiali lapidei e Restauro di stucchi e gessi nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Bologna, Napoli e all’Accademia di Brera a Milano

Si è spenta a Los Angeles all'età di 99 anni Betye Saar, tra le figure più influenti dell'arte americana del secondo Novecento. Attraverso assemblage costruiti con fotografie, tessuti, oggetti trovati e memorabilia della cultura afroamericana, l'artista ha trasformato gli stereotipi razziali in immagini di emancipazione, contribuendo a ridefinire il ruolo dell'arte come strumento di memoria, critica sociale e riscrittura della storia.

Un'esistenza vissuta con riservatezza, intesa come spazio di meditazione, confronto critico e profonda indipendenza intellettuale

È morta a 60 anni Christine Borland, artista scozzese candidata al Turner Prize nel 1997 e tra le prime figure della sua generazione a portare nell’arte contemporanea la scienza forense, la storia della medicina, la genetica e le pratiche anatomiche. Attraverso scheletri, reperti, archivi e collaborazioni con ricercatori, Borland non cercava di illustrare la scienza, ma di interrogarne i dispositivi di conoscenza, le zone d’ombra e le responsabilità morali. La sua ricerca ha mostrato come ogni corpo trasformato in prova, campione o oggetto didattico conservi una storia che le istituzioni rischiano di cancellare.

Le sue ricerche hanno prodotto scoperte decisive per la ricostruzione dello sviluppo del principale santuario urbano e della religione greca in età arcaica e classica, contribuendo anche al nuovo allestimento del Museo del Baglio Florio e, a Palermo, del Museo Archeologico Regionale «Antonino Salinas»

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L’artista portoghese, celebre per le sue sculture sonore e per la ricerca sul linguaggio, si è spenta a Lisbona a 77 anni

La scultrice venezuelana, quasi novantenne, era riuscita a far dialogare il corpo con il paesaggio

È scomparso all’età di 84 anni l’artista che, insieme alla regista e pittrice italiana Angela Ricci Lucchi, ha fatto della memoria storica il fulcro della propria ricerca artistica

Celebre in tutto il mondo per La scimmia nuda, Desmond Morris è stato anche uno degli ultimi protagonisti storici del Surrealismo. Pittore, zoologo e scrittore, ha costruito per oltre ottant'anni un linguaggio figurativo autonomo, alimentato dalla biologia, dall'etologia e dall'automatismo surrealista. Una figura eccentrica che ha attraversato il Novecento mantenendo intatta l'ambizione originaria del movimento fondato da André Breton.

È morto a 99 anni Herbert Lust, collezionista, studioso e autore che costruì una delle raccolte private più originali di arte moderna e contemporanea. Un incontro casuale con Alberto Giacometti nella Parigi del 1949 cambiò il corso della sua vita, trasformando un giovane studente americano in uno dei protagonisti più discreti del collezionismo internazionale. La sua storia racconta un'epoca in cui le collezioni nascevano prima dai rapporti umani che dal mercato.

È morta a Colonia all'età di 91 anni Rune Mields, tra le figure più originali dell'arte concettuale tedesca. Autodidatta, ha costruito per oltre cinquant'anni una ricerca che intrecciava matematica, geometria, storia delle civiltà e sistemi simbolici, partecipando a Documenta 6 e lasciando opere nelle principali collezioni museali europee.

L'artista sudcoreano Bae Young-hwan è morto improvvisamente all'età di 57 anni. Rappresentò la Corea del Sud alla Biennale di Venezia del 2005 e si impose sulla scena internazionale con opere concettuali che trasformavano i testi della musica pop in riflessioni sulla memoria, la società e le contraddizioni della modernità coreana.

È morto a 98 anni Yaacov Agam, tra i protagonisti dell’arte ottica e cinetica del secondo Novecento. Nato in Palestina mandataria e stabilitosi a Parigi nel 1951, l’artista ha costruito un linguaggio fondato su movimento, percezione e partecipazione dello spettatore, dagli “Agamografi” alle opere pubbliche, fino al suo metodo di educazione visiva.

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