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DAVID LANDAU

Girato negli spazi di Casa Museo Molinario Colombari e diretto da Tommaso Ottomano, Lezioni d’Abisso trasforma la Collezione Ettore Molinario in materia filmica. Il cortometraggio, prodotto da Kitten Production e presentato durante la Design Week 2026, rilegge il concetto freudiano di perturbante attraverso un impianto visivo che intreccia surrealismo, moda e teatro domestico.

Dal 1° al 4 marzo il PhotoVogue Festival celebra la decima edizione negli spazi della Biblioteca Nazionale Braidense. Con quattro mostre, otto documentari e un articolato programma di tavole rotonde, “Women by Women” affronta la rappresentazione femminile nell’epoca della ridefinizione dei diritti e dei linguaggi visivi. Il festival consolida il proprio ruolo nel sistema internazionale della fotografia di moda consapevole.

Carte sportive, memorabilia, fumetti, oggetti cinematografici e manoscritti letterari hanno superato negli ultimi anni la soglia dei milioni di dollari, consolidando un segmento strutturato e competitivo. Rarità certificata, provenienza e potenza simbolica guidano i record.

Collocata sopra la 10th Avenue, la figura reimmaginata si presenta come una presenza sospesa tra perdita e continuità

Dal 9 aprile al 22 maggio la galleria newyorkese riunisce dipinti, sculture e lavori su carta che attraversano mezzo secolo di attività dell’artista. Prestiti museali e collezioni private per una rassegna che mancava dal 1973.

Dal 29 gennaio al 4 maggio l’International Center of Photography di New York presenta Eugène Atget: The Making of a Reputation, una mostra che non si limita a celebrare uno dei padri della fotografia moderna, ma ne indaga criticamente la fortuna critica. Una vera e propria indagine sul potere della narrazione culturale

Il museo statunitense acquisisce Maria Maddalena in estasi, capolavoro ritrovato nel 2011 e passato in asta da Sotheby’s nel 2014. Un gesto che conferma la piena canonizzazione di Artemisia nel panorama museale internazionale.

 

A New York l’addio definitivo al dye-transfer, il processo che ha cambiato la storia della fotografia

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Presentato a Doha in occasione di Art Basel, il nuovo ciclo di opere di Raqib Shaw esplora la memoria come campo psichico attivo, intrecciando mito, spiritualità sufi e introspezione junghiana. Tra pittura notturna e opere su carta trattate come palinsesti, l’artista ridefinisce il proprio immaginario in una direzione più raccolta e meditativa.

Centinaia di gallerie tra New York e Los Angeles chiudono il 30 gennaio aderendo allo sciopero nazionale contro l’ICE. Un’adesione trasversale che coinvolge grandi operatori, spazi indipendenti e istituzioni culturali, in una mobilitazione senza precedenti recenti per il sistema dell’arte statunitense

L’intelligenza artificiale sta modificando in profondità il funzionamento del mercato dell’arte, ben oltre la produzione di immagini o opere generate algoritmicamente. Dalla valutazione al collezionismo, dalla comunicazione alla gestione dei dati, l’IA agisce come infrastruttura invisibile che ridefinisce criteri di valore, velocità di scambio e rapporti di potere all’interno del sistema.

A Santa Fe è in vendita per 6,25 milioni di dollari la residenza che Gene Hackman ha abitato per oltre trent’anni. Un complesso architettonico costruito come spazio di ritiro e lavoro, lontano da Hollywood, che oggi viene proposto per il suo valore progettuale e paesaggistico.

Nel mercato globale dei collectibles, dove l’intreccio tra cultura pop, spettacolo e finanza è ormai strutturale, il valore non si misura più soltanto in milioni di dollari, ma in visibilità, narrazione e controllo simbolico dell’oggetto. Lo dimostra il caso della Pikachu Illustrator, la carta Pokémon più rara al mondo, oggi al centro di una delle aste più seguite del settore.

I Fiocchi di neve di Bentley sono un testo visivo che parla di natura, unicità e forma. Ci ricordano come l’arte possa nascere tanto dall’osservazione poetica quanto dall’indagine rigorosa

Il ritratto di Brigitte Bardot secondo Andy Warhol non è solo un omaggio a una diva del cinema, ma la messa a fuoco di un momento storico in cui sessualità, politica, celebrità e arte si sovrappongono. Bardot non è soltanto l’ultima grande sex symbol del Novecento europeo: è una Marianne pop, un’immagine che, grazie a Warhol, smette di appartenere al tempo per entrare definitivamente nella storia dell’arte.

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