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LAVINIA TRIVULZIO

Le London Design Medals 2026, i riconoscimenti del London Design Festival dedicati a chi ha dato un contributo significativo al mondo del design, vanno a Jonathan Anderson, Christopher Frayling, Anab Jain e Solveiga Pakštaitė. Quattro figure molto diverse, dalla moda alla ricerca sui futuri, raccontano come è cambiato il modo di progettare

Il sistema dell’arte ha moltiplicato fiere, biennali, fondazioni, curatori, advisor, media e piattaforme, ma il suo pubblico rimane sorprendentemente circoscritto. Per Giacomo Nicolella Maschietti, direttore di Collezione da Tiffany, il problema non è la complessità dell’arte contemporanea, quanto un ecosistema sempre più capace di legittimare sé stesso: visibilità e autorevolezza tendono a coincidere, Instagram influenza le opere prima ancora della loro comunicazione e il posizionamento può trasformarsi in percezione di qualità. E mentre giornalismo e ufficio stampa rischiano di confondersi, torna decisiva una parola quasi fuori moda: selezione.

Cina e Giappone protagonisti di un’asta di Sotheby’s, tra porcellane imperiali, ceramiche antiche, arte Edo e grandi maestri 

Dal 5 al 27 settembre Palazzetto Tito, sede veneziana della Fondazione Bevilacqua La Masa, mette a confronto Henri Beaufour e Chiara Calore nella bipersonale Tutte le creature abitano il confine, curata da Luca Berta e Francesca Giubilei. Pittura e scultura convergono intorno a figure instabili, sospese tra umano e animale, quotidiano e mitologico, materia e apparizione. La scomparsa di Beaufour nel 2025 ha modificato inevitabilmente il progetto originario: al tema della metamorfosi si è aggiunto quello dell’assenza.

Tra hanok, artigianato, fabbricazione digitale e grandi brand, la seconda edizione della fiera guarda alla scena coreana come nuovo centro del design globale

Dal 10 al 13 settembre torna l’appuntamento che inaugura la stagione dell’arte contemporanea nella capitale: 60 gallerie, oltre 500 artisti e otto itinerari per scoprire il territorio attraverso mostre, incontri e nuove esposizioni

Oltre cinquanta madonnari provenienti da diversi Paesi stanno trasformando la piazza davanti alla Basilica Inferiore di Assisi in una grande superficie figurativa dedicata a San Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario della morte. Al centro, i 50 metri quadrati della Visione di San Francesco progettata dallo statunitense Kurt Wenner; intorno, quaranta opere individuali. Un’iconografia popolare ed effimera si confronta così, a pochi metri di distanza, con il luogo nel quale Cimabue, Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti contribuirono a costruire per secoli l’immagine occidentale del santo.

Per secoli erano stati interpretati come semplici marchi di lavorazione. Uno studio condotto da Anna Urszula Kordas dell’Università di Varsavia sui 626 segni della Porta di Tauchira, nell’antica Tolomeide in Libia, ricostruisce invece un articolato sistema di organizzazione del cantiere ellenistico: squadre di muratori, officine, controllo dei pagamenti e forse finanziatori privati. Un raro documento materiale sull’economia della costruzione nel mondo greco.

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Il «Ritratto di Catrina Hooghsaet», dipinto nel 1657 e che vale oltre 71 milioni di sterline, è stato nuovamente sottoposto a un divieto temporaneo di esportazione. Da secoli appartiene, almeno nella percezione collettiva, alla storia culturale britannica e ora musei, filantropi e istituzioni sono chiamati a salvarlo per la nazione

La prima edizione della fiera nell’area WANASA mette alla prova il modello globale di Frieze nel confronto con un ecosistema culturale costruito in quasi vent’anni

Sei mesi fa il via libera al Protocollo tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute ha aperto la strada alla prescrizione sociale dell’arte. Dall’Alzheimer al Parkinson, dalla pediatria alla salute mentale, in Italia esistono già musei, teatri e istituzioni culturali coinvolti in programmi di welfare culturale. La sfida ora è trasformare una geografia di sperimentazioni in un sistema nazionale, con evidenze scientifiche, professionalità, risorse e un’offerta accessibile sul territorio.

I fragili resti di un neonato rinvenuti nel sito di Ripari Alti, nella valle di Lamen, nel Bellunese, conservano la traccia di una frattura prodotta durante un parto difficile. Secondo lo studio coordinato dall’Università di Trento, sarebbe la più antica prova archeologica diretta finora documentata di una manovra ostetrica: un tentativo di estrazione compiuto quasi seimila anni fa.

Il furto delle opere di Antonello da Messina al MuMe entra in una storia lunga più di un secolo, fatta di clamorose falle nella sicurezza, criminalità organizzata, commissioni clandestine e recuperi altrettanto spettacolari. Dalla Gioconda sottratta al Louvre nel 1911 alla Natività di Caravaggio mai ritrovata, dal colpo all’Isabella Stewart Gardner Museum fino a Castelvecchio, alla Magnani Rocca e al Louvre del 2025: una geografia del patrimonio scomparso che racconta anche l’evoluzione della tutela dei musei.

Scoperti casualmente nel 1946 nelle Marche, i Bronzi dorati di Pergola costituiscono l'unico gruppo scultoreo equestre romano in bronzo dorato giunto fino a noi. Un capolavoro assoluto dell'arte antica, ancora avvolto da interrogativi sulla committenza, sulla collocazione originaria e sull'identità dei personaggi, la cui storia intreccia archeologia, restauri, dispute istituzionali e nuove tecnologie museali.

Il Museo dell'Ottocento Fondazione Di Persio-Pallotta dedica una mostra alla Scuola di Barbizon, presentando per la prima volta l'intero nucleo francese della propria collezione. Un percorso che ricostruisce la stagione in cui il paesaggio smise di essere semplice sfondo narrativo per diventare il centro della pittura moderna, aprendo la strada all'Impressionismo e influenzando profondamente anche gli artisti italiani del secondo Ottocento.

La Galleria Poggiali presenta un progetto inedito costruito nel corso di mesi di lavoro condiviso tra Enzo Cucchi e il collettivo CANEMORTO. Due mostre autonome, allestite in due sedi distinte della galleria, raccontano uno stesso processo creativo attraverso prospettive opposte. Al centro del progetto il disegno come terreno comune e una riflessione sull'autorialità, sul confronto tra generazioni e sulla costruzione dell'immagine.

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