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LAVINIA TRIVULZIO
Tra musei, architetture iconiche e politiche culturali centralizzate, Saadiyat Island si afferma come uno dei più ambiziosi esperimenti di costruzione istituzionale dell’arte nel XXI secolo. Un progetto che intreccia soft power, collezionismo pubblico e narrazione globale, sollevando interrogativi sul rapporto tra cultura, libertà e produzione simbolica.
Artista, regista e pedagogo, Wael Shawky ha costruito una pratica che interroga i grandi racconti della storia attraverso miti, marionette, performance e film. Al centro del suo lavoro c'è la messa in crisi delle narrazioni dominanti e dei meccanismi di potere che le producono.
A Teglio, il Museo nazionale Palazzo Besta presenta una mostra che intreccia sport, paesaggio e trasformazioni sociali delle Alpi, all’interno dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Un progetto storico e culturale che usa lo sport come lente per leggere un secolo di cambiamenti territoriali e simbolici.
L'artista sudafricano presenta nella sede milanese della Galleria Lia Rumma un atlante poetico dell’esilio, della memoria e dell’incertezza
Sculture Tang e tappeti imperiali cinesi si incontrano in un percorso tra potere, simbolo e astrazione
Alla Galleria Poggiali va in scena una riflessione installativa sulla perdita del firmamento notturno e sulla trasformazione degli oggetti quotidiani in costellazioni artificiali
A vent’anni dalla sua scomparsa, Gordon Parks emerge così come un autore ancora capace di parlare al presente. La Gordon Parks Foundation ne ha fatto un modello dinamico: un archivio vivo, una piattaforma curatoriale e un laboratorio di pratiche culturali che riafferma, oggi come allora, il potere dell’immagine come strumento di consapevolezza e responsabilità civile.
Musei, archivi e istituzioni stanno rileggendo il suo lavoro come corpus artistico di straordinaria complessità formale. Parks ha contribuito a cambiare lo sguardo del suo tempo grazia alla capacità di tenere insieme etica ed estetica, denuncia e bellezza.
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Il 9 gennaio alla kaufmann repetto di New York apre «The Hearth», la nuova mostra di Simone Fattal, in dialogo con «The Primeval Forest» da Greene Naftali. È il ritorno dell’artista a New York dopo la retrospettiva del 2019 al MoMA PS1. In mostra sculture, disegni e collage che intrecciano mito, memoria e materia, dando forma a un tempo stratificato e rituale
La vendita americana appare come un racconto stratificato della storia del Nuovo Mondo, con capolavori, opere rare e oggetti simbolici che concorrono a restituirne un’immagine complessa e affascinante
Dalle anfore greche alle lische di pesce salato, le scoperte di Kom el-Ahmar e Kom Wasit rivelano un crocevia di commercio, cultura e vita quotidiana nel V secolo a.C. e nell’epoca romana
Nel 1885 Bentley riuscì per la prima volta a fotografare un singolo cristallo di neve, montando una macchina fotografica a soffietto su un microscopio e utilizzando lastre fotografiche.
Nel panorama dell’architettura europea del XIX secolo, Pierre Cuypers occupa una posizione singolare: fu il massimo interprete del neogotico nei Paesi Bassi e riuscì anche a trasformare un linguaggio storicista in uno strumento di costruzione dell’identità nazionale moderna.
Il trittico Monroe–Taylor–Bardot non è soltanto una galleria di dive, ma una teoria visiva della celebrità moderna. Tre volti, tre tempi, tre modi di diventare immagine. E forse, tra tutte, è proprio Bardot a essere, come suggeriva Warhol, la vera protagonista.
Atlante europeo (e globale) dell’arte tra storia, riletture e nuovi immaginari: dalle consacrazioni museali ai recuperi critici, ecco una mappa delle mostre più rilevanti.
Cinque punti chiavi dell'anno che sta finendo














