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MERCATO DELL’ARTE
La collezione della famiglia americana, tra Tintoretto, Mancini, arredi veneziani e oggetti d’arte, è protagonista della vendita del 29 settembre di Wannenes
Nell'instancabile calendario dell'arte contemporanea anche le pause servono ormai soprattutto a organizzare la ripartenza. Il sistema globalizzato muove dall'Europa agli Stati Uniti e all'Asia quasi senza soluzione di continuità e settembre offre quest'anno un'istantanea particolarmente efficace di questa accelerazione. Fiere, Gallery Weekend, aperture coordinate e nuove Art Week si susseguono nel giro di poche settimane. Ma dietro l'affollamento del calendario sta emergendo qualcosa di più strutturale: il centro dell'attenzione si sta progressivamente spostando dal singolo evento all'intera città.
I retroscena di un rimescolamento manageriale che punta a snellire la struttura e valorizzare i nuovi talenti
Dal 30% per i lotti minori fino agli scaglioni sui grandi capolavori, le major riorganizzano le percentuali sul prezzo a martello
«Se le gallerie mostrano ciò che pensano che i collezionisti compreranno, e le istituzioni ciò che pensano che pubblico e gallerie approveranno, si crea un circuito autoreferenziale»
«Più sedi, più artisti e più fiere non hanno prodotto un sistema più solido. Bisogna redistribuire costi e rischi e tornare a scegliere cosa essere davvero»
Fino a domenica la quinta edizione della fiera di San Paolo, negli spazi di ARCA, rimette in gioco le gallerie brasiliane, e una manciata di straniere, in un percorso tra new entry e ritorni consolidati. Un’occasione, anche, per esplorare l’offerta della metropoli
Il «Ritratto di Catrina Hooghsaet», dipinto nel 1657 e che vale oltre 71 milioni di sterline, è stato nuovamente sottoposto a un divieto temporaneo di esportazione. Da secoli appartiene, almeno nella percezione collettiva, alla storia culturale britannica e ora musei, filantropi e istituzioni sono chiamati a salvarlo per la nazione
Articoli precedenti
Dal 23 al 25 ottobre, al Carreau du Temple di Parigi, AKAA, la fiera dedicata all’arte africana torna per l’undicesima edizione dando grande risalto alla fotografia, in tutte le sue espressioni, che festeggia il bicentenario della sua invenzione
Nata cinque anni fa dalla «madre» SP-Arte come fiera dedicata puramente all’arte brasiliana, Rotas si aperta negli anni alla latinità e, da quest’anno, anche all’Europa. Abbiamo intervistato il nuovo direttore
Da Christie’s NY, dal 1° al 15 settembre, abiti, accessori ed esperienze legati a The Devil Wears Prada 2 diventano oggetti da collezione. Tra i pezzi anche look indossati da Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Lady Gaga, con il ricavato destinato a CPJ e CFDA
Le sanzioni stanno diventando una componente permanente e inevitabile del commercio internazionale: gli operatori devono muoversi in un complesso quadro normativo internazionale inizialmente pensato per colpire la Russia e ancora attivo afinché le operazioni non coivolgano nessun soggetto sanzionato o rientrante in un divieto, a partire dal riciclaggio di denaro
È morto a New York, a 89 anni, Joseph A. Helman, mercante, collezionista e cofondatore nel 1973 di Blum Helman. Dalla scoperta casuale di Jasper Johns all’incontro con Leo Castelli, dalla galleria di St. Louis al sodalizio con Irving Blum, Helman contribuì a costruire il mercato di Richard Serra, Bruce Nauman, Frank Stella, Roy Lichtenstein ed Ellsworth Kelly. La sua storia racconta un’epoca in cui il sistema contemporaneo era ancora fragile, personale e rischioso, ma nella quale prendeva forma il modello ibrido tra primario e secondario che avrebbe anticipato le grandi gallerie globali.
«Mi auguro che l’attuale situazione geopolitica non aggravi ulteriormente la fragilità di un sistema dell’arte già poco sostenibile, che le istituzioni diventino più solide e indipendenti, che le fiere prestino maggiore attenzione alla fascia media delle gallerie e che si rafforzi la comprensione reciproca tra artisti e gallerie, nel rispetto dei rispettivi ruoli»
«Dovremo imparare a fare meno, ma meglio, privilegiando progetti più solidi, relazioni più durature e un tempo di fruizione più autentico. L’arte ha bisogno di tempo, e forse è proprio questo il valore che tornerà al centro»
I risultati del primo semestre 2026 certificano la ripresa del mercato delle aste, ma raccontano soprattutto una trasformazione strutturale del modello di business di Christie's, Sotheby's e Phillips. Orologi, design, gioielli, memorabilia, servizi finanziari, lending e vendite private non rappresentano più attività complementari. Sono diventati componenti permanenti di un ecosistema economico nel quale il lusso non è più un settore parallelo all'arte, ma una delle principali leve di crescita. Le grandi case d'asta non stanno semplicemente diversificando il proprio business, stanno ridefinendo il significato stesso di collezionismo.














