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VIRGINIA DJURBERG

Dopo il successo della mostra dedicata alla pittura senese al Metropolitan Museum e alla National Gallery di Londra, la Frick Collection concentra lo sguardo su un capitolo rimasto a lungo in secondo piano: la straordinaria stagione della scultura in bronzo a Siena tra il 1450 e il 1500. Curata da Giulio Dalvit, l'esposizione riunisce quasi quaranta capolavori provenienti in gran parte dalla Toscana e propone una nuova lettura del Rinascimento italiano, riportando al centro una tradizione tecnica e artistica che contribuì a ridefinire il linguaggio della scultura europea.

L'Orangerie della Reggia di Monza dedica una grande monografica a Luigi Conconi (1852-1917), figura centrale della Scapigliatura milanese e protagonista della cultura artistica tra Otto e Novecento. Con oltre ottanta opere e un confronto con Cremona, Ranzoni, Grandi, Previati e Troubetzkoy, la mostra propone una rilettura critica di un artista rimasto a lungo ai margini della storiografia, mettendone in luce il ruolo nel passaggio dalla stagione scapigliata al Simbolismo e all'Art Nouveau.

Effetto Biaf. La Biennale Internazionale dell'Antiquariato continua a essere il principale appuntamento del mercato italiano dell'arte antica, ma da alcuni anni è diventata anche il catalizzatore dell'intera stagione culturale fiorentina. Attorno alla BIAF si concentrano inaugurazioni, nuove sedi, grandi mostre e progetti museali che coinvolgono istituzioni pubbliche, collezionismo privato e arte contemporanea, trasformando Firenze in una delle capitali europee dell'arte.

Perché la critica italiana si mobilita quasi sempre davanti ai casi più vistosi e mediatici? Se il giudizio vuole essere autorevole, deve misurarsi con l'intero sistema dell'arte, dalle mostre blockbuster alle scelte dei musei, fino alle dinamiche del mercato. Per quanto questa sorta di opere siano estremamente discutibili, il sistema dell'arte italico produce ben di peggio... L'editoriale di ieri di Federico Giannini apre una riflessione interessante, forse necessaria. 

Sessanta figure scolpite in un unico blocco di marmo di Carrara, un'attribuzione completamente riscritta dalla ricerca recente e una storia collezionistica che attraversa tre secoli. Alle Gallerie d'Italia di Vicenza, La Caduta degli angeli ribelli restituisce al veneziano Francesco Bertos uno dei più straordinari virtuosismi della scultura europea del Settecento.

Oltre sessanta opere provenienti dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma arrivano a Palazzo del Governatore di Parma per LEI, mostra che attraversa oltre due secoli di storia dell'arte attraverso il ritratto femminile. Da Van Gogh a Modigliani, da Klimt a Picasso, fino alle grandi artiste del Novecento, il progetto riflette sull'evoluzione dell'identità femminile, tra rappresentazione, emancipazione e trasformazioni della modernità.

La prima mostra dedicata a Mimmo Jodice dopo la sua scomparsa riunisce opere, documenti d'archivio e materiali inediti per ripercorrere una ricerca che ha ridefinito il ruolo della fotografia contemporanea. Curata da Andrea Viliani con Linda Fregni Nagler e Armin Linke, Immagini del vuoto: dalla camera oscura alla camera chiara affronta l'opera dell'artista napoletano come una riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla natura stessa dell'immagine fotografica.

Dal 18 settembre al 25 ottobre oltre trenta opere del duo dialogano con gli ambienti della casa-museo milanese, trasformando il confronto tra Rinascimento e contemporaneo in una riflessione sul tempo, la memoria e la caducità

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Si chiude con il carcere la vicenda dell'Anfiteatro Berico, il presunto sito archeologico realizzato abusivamente sulle colline di Arcugnano, nel Vicentino. Promosso come una straordinaria scoperta con reperti dal Neolitico all'età romana e visitabile pagando un biglietto fino a 40 euro, il complesso era in realtà una costruzione contemporanea ottenuta assemblando e "invecchiando" artificialmente pietre moderne. Il caso riapre il tema dell'autenticità del patrimonio e della costruzione di false narrazioni archeologiche.

Corpi Nudi del fotografo italo-brasiliano Elio Luxardo si terrà dal 17 settembre al 5 dicembre alla Fondazione Nicola Del Roscio

L'istituzione torinese offre una panoramica articolata sulla ricerca dell’artista marchigiano, esplorando la dimensione interiore dell’essere umano contemporaneo.

A cura di Claudia Gioia e Beatrice Merz il progetto muove dall’idea dell’arte come rigenerazione e capacità di formulare pensieri e parole laddove le urgenze del presente sembrano invece spingere verso la ripetizione e la rassegnazione verso l’immobilismo.