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VIRGINIA DJURBERG

Nella contea di Prahova, a nord-est di Bucarest, un cercatore di metalli autorizzato ha rinvenuto un deposito di circa 3.000 anni fa composto da tre massicci collari d’oro, piccole asce, ruote di ferro e un bracciale di bronzo. Gli ornamenti, per oltre 300 grammi complessivi, sembrano essere stati ripiegati e deposti intenzionalmente. Il loro inquadramento cronologico, tra Età del Bronzo e prima Età del Ferro, potrebbe costringere gli archeologi a rivedere la datazione di manufatti analoghi.

Il fondatore di Meta e la moglie Priscilla Chan hanno acquistato Strancally Castle, grande dimora neogotica costruita intorno al 1830 nella contea irlandese di Waterford su progetto dei fratelli James e George Richard Pain. Circondato da un parco storico affacciato sul fiume Blackwater e restaurato per oltre vent’anni dai precedenti proprietari, il complesso intreccia revival medievale, storia del paesaggio e una genealogia che risale alla conquista anglo-normanna dell’Irlanda. Il prezzo non è stato reso pubblico, ma viene stimato tra 20 e 30 milioni di euro.

Nel santuario di Apollo a Gortina, a Creta, gli archeologi della Scuola Archeologica Italiana di Atene e dell’Università di Padova stanno studiando un eccezionale deposito votivo con i resti di oltre 450 topi. Il ritrovamento potrebbe documentare sull’isola il culto di Apollo Smintheus, il dio associato ai roditori e alle pestilenze già evocato nell’«Iliade». Gli scavi del 2026 stanno intanto ridefinendo uno dei più antichi complessi sacri della nascente polis cretese.

Tra il 1929 e il 1935 l’ingegnere Angelo Invernizzi costruì sulle colline veronesi una delle abitazioni più radicali del Novecento italiano: una villa di circa 1.500 tonnellate capace di ruotare su rotaie per orientarsi rispetto al sole, al vento e alle stagioni. Razionalismo, Futurismo, elioterapia e ingegneria si incontrano in una macchina domestica oggi immobile, ma ancora capace di interrogare il rapporto tra architettura, tecnologia e tempo.

Realizzato nel 1473 per il monastero di Santa Maria extra moenia, il Polittico di San Gregorio è l'unica grande opera di Antonello da Messina rimasta nella città natale dell'artista. Smembrato già nel Cinquecento, danneggiato da un restauro ottocentesco e sopravvissuto al terremoto del 1908, il capolavoro sembrava aver superato ogni prova della storia. Il furto di tre delle cinque tavole superstiti rappresenta oggi una nuova, drammatica mutilazione di uno dei vertici del Rinascimento italiano.

Dopo il successo della mostra dedicata alla pittura senese al Metropolitan Museum e alla National Gallery di Londra, la Frick Collection concentra lo sguardo su un capitolo rimasto a lungo in secondo piano: la straordinaria stagione della scultura in bronzo a Siena tra il 1450 e il 1500. Curata da Giulio Dalvit, l'esposizione riunisce quasi quaranta capolavori provenienti in gran parte dalla Toscana e propone una nuova lettura del Rinascimento italiano, riportando al centro una tradizione tecnica e artistica che contribuì a ridefinire il linguaggio della scultura europea.

L'Orangerie della Reggia di Monza dedica una grande monografica a Luigi Conconi (1852-1917), figura centrale della Scapigliatura milanese e protagonista della cultura artistica tra Otto e Novecento. Con oltre ottanta opere e un confronto con Cremona, Ranzoni, Grandi, Previati e Troubetzkoy, la mostra propone una rilettura critica di un artista rimasto a lungo ai margini della storiografia, mettendone in luce il ruolo nel passaggio dalla stagione scapigliata al Simbolismo e all'Art Nouveau.

Effetto Biaf. La Biennale Internazionale dell'Antiquariato continua a essere il principale appuntamento del mercato italiano dell'arte antica, ma da alcuni anni è diventata anche il catalizzatore dell'intera stagione culturale fiorentina. Attorno alla BIAF si concentrano inaugurazioni, nuove sedi, grandi mostre e progetti museali che coinvolgono istituzioni pubbliche, collezionismo privato e arte contemporanea, trasformando Firenze in una delle capitali europee dell'arte.

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Perché la critica italiana si mobilita quasi sempre davanti ai casi più vistosi e mediatici? Se il giudizio vuole essere autorevole, deve misurarsi con l'intero sistema dell'arte, dalle mostre blockbuster alle scelte dei musei, fino alle dinamiche del mercato. Per quanto questa sorta di opere siano estremamente discutibili, il sistema dell'arte italico produce ben di peggio... L'editoriale di ieri di Federico Giannini apre una riflessione interessante, forse necessaria. 

Sessanta figure scolpite in un unico blocco di marmo di Carrara, un'attribuzione completamente riscritta dalla ricerca recente e una storia collezionistica che attraversa tre secoli. Alle Gallerie d'Italia di Vicenza, La Caduta degli angeli ribelli restituisce al veneziano Francesco Bertos uno dei più straordinari virtuosismi della scultura europea del Settecento.

Oltre sessanta opere provenienti dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma arrivano a Palazzo del Governatore di Parma per LEI, mostra che attraversa oltre due secoli di storia dell'arte attraverso il ritratto femminile. Da Van Gogh a Modigliani, da Klimt a Picasso, fino alle grandi artiste del Novecento, il progetto riflette sull'evoluzione dell'identità femminile, tra rappresentazione, emancipazione e trasformazioni della modernità.

La prima mostra dedicata a Mimmo Jodice dopo la sua scomparsa riunisce opere, documenti d'archivio e materiali inediti per ripercorrere una ricerca che ha ridefinito il ruolo della fotografia contemporanea. Curata da Andrea Viliani con Linda Fregni Nagler e Armin Linke, Immagini del vuoto: dalla camera oscura alla camera chiara affronta l'opera dell'artista napoletano come una riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla natura stessa dell'immagine fotografica.

Dal 18 settembre al 25 ottobre oltre trenta opere del duo dialogano con gli ambienti della casa-museo milanese, trasformando il confronto tra Rinascimento e contemporaneo in una riflessione sul tempo, la memoria e la caducità

Si chiude con il carcere la vicenda dell'Anfiteatro Berico, il presunto sito archeologico realizzato abusivamente sulle colline di Arcugnano, nel Vicentino. Promosso come una straordinaria scoperta con reperti dal Neolitico all'età romana e visitabile pagando un biglietto fino a 40 euro, il complesso era in realtà una costruzione contemporanea ottenuta assemblando e "invecchiando" artificialmente pietre moderne. Il caso riapre il tema dell'autenticità del patrimonio e della costruzione di false narrazioni archeologiche.

Corpi Nudi del fotografo italo-brasiliano Elio Luxardo si terrà dal 17 settembre al 5 dicembre alla Fondazione Nicola Del Roscio

L'istituzione torinese offre una panoramica articolata sulla ricerca dell’artista marchigiano, esplorando la dimensione interiore dell’essere umano contemporaneo.

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