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Virginia Djurberg
Leggi i suoi articoliA oltre un secolo dall'ultima mostra monografica dedicata alla sua pittura, Luigi Conconi torna al centro dell'attenzione con una grande esposizione all'Orangerie della Reggia di Monza. Dal 6 novembre 2026 al 14 marzo 2027, la rassegna curata da Simona Bartolena riunisce più di ottanta opere tra dipinti, disegni e incisioni, proponendo una rilettura di uno dei protagonisti più raffinati e meno valorizzati della Scapigliatura milanese.
L'iniziativa si inserisce in un più ampio processo di revisione della pittura italiana del secondo Ottocento, che negli ultimi anni ha progressivamente spostato l'attenzione dai grandi nomi consolidati verso figure capaci di restituire una visione più articolata della stagione scapigliata. Se Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni e Giuseppe Grandi rappresentano ormai i riferimenti imprescindibili del movimento, Conconi occupa una posizione decisiva nel comprenderne gli sviluppi successivi e le aperture verso il Simbolismo europeo e le sensibilità dell'Art Nouveau. La mostra costruisce questo percorso mettendo in dialogo la produzione di Conconi con opere dei fondatori della Scapigliatura e di artisti che condivisero gli stessi ambienti culturali, da Vespasiano Bignami a Paolo Troubetzkoy fino a Gaetano Previati, con il quale l'artista condivise anche lo studio. Il risultato è una ricostruzione della Milano artistica di fine Ottocento come laboratorio nel quale pittura, scultura, letteratura, grafica e architettura dialogavano continuamente.
Formatosi all'Accademia di Brera, Conconi frequentò fin dagli esordi gli ambienti intellettuali animati da Arrigo Boito, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, sviluppando una pittura caratterizzata da una pennellata libera e vibrante, capace di dissolvere i contorni in favore dell'impressione luminosa e atmosferica. La sua ricerca affronta temi ricorrenti come la figura femminile, gli interni, i paesaggi e soggetti sospesi tra fascinazione simbolica, suggestioni medievali e atmosfere inquietanti, mostrando una costante apertura verso le esperienze europee contemporanee. La mostra evidenzia anche l'ampiezza degli interessi dell'artista, che non limitò la propria attività alla pittura. Conconi fu infatti uno dei protagonisti del rinnovamento della calcografia italiana, disciplina che considerava strettamente connessa alla propria ricerca pittorica, oltre a svolgere un'intensa attività di illustratore per riviste e case editrici. A questi aspetti si aggiunge l'interesse per l'architettura, testimonianza di quella concezione interdisciplinare dell'arte che costituisce uno degli elementi distintivi della cultura scapigliata. L'esposizione, prodotta da ViDi cultural in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, propone dunque una ricognizione che supera il semplice omaggio monografico. L'obiettivo è restituire a Luigi Conconi il posto che gli compete nella storia dell'arte italiana, mostrando come la sua produzione costituisca uno dei punti di passaggio più significativi tra la dissoluzione naturalistica della Scapigliatura, le tensioni simboliste e le nuove sensibilità decorative che accompagneranno l'ingresso nel Novecento.
Virginia Djurberg
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