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MOSTRE
Che cosa preoccupa e mobilita chi ha vent’anni? A questa domanda risponde il secondo capitolo del progetto triennale «Ti vorrei dire», ospitato dalla sede subalpina del Museo di Intesa Sanpaolo, in occasione di Exposed Torino Foto Festival
Per la propria interpretazione della città lagunare l’artista porta un’installazione immersiva in cui il suono diventa materia viva e generativa nata dall’idea che alcuni suoni esistano solo sotto la superficie
Ogni primavera la cittadina di Saluzzo diventa un palcoscenico creativo dove legno, ceramica, tessuti, vetro e ferro diventano linguaggio, memoria ed esperienza. Tra laboratori, mostre, installazioni e spettacoli, il festival dimostra come la manualità e l’artigianato possano essere strumenti di innovazione, educazione e dialogo tra generazioni
In Triennale l'esposizione di 25 opere del fotografo che ritrasse i miti del jazz e del blues, anticipando il dialogo tra arti visive e composizione sonora
Nella mostra curata da Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, accanto agli oli su tela anche opere su carta, i disegni preparatori e le stampe
A Milano il nuovo progetto dell’artista cinese esplora il rapporto tra terra e comunità rurali, ridefinito da droni, algoritmi e infrastrutture digitali. Un dialogo sul rapporto tra tecnologia, desiderio e risorse nell’Antropocene
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Alla Serpentine Gallery, David Hockney presenta per la prima volta a Londra A Year in Normandy, fregio di novanta metri che traduce il tempo naturale in pittura. Una mostra che riafferma la centralità dello sguardo in un contesto visivo dominato dalla velocità.
La retrospettiva su Klee al Jewish Museum apre senza Angelus Novus, bloccato al Israel Museum a causa della guerra. L’assenza del foglio, centrale nella lettura di Walter Benjamin, trasforma la mostra in un caso esemplare delle fragilità del sistema globale dei prestiti.
Al Musée de l'Orangerie una retrospettiva su Henri Rousseau ricostruisce la sua traiettoria oltre il mito dell’autodidatta. Al centro, il ruolo di mercanti e collezionisti – da Paul Guillaume ad Albert Barnes – nella costruzione di un artista pienamente inserito nel nascente sistema dell’arte moderna.
Una mostra dedicata a Pierre-Auguste Renoir rilegge gli anni centrali della sua produzione (1865–1885) attraverso il tema dell’amore. Al di là della superficie luminosa, emerge una costruzione complessa delle relazioni moderne, tra spazio pubblico, desiderio e nuove dinamiche sociali. Fino al 19 luglio, al Museo d'Orsay
Una mostra monografica dedicata ai dipinti a lume di candela di Joseph Wright of Derby ne rilegge la produzione alla luce delle tensioni interne all’Illuminismo. Oltre il virtuosismo luministico, emerge una pittura che interroga il rapporto tra conoscenza, spettacolo e moralità.
Una grande retrospettiva in Francia riunisce 126 opere di Leonora Carrington, ricostruendone il percorso tra Europa e Messico. La mostra restituisce la complessità di una figura centrale ma ancora periferica nella narrazione del Surrealismo, evidenziandone la dimensione politica, spirituale e transnazionale.
Il Pérez Art Museum Miami riunisce una selezione di opere di Jean-Michel Basquiat dalla collezione di Kenneth C. Griffin, tra cui il celebre “Untitled” (1982), record d’asta. La mostra evidenzia il ruolo crescente dei grandi collezionisti nella costruzione delle narrazioni museali, in un contesto in cui valore culturale e valore finanziario tendono a convergere.
Tra la Medina di Tunisi e l’inaccessibilità dell’opera di Le Corbusier a Cartagine, una residenza artistica e una mostra aperta fino al 17 giugno interrogano l’eredità del Modernismo




















