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Sette opere in bronzo e legno, esposte nella Chiesa del Purgatorio, celebrano il maestro della frontalità, in attesa di riallacciare i fili con la tradizione delle grandi mostre dedicate alla scultura

52 opere da Caravaggio a Picasso, da Raffaello a Sargent compongono la nuova mostra alla Casa delle Esposizioni. Un percorso che esplora sguardi, silenzi e incontri e attraverso cinque secoli

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Tre sedi, tre momenti della storia di Roma, un unico filo conduttore: la moneta. Fino al 27 settembre 2026 «Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna» attraversa l’antichità, il Medioevo e l’età moderna e contemporanea tra il Museo Nazionale Romano, il Parco archeologico del Colosseo e il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia. Al Vittoriano, la terza tappa del percorso a cura di Edith Gabrielli anche Direttrice del VIVE | Vittoriano e Palazzo Venezia, la moneta diventa il punto di partenza per leggere la trasformazione del potere e dell’immagine di Roma, dalle emissioni pontificie all’euro, fino alle opere di Maurizio Cattelan, Cesare Pietroiusti e Maurizio Nannucci che mettono in discussione il significato stesso del «valore»

La mostra da Sprüth Magers riporta al centro la pittura urbana dell’artista: luoghi riconoscibili, svuotati del rumore quotidiano e trasformati in immagini della memoria e della percezione

La nuova sede di GRIMM ad Amsterdam apre con una personale di Robert Zandvliet, che nella serie «Paradaidha» rilegge il giardino come spazio di ricerca pittorica, tra memoria della storia dell’arte e sperimentazione contemporanea

La Reggia di Venaria dedica una grande mostra alla pittura del Novecento attraverso una sessantina di opere provenienti dal Musée des Beaux-Arts di Lione. Da Matisse a Picasso, da Braque a Francis Bacon, il percorso assume l'atelier come chiave di lettura della modernità, restituendo le relazioni, gli scambi e le trasformazioni che hanno ridefinito il linguaggio artistico del secolo scorso.

LE RECENSIONI

Le mostre selezionate e commentate dagli esperti
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Il Jewish Museum dà visibilità alle quasi 200 artiste, di cui un quarto di religione o appartenenza culturale ebraica, che hanno contribuito all’affermazione di una visione artistica di «opera d’arte totale»

Bologna ospita Banksy Archive 01 – The School of Bristol, il racconto dell'ascesa di uno degli artisti più celebri e misteriosi al mondo. Oltre 300 opere, documenti e materiali d'archivio inediti indagano le origini della controcultura britannica

Dalla donazione Favaretto Rubelli a Ca’ Rezzonico al corpo moderno e contemporaneo indagato a Mestre, passando per The Venice Glass Week, Nicolás Lamas e Gianmaria Potenza a Ca’ Pesaro e i giovani della Bevilacqua La Masa a Forte Marghera. La Fondazione Musei Civici di Venezia costruisce per l’autunno 2026 un programma diffuso che attraversa epoche, linguaggi e territori, mentre la collaborazione con Fondazione Luigi Rovati porta a Milano il secondo capitolo del progetto dedicato a Etruschi e Veneti.

Per la seconda affissione della dodicesima edizione di Opera Viva Barriera di Milano, Flashback porta a Torino Veduta dal mare di Porto San Giorgio, un dipinto degli anni Sessanta di A. Vecchiola che intreccia memoria, navigazione e identità nel segno del tema «IN TIME»

Lucia Pietroiusti approfondisce il progetto curatoriale che nell’ottocentesca Dimora delle Balze presenta proiezioni e performance di 16 tra artiste, artisti e collettivi internazionali

Il festival internazionale di fotografia e arte, che quest’anno propone 25 mostre (da Vivian Maier a Roger Ballen, è «un luogo dove si coltiva il pensiero alternativo»

Nell’ambito delle residenze d’artista curate da Arteco e Cripta747, la Pinacoteca G.A. Levis di Chiomonte presenta una videoinstallazione immersiva dell’artista slovacca realizzata in collaborazione con il glaciologo del Cnr Biagio Di Mauro

Dopo il successo della mostra dedicata alla pittura senese al Metropolitan Museum e alla National Gallery di Londra, la Frick Collection concentra lo sguardo su un capitolo rimasto a lungo in secondo piano: la straordinaria stagione della scultura in bronzo a Siena tra il 1450 e il 1500. Curata da Giulio Dalvit, l'esposizione riunisce quasi quaranta capolavori provenienti in gran parte dalla Toscana e propone una nuova lettura del Rinascimento italiano, riportando al centro una tradizione tecnica e artistica che contribuì a ridefinire il linguaggio della scultura europea.

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