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OPINIONI & RUBRICHE

E come ne seguì una copiosissima iconografia del navigatore ideale, con la costruzione visiva e letteraria dell’eroe perfetto. Il mito è stato fabbricato fra Europa e Americhe tramite dipinti che fino al XX secolo hanno diffuso la rappresentazione romantica e provvidenziale del navigatore 

As You Like It • Un percorso espositivo che unisce l’inganno ottico alla provocazione fisica. Il grande artista britannico torna nel polo del Southbank Centre con una mostra che spazia tra geometria pura e violenza astratta

Nel criptoportico viene alla luce la parte inferiore del grande mosaico parietale, tra nodi di conservazione, fruizione limitata e l’antico scalo tiberino

Il curioso caso di CCB • Al Museo Thyssen-Bornemisza una scultura sensuale e perturbante, in cui la Passione cristiana si sovrappone a un abbraccio erotico e il marmo diventa il luogo misterioso in cui vita, morte e materia si incontrano

La grande retrospettiva di Picabia in programma a Milano ci ricorda che un artista può anche non essere vittima del suo brand

La memoria, segnata dalla magnificenza (tra il resto della Basilica di San Francesco di Assisi), ha tradito la volontà di essere sepolto nella nuda terra. «Manomessa» perfino l’opera d’arte più amata da un uomo che non superava il metro e mezzo di altezza sistematicamente trasformato in grande santo

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Dal naturalismo settecentesco di Jean Revel all’ipernaturalismo di Matthieu Blazy, direttore artistico di Chanel

Gli amici dei mostri • Le trouvailles di Gaggero & Luccardini architetti e collezionisti di mostri architettonici

Attraverso l’arte è possibile scoprire i luoghi di prossimità, rilocalizzare l’economia e coinvolgere le nuove generazioni

L’algoritmo ci preclude le scoperte o, peggio, ci rende difficile cambiare idea; il mercato trasforma la riconoscibilità in un obbligo, ma il vero artista è quello che ha il coraggio di spiazzarci

Dopo aver autorizzato Sfera Ebbasta a girare davanti all’«Ultima Cena» di Leonardo il videoclip di «Lontano», il direttore della Grande Brera Angelo Crespi spiega al Giornale dell’Arte perché ha detto sì e dove, invece, un museo deve fermarsi. Ma il caso del Cenacolo diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia: celebrity e patrimonio, sostenibilità economica, inclusione, social network, cultura alta e cultura di massa, fino alla trasformazione del museo in «media company». «La cultura è sempre aristocratica specie nell’atto della produzione, ciononostante non deve mai essere elitaria nel momento della fruizione».

Nei 34 anni al Guggenheim di New York ha trasformato il ruolo del curatore in una figura di mediazione tra la complessità dell’arte contemporanea e la struttura istituzionale del museo, diventandone nel 2017 la prima direttrice artistica

Genius Loci • Oltre duemila anni di innovazione agricola sono stati capaci di trasformare i pendii delle colline portoghesi in una preziosa regione vinicola considerata Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un ecosistema unico dove natura e commercio hanno determinato lo sviluppo di un paesaggio culturale vivo, oggi considerato la patria del Porto

Minima mediterranea • Il Museo Nazionale di San Matteo a Pisa custodisce una collezione unica di bacini ceramici, preziosa testimonianza degli intensi scambi culturali ed economici tra le sponde del Mediterraneo che hanno permesso di integrare  elementi e gusti di altre culture sulle facciate delle nostre basiliche

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