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MATTEO COCCI
Dalle guerriglie urbane di Place de la République a un'insolita chiave di lettura degli anni di piombo, il percorso espositivo in scena da ICA Milano usa filmati in Super 8 e registrazioni d'epoca per indagare il rapporto tra memoria storica, cinema e politica
Con le musiche di Alvin Curran la trilogia filmica «When There is No More Music to Write and Other Roman Stories» è il cuore della mostra da ICA, costruita attraverso l’assemblaggio di immagini d’archivio
Dall'uso del collage indiLorna Simpson alla denuncia politica di Ousmane Sembène e Wang Bing: il curatore Dominique Païni illustra le corrispondenze formali e concettuali tra le pellicole in rassegna e le esposizioni di Palazzo Grassi e Punta della Dogana
Cinque padiglioni e un’opera per «ascoltare» i «Minor Keys» con cui Koyo Kouoh ha plasmato questa edizione della mostra
Alla Cineteca Milano Arlecchino torna, il 25 e il 26 settembre, la rassegna firmata «Vogue Italia» che intreccia settima arte e la regina della Milano Fashion Week
Lo storico torinese fu tra i primi studiosi a interessarsi alle zone d’ombra, alle fonti attribuibili non a chi dominava la narrazione in una determinata epoca
Al Cinema Godard di Fondazione Prada l’anteprima del documentario che esplora il processo creativo, le ossessioni e l'estetica rivoluzionaria dello stilista americano
Ancarani riattiva l’immaginario di Atlantide con un intervento diffuso a Venezia, dove un flash mob di manifesti promuove il Bellaria Film Festival (fondato, tra gli altri, da Enrico Ghezzi) nel pieno della Biennale. In parallelo, a Bellaria presenta Ciao Musica, installazione video che mette in relazione rituali lontani e tradizioni locali. Un doppio movimento tra centro e provincia che interroga la separazione dei pubblici e la capacità dell’arte di costruire connessioni tra contesti culturali non comunicanti.
Articoli precedenti
Sono diversi i punti di contatto che avvicinano i linguaggi visivi degli artisti, sopratutto per quanto riguarda il rapporto fra tempo e spazio, fattori d’interazione imprescindibili in un’opera video
L’imprescindibile lascito del regista, indagatore dell’esperienza umana in qualsiasi sua manifestazione, si può riassumere in queste due parole: pazienza e rispetto.
Il film d’apertura dell’International Film Festival Rotterdam è un surreale racconto d’amore e potere
Lo stile con cui l'autrice mette in scena le sue storie, in particolare nei film di cui è regista oltre che autrice della sceneggiatura, è tutto meno che scontato, soprattutto se confrontato al resto della produzione cinematografica italiana
Con il suo ultimo lungometraggio Strippoli conferma gli orientamenti che si erano percepite con Piove
Un anno di scuola (2025), tratto dall’omonimo romanzo breve di Giani Stuparich (1929), è stato presentato nella sezione Orizzonti dell’ultima edizione della Mostra del Cinema
Nella cornice dell’82ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia è stata annunciata la call for entries del nuovo fondo dell’istituzione milanese: le candidature vanno inviate entro il 17 ottobre
Il film a cui state per assistere presenta una risoluzione video estremamente bassa. Vi chiedo di dargli comunque una possibilità. Quella espressa da Alexandre Koberidze prima della proiezione di Dry Leaf (2025) è una premessa doverosa















