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OPINIONI

Era un rigore scientifico estremo a costruire il progetto in cui si inserivano percezione visiva e risposta del cervello, in cui ogni fruitore diventava anche creatore, venendo direttamente coinvolto nell’operare artistico. Il critico e curatore Giovanni Granzotto ricorda l'artista franco-argentino, scomparso a 97 anni a fine maggio, con in quale ha condiviso decine di mostre in tutto il mondo

A 100 anni dalla nascita (il 19 giugno) forse è arrivato il momento di smettere di raccontarlo come un semplice editore illuminato. Tra «Il dottor Živago», «Il Gattopardo», rivoluzioni e amicizie con Fidel Castro, trasformò il fare libri in un campo di battaglia. Fino alla sua fine oscura 1972: una morte che ancora oggi sembra appartenere più a un romanzo paranoico italiano che alla storia culturale del Novecento

Dal modello collettivo novecentesco ai riferimenti individuali contemporanei, il sistema dell'arte ha ridefinito i meccanismi di legittimazione, diffusione e produzione di un'opera e del suo artista

L’opera giovanile di Gioachino Rossini è tornata al Teatro dell’Opera di Roma dopo 22 anni con la direzione di Michele Mariotti e la messinscena della regista palermitana, che il prossimo 12 giugno riceverà il Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale Teatro di Venezia  

Tra installazioni video, fotografie, sistemi generativi e sculture, alla Schirn Kunsthalle una quarantina di opere di Paglen, Steyerl, Charrière e altri affrontano l’Intelligenza Artificiale come infrastruttura culturale prima ancora che come tecnologia: un sistema che sta trasformando simultaneamente ecologia, memoria, lavoro, propaganda e percezione

In occasione dell’ottantesimo anniversario, riflettiamo sull’importanza dell’arte e del sapere per l’esistenza stessa della Repubblica, che gli italiani e le italiane hanno scelto con il referendum del 2 giugno 1946. Senza la difesa delle arti e della repubblica saremmo sudditi del censo

Nella piccola sala Olympia 3 del Marché du Film appare un oggetto filmico destinato a cambiare l’immaginario audiovisivo contemporaneo. Cinque registi kazaki guidati da Aitore Zholdaskali realizzano il fantasy di 95 minuti completamente generato con la piattaforma Higgsfield. Ma la vera domanda non riguarda la tecnologia: siamo ancora dentro il l’universo cinematografico oppure ci troviamo davanti a una nuova forma di immagine sintetica?

Un simposio organizzato da Magazzino Italian Art di New York ha ripercorso l’eredità boettiana attraverso le voci di artisti intervistati da Massimiliano Gioni

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La mostra inaugurale delle nuove gallerie del Met ci ricorda che sotto ogni ideale estetico esiste sempre un corpo reale che invecchia, suda, si ammala, desidera, cambia forma e infine sparisce. Il resto forse serve soltanto a distrarci dal fatto che ogni abito è sempre stato un modo elegantissimo di negoziare la nostra paura del corpo umano. 

Arriva al cinema per tre giorni, dal 25 al 27 maggio, il film di Andrea Bettinetti per Nexo Studios dedicato al maestro italo-argentino. Materiali d’archivio spesso inediti, viaggi nei musei che conservano i suoi capolavori, testimonianze e riflessioni di studiosi e artisti amici ripercorrono esaustivamente le rivoluzioni compiute dal «padre» di tanta parte dell’arte contemporanea

Il documentario del regista americano propone la biografia del fotografo che ha usato il ritratto come strumento di smascheramento politico e psicologico

Ha il nome del Buonarroti la fredda architettura digitale di sensori progettata dal gruppo Leonardo a difesa del territorio nazionale ed europeo. Se l’Umanesimo rinascimentale metteva l’uomo e il suo libero arbitrio al centro dell’universo, questo «Dome» sposta il baricentro sul silicio 

Nell’allestimento del Maggio Musicale Fiorentino la vicenda del «governatore di Boston» (in origine il re di Svezia) dell’opera verdiana è coraggiosamente trasposta nell’America degli anni Sessanta, con sul podio Emmanuel Tjeknavorian e la regia di Valentina Carrasco

Secondo Laura Lombardi, specialista della pittura dell’Ottocento, il dipinto di Silvestro Lega indica anche altro: un ripiegamento dignitoso non certo idillico di quella borghesia tradita nei suoi ideali mazziniani dal corso della politica di Cavour e della monarchia sabauda 

Damiano Michieletto, che per la prima volta si misura con un’opera wagneriana, mette al centro della scena un uovo, simbolo dell’origine e insieme mistero che non deve essere infranto

Lo storico dell’arte italiano Andrea Bruciati interviene sul tema, dopo la recente approvazione di una nuova legge in materia in Francia. Questo testo è stato originariamente pubblicato dal sito Agenziacult, sulla sua rubrica mensile di approfondimento «Patrimonio Quo Vadis»

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