Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Andrea Bruno

Image

Andrea Bruno

Addio ad Andrea Bruno

È scomparso a 94 anni l’architetto torinese il cui nome è legato indissolubilmente al restauro del Castello di Rivoli e all’impegno in Afghanistan per il consolidamento del minareto di Jam e lo studio per la conservazione e la valorizzazione dei Buddha di Bamiyan, distrutti dai talebani nel 2001

È stato l’ammirato e discusso progettista del restauro del Castello di Rivoli (To), destinato ad aprire al pubblico nel 1984 come primo museo d'arte contemporanea in Italia. Andrea Bruno, scomparso il 6 luglio a 94 anni nella sua Torino, ha lasciato il segno di architetto raffinato, docente e teorico di un restauro originale e sempre in grado di dialogare con una visione aggiornata dei luoghi e del patrimonio storico. Patrimonio che è stato al centro dei suoi interessi e dei suoi impegni professionali, in Italia, in Europa e nel mondo. In particolare con l’Unesco, di cui è stato consulente dal 1974, in Nord Africa, in Medio Oriente e soprattutto in Afghanistan, dove ha realizzato due delle sue operazioni più complesse e ammirate: il consolidamento del minareto di Jam e lo studio per la conservazione e la valorizzazione dei Buddha di Bamiyan, distrutti dai talebani nel 2001. 

Andrea Bruno è stato docente presso il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano e presidente del Centre d’Études Lemaire per la conservazione del patrimonio architettonico e urbano della Katholieke Universiteit di Lovanio (Belgio). Tra i suoi progetti più significativi, perlopiù di riconversione di edifici storici e monumentali, soprattutto a fini museali e culturali, si ricordano il Museo archeologico di Màa a Cipro (1987-89), la Porta del Tempo nel complesso monumentale romano di Tarragona in Spagna (1987-95), il nuovo polo culturale e per la danza «Les Brigittines» a Bruxelles (2007), l’allestimento del Mao-Museo d’arte orientale di Torino (2004-08), il Conservatoire des Arts et Métiers a Parigi (1991-2000) e il completamento della Cattedrale di Bagrati in Georgia (2011-12). Presente anche ai grandi concorsi per il Royal Ontario Museum (Rom) a Toronto (2002-03, secondo classificato) e per il Musée des civilisations de l’Europe et de la Méditerranée- Mucem di Marsiglia (2002-04). Nel 2024 Electa gli ha dedicato la monografia Andrea Bruno. Opere e progetti, a cura di Roberto Dulio, Giuseppe Martino Di Giuda e Fabio Marino (collana «Documenti di architettura», 224 pp., ill. col e b/n, 49 euro).

Alessandro Martini, 07 luglio 2025 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

«Lavoriamo per far crescere la consapevolezza civica e coinvolgere la comunità», spiega Sara Armella, presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova. E annuncia la grande mostra su Van Dyck, dal prossimo marzo

Dal Museo della Ceramica alla Casa Museo Asger Jorn, dal Lungomare degli artisti alle molte fornaci ancora attive, in occasione della mostra sullo stile «Albisola 1925» il panorama savonese offre un viaggio tra grandi maestri e giovani artisti di oggi

In prima linea il Guggenheim Abu Dhabi, progettato da Frank Gehry scomparso lo scorso a dicembre. Ma colossali, e ambiziosissimi, sono anche i musei di MAD Architects per il Lucas Museum, di Peter Zumthor per il Lacma, di Kengo Kuma, Moshe Safdie, OMA...

Grandi nomi dell'architettura anche tra i quattro finalisti. L'auspicio è di iniziare i lavori nel primo semestre del 2027

Addio ad Andrea Bruno | Alessandro Martini

Addio ad Andrea Bruno | Alessandro Martini