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NICOLA DAVIDE ANGERAME

Dalla morte al sacro, da Jeffrey Epstein al Ku Klux Klan, l’autore di «Piss Christ» attraversa quasi cinquant’anni di lavoro raccontando il proprio sguardo di outsider, la ricerca della bellezza nel liminale o nell’abnorme, e quella linea sottile che separa il corpo dall’anima, l’estasi religiosa da quella sessuale

Nel suo ultimo libro Vittorio Gallese, professore di Neuroscienze Cognitive all'Università di Parma, si domanda come cambiamo noi e come cambia la nostra percezione del mondo vivendo a stretto contatto con gli algoritmi

Da Gaza alla guerra nucleare, due film presentati in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il premiato NAZA e Jupiter, mettono in scena due forme della catastrofe contemporanea: una reale, circoscritta e amministrata dagli algoritmi; l’altra ipotetica, globale e affidata alla psiche di pochi uomini prima ancora che ai sistemi di difesa. Ma prima dell’Apocalisse dei corpi potrebbe essercene un’altra, più invisibile: quella del pensiero.

Tsai Ming-liang e Slavoj Žižek con Sophie Fiennes presentano alla 83ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica pellicole che finiscono per interrogare lo stesso problema: come emanciparsi dalle ideologie, dalle utopie e persino da sé stessa

All’inaugurazione dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia, l’incrocio tra "Ink" di Danny Boyle e "La ragazza con la Leica" di Alina Marazzi apre una profonda riflessione cine-filosofica sullo statuto del giornalismo. Tra la nascita del sensazionalismo moderno e il sacrificio etico della prima fotoreporter di guerra, i due film d'apertura, delle sezioni Concorso e Orizzonti, denunciano il disagio di una civiltà giunta ad un possibile capolinea, in un presente in cui le democrazie sono minacciate dagli autoritarismi esterni e dai populismi interni, lo sguardo del cinema si interroga sulla responsabilità politica dell'informazione, evocando lo spettro profetico del Kane wellesiano.

La quinta edizione del St. Moritz Art Film Festival porta in Engadina 50 film da 25 Paesi in un evento che trova la propria identità nell’incontro comunitario e nell'intersezione di cinema, arte, musica e paesaggio

Ancora animato da un’insaziabile «fame creativa», a 84 anni il regista britannico e artista che ha dichiarato morto il cinema, continua a dipingere, scrivere e, nonostante tutto, a fare film. Lo abbiamo incontrato durante la giornata conclusiva della manifestazione svizzera

Dalla stagione delle mostre Rosc alla scena contemporanea, Clíodhna Shaffrey racconta istituzioni, artisti, archivi e trasformazioni di una città che ha costruito la propria identità culturale tra memoria locale e apertura internazionale
 

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Un’intervista a Claire Power, Head of Visual Arts dell’Arts Council, l’agenzia che ambisce a modellare il futuro delle arti visive in Irlanda: «Dobbiamo investire nelle infrastrutture. A Dublino il costo degli affitti è insostenibile per gli artisti»

Tra letteratura, musei, gallerie indipendenti e nuove politiche di sostegno agli artisti, Dublino ridefinisce il proprio ruolo nella scena culturale europea: una capitale in trasformazione, dove la tradizione gaelica incontra l’arte contemporanea e le sfide della città globale

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Mentre le immagini generative alimentano il dibattito mediatico sui rischi delle fake news, «Anche per te» legge e restituisce il reportage Publifoto del 2 giugno 1946, data di nascita della Repubblica italiana

Nella piccola sala Olympia 3 del Marché du Film appare un oggetto filmico destinato a cambiare l’immaginario audiovisivo contemporaneo. Cinque registi kazaki guidati da Aitore Zholdaskali realizzano il fantasy di 95 minuti completamente generato con la piattaforma Higgsfield. Ma la vera domanda non riguarda la tecnologia: siamo ancora dentro il l’universo cinematografico oppure ci troviamo davanti a una nuova forma di immagine sintetica?

Il trionfo di «Fjord» di Cristian Mungiu e i premi a Zviaguintsev, Pawlikowski, Hamaguchi e Lukas Dhont delineano un Festival dominato da guerre, crisi morali, famiglie ferite e memoria storica. La giuria guidata da Park Chan-wook premia un cinema europeo che rifiuta lo star system hollywoodiano e torna a pensare il presente attraverso relazioni, vulnerabilità e coscienza critica

Annie Cohen-Solal rilegge la vita e l’opera dell’artista ebreo di origini russe alla luce della sua esperienza di emigrato forzato, la cui pittura nasce da una tensione etica e spirituale volta a «riparare il mondo»

Il documentario del regista americano propone la biografia del fotografo che ha usato il ritratto come strumento di smascheramento politico e psicologico

Rullano i tamburi di guerra dentro e fuori questa 61ma edizione della Biennale di Venezia che è stata ideata, firmata, composta e progettata da una curatrice nota per il carisma gentile e per i suoi ideali di sorellanza tra i popoli. La sua prematura scomparsa ha lasciato un vuoto teorico e curatoriale che va indagato nei paradossi che produce

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