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Matteo Cocci
Leggi i suoi articoliTorna a Milano «Cinemoda», la rassegna firmata «Vogue Italia» che intreccia cinema e moda durante la Milano Fashion Week. Dopo l’esordio dello scorso anno, la seconda edizione si terrà il 25 e il 26 settembre alla Cineteca Milano Arlecchino, sotto la direzione artistica di Gian Luca Farinelli, critico alla guida della Cineteca di Bologna e direttore artistico dell’Accademia del Cinema Italiano.
A vestire il ruolo di madrina sarà Chiara Mastroianni, da poco reduce dalla 83ma Mostra del Cinema di Venezia dove è spiccata tra gli interpreti di «Un peu avant minuit», presentato in concorso in Laguna e in calendario tra i film proposti dalla rassegna milanese «Le vie del cinema», prevista dal 24 ottobre al 2 novembre. Per Chiara Mastroianni questa non è certo la prima esperienza con le testate «Vogue». Già nel dicembre 2000 era stata fotografata da Paolo Roversi per «L’Uomo Vogue», in un ritratto dal taglio «à la garçonne» che oggi appare quasi un presagio di «Marcello Mio» (2024), film di Christophe Honoré in cui l’attrice ha vestito i panni del padre Marcello in occasione del centenario della sua nascita.
Il programma di quest’anno conta dodici titoli, scelti per raccontare la moda come linguaggio narrativo e specchio dei cambiamenti sociali. Tra le proiezioni: «The Philadelphia Story» (1940) di George Cukor, tra i preferiti della stessa Mastroianni; «Belle de Jour» (1967) di Luis Buñuel, con i costumi (alcuni indossati da Catherine Deneuve) firmati Yves Saint Laurent; «Marc by Sofia» (2025), il documentario di Sofia Coppola su Marc Jacobs; il documentario «Yves Saint Laurent, tout terriblement» (1994), sguardo intimo sulla vita e sulla carriera dello stilista.
Il 2026 è stato anche l’anno de «Il diavolo veste Prada 2», il sequel del film che vent’anni fa aveva raccontato per la prima volta al grande pubblico l’industria della moda dall’interno, con tutte le sue spietate contraddizioni. Il parallelo con il periodico diretto da Miranda Priestly (interpretata da Meryl Streep) è peraltro calzante: così come «Runway», anche «Vogue» si è dovuta evolvere per sopravvivere in un panorama editoriale rivoluzionato, ampliando i suoi orizzonti e aprendosi ad altre discipline, tra cui il cinema. Se nel 2006, all’uscita del primo capitolo del film, la settima arte osservava il fashion con occhio critico e affascinato, oggi è la moda a restituirne lo sguardo, scegliendo il cinema come lente attraverso cui rileggere la propria identità.
Chiara Mastroianni ritratta da Paolo Roversi per «L’Uomo Vogue», dicembre 2009
Matteo Cocci
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