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BIANCA CASTELBARCO ALBANI

Dal 9 all’11 ottobre il MEIS ospita la XVII edizione della Festa del Libro Ebraico, quest’anno dedicata a «Famiglie. Un romanzo privato». Tre giorni di incontri che attraversano memoria, identità e letteratura: dall’omaggio a Rita Levi-Montalcini alle pagine di Natalia Ginzburg e Marcel Proust, fino alla storia delle famiglie ebraiche ferraresi e al nuovo romanzo dello scrittore israeliano Assaf Gavron.

Dopo aver autorizzato Sfera Ebbasta a girare davanti all’«Ultima Cena» di Leonardo il videoclip di «Lontano», il direttore della Grande Brera Angelo Crespi spiega al Giornale dell’Arte perché ha detto sì e dove, invece, un museo deve fermarsi. Ma il caso del Cenacolo diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia: celebrity e patrimonio, sostenibilità economica, inclusione, social network, cultura alta e cultura di massa, fino alla trasformazione del museo in «media company». «La cultura è sempre aristocratica specie nell’atto della produzione, ciononostante non deve mai essere elitaria nel momento della fruizione».

Dodici xilografie tratte dall’Ehon mushi erami, il celebre Libro degli insetti pubblicato nel 1788 e illustrato da Kitagawa Utamaro, sono il punto di partenza della mostra Songs of the Garden. La poesia degli insetti, alla Galleria dell’Incisione di Brescia dal 26 settembre al 29 novembre. Intorno al maestro dell’ukiyo-e, opere storiche e contemporanee trasformano il giardino e le sue creature minime in un territorio di osservazione, metamorfosi e immaginazione.

Un violento temporale ha colpito Firenze nel pomeriggio del 17 settembre, facendo registrare oltre 45 millimetri di pioggia in un’ora. Agli Uffizi l’acqua si è infiltrata sotto il lucernario della sala che ospita sette dipinti del Seicento, raggiungendo con alcuni schizzi il vetro esterno della teca protettiva del «Bacco» di Caravaggio. Dopo le verifiche il museo ha escluso danni alle opere. La sala riaprirà al pubblico il 18 settembre.

Per il 250° anniversario dell’Accademia di Brera, la Pinacoteca dedica un nuovo omaggio a Francesco Hayez, che dell’istituzione fu maestro e direttore. A novembre le sale 36 e 37 saranno riallestite riunendo per la prima volta opere provenienti dalla Pinacoteca e dall’Accademia: un progetto che ricostruisce il rapporto tra l’artista, la scuola e uno dei luoghi decisivi della cultura figurativa italiana dell’Ottocento.

Tre monografiche, tutte curate da Diego Sileo, scandiscono la programmazione del Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano fino all’inizio del 2028. Si parte il 17 novembre con la prima retrospettiva italiana di Sheila Hicks, oltre duecento opere per ripercorrere settant’anni di ricerca sulla fibra e sul colore. Dal 25 marzo 2027 sarà la volta della prima ampia personale italiana di Doris Salcedo, mentre a novembre arriverà Flatform, con la prima grande monografica dedicata al collettivo da un’istituzione italiana.

Il Premio Cortonantiquaria Arte 2026 va alle Gallerie d’Italia, i musei di Intesa Sanpaolo, per l’attività di valorizzazione dell’arte e della cultura e il rapporto costruito con territori e comunità. Il riconoscimento, assegnato nell’ambito della 62ª edizione della manifestazione antiquaria di Cortona, arriva dopo otto anni di collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Cortona On The Move. Un legame che comprende fotografia contemporanea, Archivio Publifoto, committenza artistica e interventi in Art Bonus e che si inserisce in una presenza culturale molto più ampia della Banca in Toscana, da Firenze a Pistoia, Arezzo e Prato.

 

Dopo l’euforia pandemica, il mercato dell’arte sta attraversando per Marco Poggiali una fase di fisiologico assestamento, nella quale tornano centrali qualità, professionalità e capacità di costruire nel tempo. Il fondatore di Galleria Poggiali racconta come è cambiato il mestiere del gallerista, la crescente velocità del sistema, le differenze tra Milano e Firenze e un’Italia ancora incapace di fare pienamente sistema a livello internazionale. E rivendica il valore della scoperta e del rischio, fino al nuovo progetto Enzo Cucchi VS CANEMORTO, che inaugura il 26 settembre a Firenze: un confronto generazionale nato nella stamperia Bulla di Roma che vuole riportare la galleria a essere «arena, luogo del fare arte, terreno di scambio reale».

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Il 19 settembre apre in un’ala del Museo del Violino di Cremona Sala Effe, nuovo spazio indipendente dedicato all’arte contemporanea, con una programmazione divisa tra progetti curatoriali e riletture di collezioni private normalmente sottratte allo sguardo pubblico. Si comincia con «La terra piatta è una dimensione lirica del luogo come se regredire fosse inventare», curata da Paolo Zani: da Giorgio de Chirico e Alighiero Boetti a On Kawara, Rineke Dijkstra, Fischli & Weiss e Paola Pivi, diciassette artisti per una mostra sullo spazio e sul tempo che cambierà configurazione ogni due mesi.

Dal 24 settembre al 28 ottobre la Srisa Gallery di Firenze presenta Doveva essere qui?, personale di Gabriele Landi curata da Federico Giannini. Al centro della mostra una monumentale carta di 250 per 560 centimetri, dipinta e intagliata per mesi fino a trasformare il foglio in una geografia fragile, sospesa tra presenza e scomparsa. Non una mappa per orientarsi, ma uno strumento per mettere in crisi l’idea stessa di coordinate: isole, promontori e territori di un luogo inesistente emergono là dove la carta resiste al progressivo svuotamento.

Dopo l’esposizione al Meeting di Rimini, dal 20 al 27 agosto, l’Ecce Homo di Antonello da Messina è rientrato al Museo Nazionale d’Abruzzo, dove è nuovamente visibile nella Sala 9 proprio nei giorni della Perdonanza Celestiniana. La trasferta aveva acceso un dibattito sull’opportunità di spostare un’opera tanto preziosa fuori dal contesto museale, ma aveva anche attirato migliaia di visitatori. Il ritorno a L’Aquila riporta ora il dipinto dentro una città nella quale patrimonio, spiritualità e identità collettiva tornano eccezionalmente a coincidere.

In una necropoli di Skonager, nello Jutland occidentale, gli archeologi hanno rinvenuto una rara sepoltura femminile dell'epoca vichinga con frammenti di lana e lino conservati a contatto con due spille. Analisi tessili, radiocarbonio e indagini sui coloranti potrebbero ora ricostruire la successione degli indumenti e persino i loro colori, offrendo informazioni eccezionali sull'abbigliamento scandinavo di circa tredici secoli fa.

Dal 12 novembre Palazzo Madama riunisce il «Ritratto Trivulzio» e il «Ritratto d’uomo» del Museo Mandralisca di Cefalù. Due tavole, due identità sconosciute e due differenti momenti della ricerca di Antonello da Messina permettono di osservare da vicino una trasformazione decisiva del Quattrocento europeo: il passaggio dalla fisionomia alla psicologia, dal volto rappresentato alla costruzione dell’individuo moderno.

Nella grotta di Gedikkaya, nella Turchia nord-occidentale, gli archeologi hanno rinvenuto circa 25 statuette di tartaruga in pietra, alcune inserite verticalmente nel terreno attorno a strutture circolari. Gli strati associati risalgono all’Epipaleolitico, tra 14.500 e 11.200 a.C. Il ritrovamento rafforza l’ipotesi che la grotta non fosse un semplice rifugio, ma uno spazio rituale in cui animali, formazioni naturali e oggetti intenzionalmente deposti assumevano significati simbolici.

Architetto, designer e grafico, allievo e collaboratore di Bruno Munari, Marco Zanuso e Angelo Mangiarotti, Marco Ferreri è morto a 68 anni dopo una lunga degenza seguita a un incidente nel cantiere del castello di Faraneto. Dal celebre logo di Festivaletteratura allo sgabello Is conservato al MoMA, ha attraversato quarant’anni di cultura del progetto italiano rifiutando confini disciplinari. Nel 2020 aveva ricevuto il Compasso d’Oro alla carriera.

Uno studio pubblicato su Nature utilizza il telerilevamento Lidar per individuare oltre 20mila terrapieni monumentali nell'Amazzonia sudoccidentale. La scoperta amplia di tre volte l'estensione conosciuta della civiltà precoloniale dell'Aquiry e mette definitivamente in discussione l'idea di una foresta vergine scarsamente abitata prima dell'arrivo degli europei.

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