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Utamaro e la poesia segreta degli insetti. Microcosmi giapponesi settecenteschi in mostra

Dodici xilografie tratte dall’Ehon mushi erami, il celebre Libro degli insetti pubblicato nel 1788 e illustrato da Kitagawa Utamaro, sono il punto di partenza della mostra Songs of the Garden. La poesia degli insetti, alla Galleria dell’Incisione di Brescia dal 26 settembre al 29 novembre. Intorno al maestro dell’ukiyo-e, opere storiche e contemporanee trasformano il giardino e le sue creature minime in un territorio di osservazione, metamorfosi e immaginazione.

Bianca Castelbarco Albani

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Ci sono api, farfalle, libellule, cavallette, cicale e altre minuscole presenze. Per incontrarle bisogna però modificare la scala dello sguardo, avvicinarsi, prestare attenzione a ciò che normalmente rimane ai margini del campo visivo. È precisamente ciò che accade nell’Ehon mushi erami, il Libro degli insetti pubblicato nel 1788 e illustrato da Kitagawa Utamaro (1753-1806), dal quale prende avvio Songs of the Garden. La poesia degli insetti, la mostra che la Galleria dell’Incisione di Brescia inaugura il 26 settembre e presenta fino al 29 novembre.

Prima delle donne che avrebbero reso immediatamente riconoscibile la sua produzione, Utamaro rivolge qui lo sguardo verso il basso. Il nucleo della mostra bresciana riunisce dodici fogli tratti dal volume, una delle prove più singolari della xilografia giapponese del periodo Edo. Il protagonista non è il paesaggio nella sua monumentalità, ma ciò che lo abita quasi senza essere visto. Le piccole creature del giardino vengono osservate e restituite con una precisione naturalistica che non ne elimina, tuttavia, la dimensione poetica.

È questa ambivalenza a rendere l’Ehon mushi erami qualcosa di diverso da un repertorio entomologico illustrato. Alle immagini sono associati i kyōka, componimenti poetici costruiti attraverso ironia, allusione e doppi significati, dietro i quali si nascondono versi d’amore. L’insetto osservato con apparente esattezza diventa così anche figura del desiderio, dell’attrazione e delle relazioni umane. La natura è descritta e contemporaneamente utilizzata come linguaggio. L’operazione di Utamaro nasce dunque dall’incontro fra due registri: l’attenzione quasi analitica per la forma e la possibilità di caricarla di significati ulteriori. È questa apertura, più ancora del soggetto entomologico, a consentire alla Galleria dell’Incisione di costruire intorno ai dodici fogli una mostra che attraversa epoche e linguaggi differenti. Il libro del 1788 diventa il centro di una costellazione nella quale entrano opere di Gilles Aillaud, Francesco Casorati, Giorgio Griffa, Iela Mari, Lisa Ponti, Richard Müller, Franco Matticchio, Gabriella Giandelli, Mara Cerri, Guido Scarabottolo, Jessica Carroll, Vanni Cuoghi, Karmen Corak, Ivan Zanoni e numerosi altri autori.

A tenere insieme lavori così differenti è una stessa alterazione delle proporzioni: rendere centrale ciò che normalmente consideriamo marginale. L’insetto obbliga l’artista, come l’osservatore, a ridurre la distanza. Il suo corpo è struttura, geometria, colore, simmetria; ma è anche metamorfosi, fragilità, attrazione e repulsione. Una presenza minima sulla quale culture e periodi differenti hanno proiettato significati molto più grandi delle sue dimensioni. C’è inoltre qualcosa di profondamente contemporaneo nel tornare oggi a un libro costruito quasi due secoli e mezzo fa attraverso l’osservazione ravvicinata del mondo naturale. L’immagine di Utamaro nasce da un’attenzione prolungata, dalla capacità di distinguere e descrivere differenze infinitesimali. La mostra sembra così ricordare indirettamente che guardare significa anche scegliere una scala: ciò che appare insignificante da lontano può diventare un intero universo quando viene avvicinato. Gli insetti di Utamaro non chiedono di essere ingranditi per diventare importanti. Chiedono piuttosto che sia il nostro sguardo a cambiare dimensione. In fondo La poesia degli insetti nasce da un gesto molto semplice e sempre meno scontato: accorgersi di ciò che abbiamo davanti prima che scompaia dal nostro campo visivo.

Songs of the Garden. La poesia degli insetti, Galleria dell’Incisione, Brescia, 26 settembre-29 novembre 2026.

Bianca Castelbarco Albani, 24 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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