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ARCHEOLOGIA

Gli studi più recenti concordano sul riconoscere testa e torso, per anni custoditi separatamente, appartenenti alla stessa scultura che ora è esposta al Museo archeologico regionale della città in provincia di Siracusa, proprio dove le due parti furono ritrovate

Sono le cinque maggiori scoperte per il 2025, secondo il direttore della Bmta Ugo Picarelli e il direttore di «Archeo» Andreas Steiner: il mausoleo di Bulqize in Albania, il porto di Taposiris Magna in Egitto, la sala da banchetto con il corteo di Dioniso a Pompei, la testa di fanciulla di Vulci e i mosaici di Eraclea al Lakmo in Turchia. Il premio sarà consegnato il 30 ottobre

Dal 12 settembre al 25 aprile 2027 Palazzo Meizlik presenta nello stesso percorso espositivo il Codex Forojuliensis, conservato a Cividale del Friuli, e i frammenti del volume marciano provenienti da Praga e Venezia

Quattro puntate sulle orme del diplomatico francese e collezionista di antichità ai tempi della Restaurazione che il 18 maggio 1826 intraprese in incognito il suo viaggio nella «Terra dei Vasi» in Puglia 

La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata ha provveduto subito a registrare, recuperare e mettere in sicurezza vasi e recipienti emersi nei pressi del cimitero, dove si presume ci fosse un complesso sepolcrale del VI secolo a.C.

A Roma sono in mostra 72 immagini del maestro che ha scardinato i codici della fotografia di moda liberando le modelle dalle loro pose canoniche, per immortalare la «donna reale»

Una lastra di marmo reca un’iscrizione dedicata al rito religioso che accompagnava nell’antica Roma il verificarsi di questo fenomeno naturale, allora ritenuto una manifestazione della volontà divina

Restaurato e nuovamente leggibile nella galleria sotterranea del Colle Oppio, il Grande Mosaico delle Terme di Traiano conserva una monumentale architettura teatrale popolata da statue e figure. Ma lo scavo ha riservato un'ulteriore sorpresa: sotto le parti già note è riemersa una nuova fascia musiva con una città portuale e costruzioni affacciate probabilmente sul mare. Insieme alla vicina «Città Dipinta», il complesso restituisce uno spettacolare frammento della Roma del I secolo d.C. Dal 12 settembre le prime aperture sperimentali al pubblico.

 

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A rendere la scoperta particolarmente preziosa è però ciò che non è accaduto al complesso: in seicento anni non è mai stato saccheggiato. A differenza di altre sepolture violate in epoca coloniale, qui sono stati infatti trovati i resti di 38 persone, sepolte insieme a un ricco corredo

Il record precedente si riferiva a un ritrovamento effettuato a Nousiainen nel 1895: comprendeva circa 1.700 esemplari, insieme ad altri oggetti, per un peso complessivo di circa 2,2 kg

A nove anni dall’incendio che ne aveva danneggiato le strutture, il sito è stato restaurato e reso agibile. Sono stati conservati, ove possibile, anche i segni lasciati dal fuoco

Si è concluso l’intervento di restauro e valorizzazione dell’esedra e della galleria sotterranea di Colle Oppio, al cui interno sono conservate opere come la «Città dipinta» e la musiva «della Musa e del Filosofo». Nel weekend le prime visite gratuite, su prenotazione

I ritrovamenti ben rappresentano le trasformazioni dell’antica metropoli della regione della Paflagonia, dalla cultura pagana all’avvento del Cristianesimo

Il frammento di pietra rinvenuto ad Ani racconta la devozione e il gusto ornamentale dell’epoca, mentre la calligrafia trasforma l’iscrizione religiosa in parte integrante dell’architettura funeraria

Gli scavi, ad opera di una missione ispano-egiziana, hanno fatto riemergere una mastaba di medie dimensioni dotata di due cappelle funerarie. La tomba era già stata individuata dall’egittologo ottocentesco francese Auguste Mariette

In otto grotte esplorate dal Lost Land Bridge Project sono emerse testimonianze che i ricercatori ritengono risalire ad almeno 15mila anni fa, circa 5mila anni prima delle evidenze finora considerate più antiche del Paese

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