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ARCHEOLOGIA
Nel quartiere di Saint-Crépin, a Soissons, uno scavo preventivo legato alla posa di una rete di teleriscaldamento ha riportato alla luce un raro pavimento gallo-romano della fine del I secolo d.C. Il mosaico, probabilmente appartenente al salone di rappresentanza di una ricca villa, combina una parte in malta cementizia e una decorata a tessere. Al centro, geometrie bianche e nere; in un angolo, un piccolo delfino dalle pinne rosse.
Ad Austrått, presso Sandnes, un escursionista ha trovato sotto le radici di un albero sradicato una rara guarnizione d’oro per fodero di spada, databile alla prima metà del VI secolo. L’oggetto, decorato con animali stilizzati e tracce di filigrana, apparteneva con ogni probabilità a un’arma d’élite e potrebbe essere stato deposto intenzionalmente come offerta. Il ritrovamento rafforza l’ipotesi che l’area di Hove fosse un importante centro di potere della Norvegia occidentale durante il Periodo delle Migrazioni.
Dopo tre anni di chiusura, dal 4 settembre la Piramide Cestia torna accessibile al pubblico con visite gratuite diurne e serali fino al 31 ottobre. Gli interventi della Soprintendenza Speciale di Roma, realizzati nell’ambito del Pnrr-Caput Mundi, hanno interessato illuminazione, accessibilità, verde e apparati informativi. Costruito tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Gaio Cestio Epulone, il monumento resta una delle testimonianze più spettacolari dell’egittomania che attraversò Roma dopo la conquista dell’Egitto da parte di Augusto.
Nella contea di Prahova, a nord-est di Bucarest, un cercatore di metalli autorizzato ha rinvenuto un deposito di circa 3.000 anni fa composto da tre massicci collari d’oro, piccole asce, ruote di ferro e un bracciale di bronzo. Gli ornamenti, per oltre 300 grammi complessivi, sembrano essere stati ripiegati e deposti intenzionalmente. Il loro inquadramento cronologico, tra Età del Bronzo e prima Età del Ferro, potrebbe costringere gli archeologi a rivedere la datazione di manufatti analoghi.
A Karahantepe, nel sud-est della Turchia, gli scavi del 2026 hanno restituito una scultura composita alta 70 centimetri con una figura umana seduta sul dorso di un leopardo. Il reperto, annunciato il 25 agosto dal Ministero della Cultura e del Turismo turco, amplia il repertorio figurativo di uno dei siti chiave del primo Neolitico e riapre la questione del significato attribuito ai grandi predatori nelle comunità che, oltre 11mila anni fa, stavano sperimentando nuove forme di vita sedentaria.
Per secoli erano stati interpretati come semplici marchi di lavorazione. Uno studio condotto da Anna Urszula Kordas dell’Università di Varsavia sui 626 segni della Porta di Tauchira, nell’antica Tolomeide in Libia, ricostruisce invece un articolato sistema di organizzazione del cantiere ellenistico: squadre di muratori, officine, controllo dei pagamenti e forse finanziatori privati. Un raro documento materiale sull’economia della costruzione nel mondo greco.
Nuove ricerche archeologiche nell’antica Apollonia, sulla costa orientale della Libia, hanno portato alla riscoperta di un raro ippodromo di tradizione greca e all’identificazione di un teatro finora sconosciuto affacciato sul Mediterraneo. Le strutture ampliano considerevolmente la geografia pubblica e monumentale dell’antico porto di Cirene, parte del quale giace oggi sotto il mare, e aprono nuovi interrogativi sul ruolo della città nella Cirenaica ellenistica.
Le decorazioni della residenza scoperta ad Adramytteion, nell’attuale provincia turca di Balıkesir, restituiscono uno spaccato della vita e della cultura dell’élite di quasi 2mila anni fa. Di rilevante interesse anche il sistema abitativo sofisticato e progettato con grande attenzione
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Non è stata svelata l’identità dei colpevoli che avrebbero contrabbandato una testa colossale di Cleopatra, una stele di Tutankhamon e il sarcofago di una sacerdotessa, ma i dettagli del caso sono molto simili alle accuse mosse contro i figli del mercante tedesco Serop Simonian
Un'inedita scultura in pietra risalente a 11.000 anni fa, dove una figura antropomorfa sovrasta il dorso di un predatore
L’imponente direttrice urbana è stata rinvenuta a Side, antica città portuale sulla costa mediterranea dell’attuale provincia di Antalya. La scoperta più significativa riguarda la Porta di Eracle, la cui decorazione comprende rilievi con le dodici fatiche compiute dall’eroe della mitologia greca, oltre a rappresentazioni di Atena, Zeus, Artemide, Igea e Tyche
Nell’area dell’antica agorà di Smirne, nell’odierna İzmir, gli archeologi hanno completato lo scavo di una stanza pavimentata da un mosaico databile tra IV e VI secolo d.C. Geometrie, motivi vegetali, eleganti foglie d’edera a forma di cuore e un possibile Nodo di Salomone restituiscono il gusto decorativo della città tardoantica. Il ritrovamento racconta anche la continuità urbana del sito: nel XIX secolo una struttura ottomana fu costruita sopra il pavimento antico, apparentemente senza distruggerlo.
Oltre 2.600 monete sono state rinvenute durante gli scavi di emergenza condotti dalla spedizione della Regione di Mosca dell’Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze
I frammenti della scultura marmorea alta 2,14 metri, rinvenuti a Kibyra, dove sono attive delle campagne di scavo dal 2006, sarebbero databili intorno al 130 d.C. e offrono una rara immagine del sovrano che guidò Roma dal 117 d.C. al 138 d.C.
Ad Aspendos, nell’odierna provincia turca di Antalya, gli scavi lungo l’antica Via del Teatro hanno restituito un mosaico del III secolo d.C. con la personificazione giovanile dell’Eurimedonte, il fiume da cui dipendevano agricoltura, commerci e prosperità urbana. Il ritrovamento amplia l’immagine di una città conosciuta soprattutto per il suo celebre teatro e restituisce il rapporto tra acqua, identità civica e cultura figurativa nell’Anatolia romana.
Gli abitanti avrebbero lasciato il villaggio in maniera organizzata, portando con sé gran parte dei propri averi, nel corso del Medioevo. Sotto il terreno sono emerse file di numerose capanne seminterrate, strutture lignee ormai scomparse ma riconoscibili attraverso i piani scavati nel suolo, oltre a fosse per lo stoccaggio, due pozzi e un articolato sistema di fossati















