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ARCHEOLOGIA

Una pietra incisa individuata da un abitante di Behbeit el-Hagar, nel delta del Nilo, ha portato alla scoperta dei resti di due colossali statue reali. Tra questi, una testa di granito alta 1,60 metri, attribuita a Ramses II grazie alle iscrizioni geroglifiche, che apparteneva a un monumento originariamente alto circa 8,5 metri. Il ritrovamento, annunciato dal Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, potrebbe contribuire a ricostruire una fase ancora poco conosciuta della storia del sito, celebre per il Tempio di Iside costruito molti secoli dopo il regno del faraone.

Nella necropoli arcaica di Rasnica, nei pressi del lago di Ohrid, gli archeologi hanno riportato alla luce una sepoltura risalente a circa 2.600 anni fa, con un eccezionale corredo di armi, gioielli e oggetti preziosi. Accanto a un elmo di bronzo, uno scudo, una spada e diverse lance è stata rinvenuta una sottile lamina d'oro che potrebbe aver ricoperto il volto del defunto. La scoperta, successiva a un'altra ricca tomba individuata nel 2024, rafforza l'importanza del sito per lo studio delle élite balcaniche del VI secolo a.C. e dei loro rapporti con il mondo mediterraneo.

A Tiversky Gorodok, un insediamento fortificato medievale nella regione russa di Leningrado, gli archeologi hanno riportato alla luce un tesoro di oltre due chilogrammi d'argento, composto da gioielli, medaglioni, ornamenti e monete. Tra i reperti spiccano due rarissimi bratteati svedesi dell'XI-XII secolo, che raddoppiano il numero degli esemplari finora conosciuti, e un dirham arabo del X secolo. Il deposito, probabilmente nascosto tra la seconda metà del XII e il XIII secolo, offre nuove testimonianze degli scambi commerciali e culturali tra Scandinavia, Carelia e Rus' medievale, tra simboli cristiani e possibili riferimenti alla mitologia norrena.

L’ultima campagna di scavi, condotta dall’Ufficio statale per la gestione del patrimonio e l’archeologia della Sassonia-Anhalt sotto la direzione del professor Felix Biermann, ha portato alla luce un edificio in pietra databile al X secolo

Il cuore del museo, inaugurato il 10 ottobre, è l’antica struttura fondata nell’XI secolo lungo la Via Francigena per accogliere e assistere pellegrini e viandanti, la cui quotidianità viene raccontata attraverso ceramiche, manufatti in osso, oggetti in metallo e vetro nel Loggiato Mediceo

Dopo la tappa veneziana, apre a Milano, in una veste nuova e complementare, la mostra che mette a confronto le proprietà benefiche dei santuari etruschi e veneti, luoghi di aggregazione e di scambi commerciali e culturali, con uno sguardo anche alla Sardegna nuragica

Nella baia di Gnjilna, presso l'isola croata di Vis, gli archeologi subacquei hanno documentato un relitto del IV-III secolo a.C. con circa sei metri di struttura lignea conservata, anfore da trasporto e un raro insieme di ceramiche greche da mensa. Alcuni recipienti presentano iscrizioni che potrebbero indicare i nomi dei proprietari, forse membri dell'equipaggio. Le indagini, condotte tra il 2023 e il 2025 dall'Istituto croato per la conservazione, aprono nuove prospettive sul commercio e sulla vita a bordo delle navi nell'Adriatico ellenistico.

Durante gli scavi per un nuovo quartiere residenziale a Ramat Rachel, a sud di Gerusalemme, l'Autorità israeliana per le antichità ha riportato alla luce un tratto di 300 metri dell'Acquedotto Inferiore, attribuito all'epoca dei re asmonei. Lungo oltre 21 chilometri, il sistema trasportava l'acqua dalle sorgenti a sud di Betlemme alla città sfruttando una pendenza di appena un metro per chilometro. Utilizzato, riparato e trasformato per quasi due millenni, sarà conservato e integrato nel nuovo insediamento urbano.

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A Jandial, fuori dalle mura dell’antica città di Sirkap, una campagna di scavi ha riportato alla luce un sito di quasi 100 metri di lunghezza per oltre 50 di larghezza. La sua funzione rimane ancora da accertare

Dagli scavi di Kayalıpınar sono emerse 184 tavolette e frammenti in scrittura cuneiforme, che ne fanno una delle più importanti concentrazioni di documenti ittiti rinvenute nel XXI secolo e al di fuori della capitale Ḫattuša

A Monteleone Sabino, in provincia di Rieti, il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio ha documentato un acquedotto sotterraneo attribuito all'età preromana, scavato direttamente nella roccia per almeno cento metri. Le indagini, condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, hanno individuato un articolato sistema di gallerie trasversali utilizzate durante la costruzione. La scoperta contribuisce a ricostruire le conoscenze tecniche e l'organizzazione territoriale delle comunità sabine legate all'antica Trebula Mutuesca.

Rinvenuto casualmente nel 2019 nella steppa dell'Uybat, nella Siberia meridionale, uno scudo circolare in ferro di circa 65 centimetri di diametro è stato analizzato da Alexander Poselyanin e Oleg Mitko in uno studio pubblicato nel 2026. Composto da quattordici piastre rivettate, il manufatto presenta caratteristiche riconducibili alle officine del Vicino Oriente ed è confrontabile con un solo altro esemplare noto, scoperto nella regione del lago d'Aral. La sua presenza in Siberia documenta l'ampiezza delle connessioni militari e culturali durante l'epoca mongola.

Nel sito archeologico di Grand, nel dipartimento francese dei Vosgi, gli scavi avviati nel 2022 hanno restituito oltre mille dadi in osso concentrati nei pressi di un piccolo edificio romano. La scoperta, emersa progressivamente durante le campagne successive, riguarda un antico centro gallo-romano noto per un grande anfiteatro, un mosaico monumentale e il culto di Apollo Grannus. Gli archeologi valutano diverse ipotesi: un laboratorio artigianale, uno spazio destinato al gioco oppure un luogo con funzioni rituali e divinatorie.

Il «Coptic Project», una ricerca pubblicata dall’Università di Cambridge dedicata al paesaggio egiziano tra il III e il VII secolo d.C., ha l’obiettivo di ricostruire le relazioni tra insediamenti cristiani, mobilità ed economia

L’opera del II secolo d.C. testimonia l’incontro tra le tradizioni artistiche egizia, greca e romana. Il dipinto sarà esposto al Museo dell’Ara Pacis dal 5 novembre, accanto a decine di ritratti del Fayum, nella mostra dedicata all’arte del ritratto nell’antichità

La Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio tornano visitabili il 21 ottobre. Prosegue il Progetto Domus, il programma di restauro che valorizza alcune delle dimore più significative dell’antica città romana

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