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ARCHEOLOGIA
Sembrava concluso a quota 4.886, poi il campo ha cominciato nuovamente a restituire argento. Il tesoro di Mørstad, nella Norvegia orientale, ha ormai raggiunto circa 5.200 monete ed è il più grande deposito monetale dell’epoca vichinga mai rinvenuto nel Paese. Sepolto probabilmente intorno al 1046-47, contiene emissioni norvegesi e straniere e apre nuove domande sulla circolazione di argento, uomini e potere nel Mare del Nord. Ma il mistero principale rimane: perché qualcuno accumulò qui migliaia di monete senza tornare a recuperarle?
Una statuetta in piombo raffigurante la Venere Pudica è stata scoperta nell’insediamento romano di Pilisszentiván-Hárs-erdő, nell’entroterra di Aquincum, a nord-ovest dell’odierna Budapest. È la prima testimonianza direttamente associabile alla sfera religiosa individuata nel sito, scavato da quattro anni dagli archeologi dell’Università Eötvös Loránd. Insieme a specchi, monete, spille, utensili e ceramiche, il piccolo reperto permette di ricostruire una dimensione sempre più privata della vita di una comunità rurale romana.
Al largo di Adrasan, sulla costa mediterranea della Turchia, gli archeologi stanno scavando una nave mercantile affondata tra la tarda età ellenistica e la prima età romana con migliaia di stoviglie a bordo. Sono state riconosciute 122 forme e dimensioni diverse e nel 2025 erano già stati recuperati 6.511 reperti ceramici integri. Il carico è collegato alla regione dell’antica Rhosus, celebre per una produzione che potrebbe essere quella dei «Rhosica vasa» ordinati da Cicerone nel I secolo a.C. Un’identificazione ancora discussa, ma che trasforma il relitto in una testimonianza eccezionale del commercio mediterraneo della ceramica.
È riemerso a soli dieci centimetri di profondità sul monte Geumseong, in Corea del Sud, durante un’operazione militare di sminamento. L’Hwangja Hwatong è un piccolo cannone portatile in bronzo, lungo meno di 24 centimetri, che i ricercatori datano al 1377 o al 1437: in entrambi i casi sarebbe la più antica arma da fuoco a polvere da sparo conservata in Corea. Ma a renderlo eccezionale è soprattutto un’iscrizione di 28 caratteri che conserva il nome del funzionario che ne supervisionò la produzione e quello dell’artigiano che materialmente lo realizzò.
Quattro delle sei corsie di via dei Fori Imperiali saranno restituite a pedoni e biciclette, spariranno i marciapiedi e una nuova pavimentazione metterà in relazione la strada con la geometria degli antichi Fori. È il cuore del CArMe, il piano da 191 milioni di euro e oltre 80 interventi che interessa 106 ettari della Roma archeologica. Ma la pedonalizzazione, per ora, sarà incompleta: autobus e altri mezzi autorizzati continueranno a percorrere le due corsie centrali. L'obiettivo di eliminare del tutto il traffico è legato alla futura stazione Venezia della Metro C.
Strutture e murature in ciottoli: le ultime scoperte a Gravisca, l’antico porto etrusco di Tarquinia
È da poco terminata la campagna di scavo annuale nell’area del santuario emporico. Oltre agli elementi pertinenti all’età etrusca, sono stati rinvenuti resti di abitazioni, impianti produttivi, una strada e una necropoli che risalgono alla fase romana
La Nuova Passeggiata Archeologica di Roma, opera simbolo del restyling dei Fori imperiali, sarà aperta entro l’estate del 2027. Restauri e altri progetti sono in via di completamento
Tra i ritrovamenti effettuati (tutti di vestigia di epoca carolingia o ottoniana, comprese quindi tra IX e X secolo) quello di una struttura fortificata e quella di un muro largo quasi due metri, che potrebbe essere appartenuto a una torre. Il cosiddetto Palazzo del vescovo si sviluppava probabilmente su più piani
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Per il biennio 2026-2027 si prevede infatti un episodio di intensità eccezionale, che potrebbe mettere a rischio oltre 10mila siti archeologici lungo la costa del Paese, alcuni dei quali documentano una storia che risale a 12mila anni fa
In compagnia di Daniele Manacorda visitiamo la mostra «Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico», al Parco Archeologico del Colosseo fino al 18 ottobre
L’iniziativa è promossa dall’Istituto Centrale per l’Archeologia ed è concepita come un laboratorio permanente di confronto metodologico e scientifico. Si parte il 22 ottobre
Nella necropoli meotica di Vinogradny 1, nel Caucaso occidentale, gli archeologi hanno riesaminato una sepoltura del I secolo a.C. appartenuta a un giovane guerriero a cavallo. Accanto alle armi e allo scheletro dell’animale sono emersi un kantharos inciso con un pentagramma e uno statere d’oro collocato sotto la mandibola del defunto, interpretato come possibile «obolo di Caronte». La tomba occupava una posizione privilegiata all’interno di un’area rituale dove è stata rinvenuta una seconda moneta d’oro.
Undici quinari d’argento del I secolo a.C. sono stati rinvenuti a Singen, in Turingia, durante i lavori per la costruzione di una nuova caserma dei vigili del fuoco. Potrebbero sembrare pochi, ma costituiscono il più grande tesoro monetale celtico di questo periodo finora documentato nella regione. Le monete furono nascoste insieme, probabilmente all’interno di un contenitore in materiale organico, e mai recuperate dal proprietario.
In una villa romana di Adramytteion, nell’odierna Turchia occidentale, gli archeologi hanno individuato nei mosaici del II-III secolo d.C. un gatto e un cane accompagnati dai loro nomi: «Smeraldo» e «Okyanos», Oceano. Le immagini fanno parte di un ricco pavimento con quindici pannelli figurativi nel quale animali domestici convivono con Medusa, Eros, pesci e figure mitologiche. Un dettaglio apparentemente minore che restituisce qualcosa di raro: una traccia della vita privata degli abitanti della casa.
È stato presentato ieri alla Fondazione Luigi Rovati di Milano il libro di Stefano Bruni sulla fortuna degli Etruschi nella cultura italiana tra Otto e Novecento
L’iniziativa si concentra su un edificio di notevoli dimensioni, a breve distanza dal nucleo principale della villa. Gli archeologi dovranno stabilire la cronologia delle strutture, comprenderne la funzione e ricostruire i rapporti con gli altri edifici del complesso














