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ARCHEOLOGIA
Dal 10 luglio al 15 novembre 2026 il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia ospita In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto, mostra curata da Vincenzo Bellelli e Maria Cristina Tomasetti. Il progetto riunisce sette tombe dipinte, reperti eccezionali e un nuovo allestimento della Sala delle Tombe Dipinte, offrendo una lettura aggiornata dei rapporti tra due grandi metropoli etrusche e della complessa storia conservativa di questi fragili capolavori.
Tra mosaici, ville imperiali, antiche basiliche e tesori custoditi nella Biblioteca Oliveriana, due itinerari gratuiti raccontano la storia di Pisaurum, la Pesaro di duemila anni fa
Dal 9 luglio è possibile accedere di nuovo all’edificio dopo quasi trent’anni di chiusura e grazie a un lungo intervento di restauro avviato oltre dieci anni fa nell’ambito della collaborazione tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute,
A questo disco di metallo, databile alla metà del V secolo a.C., è dedicata la mostra «Il Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca», che riporta il prezioso manufatto nel suo luogo di origine, in provincia di Grosseto
Il complesso urbano è emerso durante gli scavi nel sito archeologico di Ain Al-Sabil e fornisce una testimonianza sulla presenza umana nell’oasi di Dakhla tra IV e V secolo d.C.
Dal primo luglio, grazie a una convenzione scientifica sottoscritta dall’Università Uludağ di Bursa, l’Università della Calabria e l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, sono in corso le ricerche sui resti del complesso monumentale del lago di Iznik individuato nel 2014
Una colletta lampo (in meno di un mese) permette il prosieguo degli scavi tra luglio e ottobre da parte della missione giapponese che opera sul sito dal 2002
L’apparato musivo sarà oggetto di pulitura per rimuovere polveri e alterazioni accumulate negli anni al fine di riottenere la lucentezza dei colori e una piena leggibilità dell’apparato iconografico, per poi essere valorizzato a livello espositivo
Articoli precedenti
Nel Delta orientale, una missione egiziana ha scoperto un abitato molto particolare: abbastanza insolite sono le sepolture che prevedevano strutture in mattone crudo le cui mura esterne sembrerebbero riprendere la decorazione delle mastaba dell’Antico Regno e al cui interno il defunto era deposto in posizione fetale senza essere stato preventivamente mummificato
Dal 3 luglio l’edificio teatrale, «ricucito» al centro storico, è visitabile dopo quasi quattro anni di lavori, che hanno reso possibile l’apertura di un percorso di visita corredato da pannelli esplicativi e da un nuovo sistema di illuminazione
Nell’Aula Ottagona-Museo dell’Arte Salvata reperti e IA illustrano la stagione «romana» della vita e dei commerci delle oasi
Nell’antico villaggio abbandonato, sito tra i comuni di Sorso e Sennori (Ss), una nuova campagna di scavi si è concentrata all’interno del perimetro di un’abitazione distrutta da un incendio attorno al 1350. Le indagini hanno però evidenziato livelli più antichi, risalenti al Duecento e all’età giudicale (XI-XII secolo)
Il sito è un complesso di epoca romana collocabile tra l’età repubblicana e quella imperiale. L’insediamento era articolato in due aree: una parte produttiva, destinata alla trasformazione dell’uva in vino, e una parte residenziale, affacciata verso il mare
Negli scavi di Casas del Turuñuelo, in Estremadura, gli archeologi hanno riportato alla luce metà di un eccezionale carro votivo in bronzo del V secolo a.C., il primo esemplare del genere mai rinvenuto nella Penisola Iberica. Il reperto, ricco di figure mitologiche e simboli religiosi, offre nuove informazioni sulla civiltà dei Tartessi, una delle culture più enigmatiche dell'Occidente mediterraneo.
Il rinvenimento estende sensibilmente e permette anche di leggere in modo nuovo l’area conosciuta della necropoli del Conero. Nel sepolcro gli archeologi hanno trovato i resti di un carro a due ruote, insieme con un gruppo di armi, bronzi e oggetti di pregio
Fra dipinti che raccontano il tempo degli Etruschi e prestiti internazionali del prezioso corredo, l’esposizione «Il ritorno degli eroi» può essere il volano del Museo Etrusco più importante al mondo















