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ARCHEOLOGIA

Una lastra riutilizzata all'interno di un tumulo funerario della cultura Tagar, in Khakassia, conserva rare incisioni di due cavalli e una capra accanto a figure antropomorfe probabilmente più antiche. Le differenze tecniche e compositive suggeriscono che il kurgan sia stato modificato nel corso di più generazioni, trasformando il monumento funerario in un luogo continuamente riscritto tra l'VIII e il III secolo a.C.

Uno studio pubblicato sul «Journal of Archaeological Science» ha analizzato oltre cento manufatti dell’Età del Bronzo provenienti dall’attuale Grecia. Tredici anelli contengono nichel in quantità compatibili con l’impiego di ferro meteoritico. Rinvenuti soprattutto in contesti funerari di prestigio e associati a oro e argento, potrebbero essere stati simboli di rango delle élite minoiche e micenee.

Il ritrovamento è avvenuto nel corso dei lavori per la sostituzione della rete del gas. I reperti ora verranno protetti e ricoperti sotto la supervisione della Soprintendenza

Secondo l’accusa, alcune attività di scavo non autorizzato avrebbero provocato danni al sito archeologico medievale di Solkhat e comportato la sottrazione di reperti

Il parco campano ha programmato un calendario di aperture straordinarie dal 28 agosto al 10 ottobre tra Pompei, Oplontis, Boscoreale e Stabia per spettacoli, rievocazioni e attività culturali

I fragili resti di un neonato rinvenuti nel sito di Ripari Alti, nella valle di Lamen, nel Bellunese, conservano la traccia di una frattura prodotta durante un parto difficile. Secondo lo studio coordinato dall’Università di Trento, sarebbe la più antica prova archeologica diretta finora documentata di una manovra ostetrica: un tentativo di estrazione compiuto quasi seimila anni fa.

In un sepolcro del periodo degli Stati Combattenti, nella Cina nord-occidentale, gli archeologi hanno trovato un recipiente di bronzo ancora sigillato con 3,7 litri di una bevanda fermentata a base soprattutto di miglio. Le analisi chimiche e microscopiche ne hanno ricostruito composizione e possibile processo produttivo. Per quantità e stato di conservazione, il ritrovamento offre una rara testimonianza diretta sulle pratiche alimentari, rituali e funerarie della Cina precedente all’unificazione imperiale.

L’oggetto è una composizione moderna realizzata con materiali antichi, ma la restituzione dell’anno scorso ha comunque un grande valore per quella popolazione. Ora l’oggetto andrà in mostra al Museo delle Culture di Oaxaca, ma è destinato a quello di Villa de Tututepec

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Per tre settimane, un team composto da studenti e da specialisti di archeologia alpina lavorerà nell’area dell’attuale Pineta alla ricerca di testimonianze dell’antichità valtellinese

Si trova in località Casalaccio, nella Tuscia, in un’area compresa tra Viterbo e Vitorchiano. Tra vari oggetti appartenenti a diversi corredi funerari rinvenuto anche il teschio di un uro, un’antica specie di bovino. Le sepolture sono datate dal V secolo a.C. al II secolo d.C.

Ventitré reperti archeologici siriani, prestati nel 2011 per una mostra a Parigi e rimasti in Francia durante gli anni della guerra civile e dell'isolamento diplomatico del regime di Bashar al-Assad, sono stati restituiti al Museo Nazionale di Damasco. Il rimpatrio, avvenuto in occasione della visita del presidente Emmanuel Macron, rappresenta il primo grande accordo culturale tra la Siria post-Assad e un Paese occidentale e potrebbe aprire una nuova stagione di cooperazione internazionale per il recupero del patrimonio disperso.

Realizzato in Egitto tra il 285 e il 250 a.C., il più antico frammento conosciuto dell'Odissea è tornato in esposizione nelle gallerie del Metropolitan Museum of Art di New York. Il prezioso papiro conserva una delle prime testimonianze del poema omerico e include tre versi assenti nella tradizione testuale moderna, offrendo uno sguardo diretto sulla trasmissione orale e scritta del capolavoro dell'antichità.

I sepolcri riesumati sono di epoche diverse: uno è databile al Periodo Tardo; gli altri due risalgono invece all’epoca romana

Il rinvenimento, totalmente inaspettato, è stato effettuato nella duna di Maddalusa, una frazione della città di Agrigento. L’esemplare è in eccezionali condizioni di conservazione

Partite nello scorso mese di maggio, le operazioni rientrano in un più ampio programma di tutela delle testimonianze sommerse presenti nelle acque tra il Canale di Piombino e l’Arcipelago Toscano

La stessa monetazione della città anatolica, con lo statere locale che raffigurava due lottatori in azione, testimonia quanto questa disciplina permeasse la stessa identità civica del luogo

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