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ARCHEOLOGIA
Al largo dell'isola di Kekova, sulla costa mediterranea della Turchia, gli archeologi dell'Università di Akdeniz studiano il carico di una nave affondata circa 4.700 anni fa. Le anfore potrebbero provenire dalla valle del Giordano e documentare antiche reti commerciali tra Levante, Anatolia e Mediterraneo orientale. Tra i reperti, un recipiente con nove incisioni e due fori potrebbe essere stato utilizzato per la lavorazione dei prodotti caseari, offrendo nuovi indizi sulla vita quotidiana degli equipaggi dell'Età del Bronzo.
Sedici anni fa, il cercatore di metalli John Hill individuò monete romane e frammenti di mosaico in un campo agricolo del Devon, nell'Inghilterra sud-occidentale. Oggi gli scavi dell'Università di Exeter e di Cotswold Archaeology hanno riportato alla luce un raro pavimento musivo a motivi floreali, appartenente a una grande villa romana con edifici agricoli e terme. Il mosaico, recuperato da un terreno sottoposto per decenni ad aratura, sarà conservato ed esposto al Tiverton Museum of Mid Devon Life.
A 18 anni dalla morte dell’archeologo, l’iniziativa vuole dare continuità alla visione e al lavoro del pioniere nella salvaguardia dei beni artistici e monumentali nelle aree di conflitto
Sulla Montagne de Saint-Laurent, nei pressi di Digione, gli archeologi dell'Inrap hanno individuato i resti di un grande complesso residenziale e religioso frequentato tra il V e l'inizio dell'VIII secolo. Edifici monumentali, una chiesa paleocristiana e tracce di riscaldamento a ipocausto suggeriscono la presenza di un centro di potere dell'élite borgognona. Una scoperta che documenta la persistenza delle tecniche costruttive romane nell'Europa successiva alla caduta dell'Impero d'Occidente.
Nel governatorato di Gharbia, nel delta del Nilo, il ritrovamento casuale di un blocco di granito rosa da parte di un agricoltore ha condotto alla scoperta di due statue monumentali attribuite a Ramses II. Tra i reperti, una testa alta 1,6 metri, appartenente a una scultura che potrebbe aver raggiunto gli 8,5 metri, e una seconda figura reale conservata per circa 2,4 metri. Il Ministero egiziano delle Antichità ha premiato l'agricoltore per aver segnalato il ritrovamento, mentre proseguono gli scavi per ricostruire la storia del sito.
Domenica 18 ottobre si terrà una visita guidata straordinaria nell’area archeologica di Orte per scoprire gli interventi di restauro e valorizzazione realizzati con i fondi del Pnrr
Gli scavi dell’Università Ca’ Foscari hanno individuato il complesso episcopale paleocristiano della città romana. Resta da rintracciare il battistero, che potrebbe trovarsi nella parte dell’isolato romano non ancora indagata. Il 17 ottobre è in programma una visita accompagnata
Non è sopravvissuta la struttura lignea dell’imbarcazione; gli studiosi hanno quindi concentrato le analisi su oltre trenta anfore e contenitori recuperati sul fondale. Il ritrovamento supera, per antichità, il precedente primato (il relitto dell’isola greca di Dokos, tradizionalmente datato a circa 4.200 anni fa)
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A Hierapolis si è tenuto il 13 e 14 ottobre il XVII Convegno dedicato alle missioni archeologiche italiane in Anatolia. Al centro dell’incontro nuove collaborazioni, dalla cooperazione tra Pompei ed Efeso alla valorizzazione del sito di Elaiussa Sebaste
Una pietra incisa individuata da un abitante di Behbeit el-Hagar, nel delta del Nilo, ha portato alla scoperta dei resti di due colossali statue reali. Tra questi, una testa di granito alta 1,60 metri, attribuita a Ramses II grazie alle iscrizioni geroglifiche, che apparteneva a un monumento originariamente alto circa 8,5 metri. Il ritrovamento, annunciato dal Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, potrebbe contribuire a ricostruire una fase ancora poco conosciuta della storia del sito, celebre per il Tempio di Iside costruito molti secoli dopo il regno del faraone.
Nella necropoli arcaica di Rasnica, nei pressi del lago di Ohrid, gli archeologi hanno riportato alla luce una sepoltura risalente a circa 2.600 anni fa, con un eccezionale corredo di armi, gioielli e oggetti preziosi. Accanto a un elmo di bronzo, uno scudo, una spada e diverse lance è stata rinvenuta una sottile lamina d'oro che potrebbe aver ricoperto il volto del defunto. La scoperta, successiva a un'altra ricca tomba individuata nel 2024, rafforza l'importanza del sito per lo studio delle élite balcaniche del VI secolo a.C. e dei loro rapporti con il mondo mediterraneo.
A Tiversky Gorodok, un insediamento fortificato medievale nella regione russa di Leningrado, gli archeologi hanno riportato alla luce un tesoro di oltre due chilogrammi d'argento, composto da gioielli, medaglioni, ornamenti e monete. Tra i reperti spiccano due rarissimi bratteati svedesi dell'XI-XII secolo, che raddoppiano il numero degli esemplari finora conosciuti, e un dirham arabo del X secolo. Il deposito, probabilmente nascosto tra la seconda metà del XII e il XIII secolo, offre nuove testimonianze degli scambi commerciali e culturali tra Scandinavia, Carelia e Rus' medievale, tra simboli cristiani e possibili riferimenti alla mitologia norrena.
L’ultima campagna di scavi, condotta dall’Ufficio statale per la gestione del patrimonio e l’archeologia della Sassonia-Anhalt sotto la direzione del professor Felix Biermann, ha portato alla luce un edificio in pietra databile al X secolo
Ad Altopascio apre il Mast: archeologia e realtà virtuale raccontano la storia dello Spedale del Tau
Il cuore del museo, inaugurato il 10 ottobre, è l’antica struttura fondata nell’XI secolo lungo la Via Francigena per accogliere e assistere pellegrini e viandanti, la cui quotidianità viene raccontata attraverso ceramiche, manufatti in osso, oggetti in metallo e vetro nel Loggiato Mediceo
Dopo la tappa veneziana, apre a Milano, in una veste nuova e complementare, la mostra che mette a confronto le proprietà benefiche dei santuari etruschi e veneti, luoghi di aggregazione e di scambi commerciali e culturali, con uno sguardo anche alla Sardegna nuragica
Nella baia di Gnjilna, presso l'isola croata di Vis, gli archeologi subacquei hanno documentato un relitto del IV-III secolo a.C. con circa sei metri di struttura lignea conservata, anfore da trasporto e un raro insieme di ceramiche greche da mensa. Alcuni recipienti presentano iscrizioni che potrebbero indicare i nomi dei proprietari, forse membri dell'equipaggio. Le indagini, condotte tra il 2023 e il 2025 dall'Istituto croato per la conservazione, aprono nuove prospettive sul commercio e sulla vita a bordo delle navi nell'Adriatico ellenistico.














