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ARCHEOLOGIA

I reperti del naufragio scoperto presso Mljet dimostrano che, nel pieno della crisi dell'Impero bizantino, continuavano a circolare funzionari imperiali, beni di lusso e rotte commerciali di alto livello. Monete imperiali, fibbie in oro decorate con rubini, smeraldi e perle, un rarissimo anello-sigillo e oltre seicento grammi di metalli preziosi. Il relitto bizantino scoperto presso l'isola croata di Mljet rappresenta il più importante ritrovamento aureo mai effettuato in un naufragio del Mediterraneo e apre nuove prospettive sulla storia dell'Impero d'Oriente.

Monete imperiali, fibbie in oro decorate con rubini, smeraldi e perle, un rarissimo anello-sigillo e oltre seicento grammi di metalli preziosi. Il relitto bizantino scoperto presso l'isola croata di Mljet rappresenta il più importante ritrovamento aureo mai effettuato in un naufragio del Mediterraneo e apre nuove prospettive sulla storia dell'Impero d'Oriente.

A renderne possibile la conservazione per circa 2.600 anni sarebbe stato l’intonaco delle pareti che, fondendosi per effetto delle altissime temperature, ha sigillato il legno incenerito

L’ingresso della nuova ricostruzione scientifica in bronzo di uno dei massimi capolavori della scultura greca inaugura l’iter di valorizzazione delle storiche matrici dell’ex Fonderia Chiurazzi, celebre anche per aver realizzato la Quadriga dell’Unità che domina l’Altare della Patria

Nel sito di Tell El-Deir le lastre funerarie ritrovate raffigurano il grifone, lo spirito-serpente Agathodaimon e Iside-Thermouthis

Le squadre di tecnici stanno ora alacremente lavorando per la conservazione dei bellissimi mosaici di un sito che, stando a quanto emerge, fu abitato ininterrottamente dal II al VI secolo d.C.

Si tratta della lapide di Sextus Congenius Verus, marinaio della flotta di Miseno, ritenuta dispersa dal 1943, scoperta negli Usa e ora riconsegnata al museo, che inaugurerà il riallestimento il 18 settembre

Nascosta dalla fitta vegetazione, sorge su un rilievo da cui si domina la piana di Macomer e gli altopiani di Abbasanta e Paulilatino, fino al golfo di Oristano

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Una volta appurato con tecnologie di ultima generazione che i pigmenti neri utilizzati per i graffiti della grotta di Font-de-Gaume non erano di natura minerale, il risultato delle indagini data le raffigurazioni a 13mila anni fa circa

Si sono conclusi gli interventi conservativi di manutenzione programmata che, come ogni anno, interessano l'area dell'abitato romano del Parco archeologico

Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista «Heritage» da ricercatori del Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, che hanno individuato quattro grandi categorie di danneggiamenti: «saccheggio tradizionale», «saccheggio meccanizzato», «militarizzazione» e «costruzioni o accampamenti»

L’iscrizione è avvenuta nel corso dei lavori della 48ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, che si tiene ancora fino al 29 luglio a Busan, in Corea del Sud. In Italia, è entrato nella Lista il sistema dei teatri condominiali del XVIII e XIX secolo dell'Italia centrale

Si chiude con il carcere la vicenda dell'Anfiteatro Berico, il presunto sito archeologico realizzato abusivamente sulle colline di Arcugnano, nel Vicentino. Promosso come una straordinaria scoperta con reperti dal Neolitico all'età romana e visitabile pagando un biglietto fino a 40 euro, il complesso era in realtà una costruzione contemporanea ottenuta assemblando e "invecchiando" artificialmente pietre moderne. Il caso riapre il tema dell'autenticità del patrimonio e della costruzione di false narrazioni archeologiche.

Dal 25 luglio al 10 gennaio 2027 il Museo archeologico nazionale di Taranto presenta "L'arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo", un progetto che intreccia archeologia, ricerca scientifica e contemporaneità. Al centro del percorso l'Atleta di Taranto, protagonista di nuove indagini sul DNA, accanto a oltre cinquanta reperti, confronti con le culture del Mediterraneo, opere contemporanee e cimeli dello sport moderno in occasione dei XX Giochi del Mediterraneo.

Il 24 luglio inaugura il Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo, un nuovo percorso di archeologia pubblica che rende accessibili, dalla riva e in acqua, i resti di un insediamento dell'Età del Bronzo, una necropoli romana e testimonianze di oltre tremila anni di navigazione nel Mediterraneo. Un progetto che trasforma il paesaggio costiero in un museo diffuso e restituisce alla collettività un patrimonio finora invisibile.

L’intervento ha restituito oltre un quarto della decorazione originaria del cenacolo, il cui soggetto racconta l’unione sacra tra Dioniso e Arianna. Determinante è stato il ritrovamento dei frammenti nel punto esatto del crollo

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