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ARCHEOLOGIA

Si è concluso l’intervento di restauro e valorizzazione dell’esedra e della galleria sotterranea di Colle Oppio, al cui interno sono conservate opere come la «Città dipinta» e la musiva «della Musa e del Filosofo». Nel weekend le prime visite gratuite, su prenotazione

I ritrovamenti ben rappresentano le trasformazioni dell’antica metropoli della regione della Paflagonia dalla cultura pagana all’avvento del Cristianesimo

Il frammento di pietra rinvenuto ad Ani racconta la devozione e il gusto ornamentale dell’epoca, mentre la calligrafia trasforma l’iscrizione religiosa in parte integrante dell’architettura funeraria

Gli scavi, ad opera di una missione ispano-egiziana, hanno fatto riemergere una mastaba di medie dimensioni dotata di due cappelle funerarie. La tomba era già stata individuata dall’egittologo ottocentesco francese Auguste Mariette

In otto grotte esplorate dal Lost Land Bridge Project sono emerse testimonianze che i ricercatori ritengono risalire ad almeno 15mila anni fa, circa 5mila anni prima delle evidenze finora considerate più antiche del Paese

Nel complesso tardoantico di Vrelo-Šarkamen, nella Serbia orientale, gli archeologi hanno scoperto un eccezionale balneum privato ricavato nel livello inferiore di una monumentale torre del palazzo associato al tetrarca Massimino Daia. Tre vasche, un sudatorio, una fornace e un sistema a ipocausto straordinariamente conservato restituiscono l’ingegneria e la dimensione privata della vita imperiale all’inizio del IV secolo. Secondo gli archeologi, una soluzione architettonica di questo tipo non avrebbe al momento confronti diretti conosciuti nel mondo romano.

Durante la 21ma campagna di scavi a Shahr-i Sokhta, uno dei maggiori centri urbani dell’Età del Bronzo nell’Iran sud-orientale, gli archeologi hanno individuato un tipo di gioco da tavolo finora sconosciuto nel sito. La scoperta è particolarmente significativa perché la «Città Bruciata» aveva già restituito nel 1977 uno dei più completi set da gioco del mondo antico. Regole e caratteristiche del nuovo ritrovamento devono ancora essere pubblicate: ma la presenza di giochi differenti potrebbe raccontare qualcosa di nuovo sulla vita sociale di una città fiorita 4.600 anni fa.

Se dopo la distruzione dell’etrusca Velzna (Orvieto) nel 264 a.C. la città fu trasferita in maniera forzata in prossimità del lago di Bolsena con il nome di Volsinii, il luogo sacro dei Rasna rimase nel suo luogo d’origine: lo confermano i risultati dello scavo, appena concluso, diretto da Simonetta Stopponi a Campo della Fiera

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La compresenza di tutte le fasi produttive permette di ricostruire una vera e propria sequenza di lavoro: dall’acquisizione della materia prima alla sua preparazione, fino alla realizzazione dell’oggetto. Un dato particolarmente significativo, perché indica che a Çayönü la lavorazione dei minerali non era più un’attività occasionale

A Ramat Gan, in Israele, i lavori per la costruzione di un terminal degli autobus rivelano come funzionava l’economia nel primo periodo islamico

La prima campagna sistematica del Proyecto de Investigación Arqueológica Wancasanga 2026 ha portato alla luce un articolato complesso di strutture destinate alla conservazione delle risorse statali, oltre a un sofisticato impianto di ventilazione

Tra i reperti spiccano inoltre elementi architettonici e frammenti statuari, molti risalenti al Nuovo Regno e al regno di Ramses II, realizzati in graniti e altre pietre, insieme a ceramiche, figurine fittili e ostraca, alcuni probabilmente appartenuti in origine al Grande Tempio di Ptah

Tra Batroun, Maaser el-Chouf, Tiro e Beirut sono stati individuati un torchio per la produzione dell’olio, pesi in terracotta e strumenti legati alla filatura e alla tessitura, oltre a un impianto termale di circa 2mila anni fa

Rita Freed pubblica le sue approfondite ricerche sulla regione della Nubia a partire dalle relazioni del territorio con la Valle del Nilo fino alle influenze del Sudan nell’immaginario culturale afroamericano. Un manifesto all’indipendenza e importanza artistica di una regione a lungo considerata satellite della civiltà egizia

Sekhentyu-Ptah assommava in sé numerose alte cariche statali e religiose, che ne testimoniano l’alto rango. Nel suo sepolcro è riemerso un corredo completo di oggetti rituali in alabastro

Affianco ai titoli regali del faraone, sull’architrave in arenaria rinvenuto nel sito archeologico di Tell Abu Saifi vi è un’iscrizione che cita un intervento di restauro su una statua del dio «Horus, Signore della città di Mesn»

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