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ARCHEOLOGIA
Nel complesso tardoantico di Vrelo-Šarkamen, nella Serbia orientale, gli archeologi hanno scoperto un eccezionale balneum privato ricavato nel livello inferiore di una monumentale torre del palazzo associato al tetrarca Massimino Daia. Tre vasche, un sudatorio, una fornace e un sistema a ipocausto straordinariamente conservato restituiscono l’ingegneria e la dimensione privata della vita imperiale all’inizio del IV secolo. Secondo gli archeologi, una soluzione architettonica di questo tipo non avrebbe al momento confronti diretti conosciuti nel mondo romano.
Durante la 21ma campagna di scavi a Shahr-i Sokhta, uno dei maggiori centri urbani dell’Età del Bronzo nell’Iran sud-orientale, gli archeologi hanno individuato un tipo di gioco da tavolo finora sconosciuto nel sito. La scoperta è particolarmente significativa perché la «Città Bruciata» aveva già restituito nel 1977 uno dei più completi set da gioco del mondo antico. Regole e caratteristiche del nuovo ritrovamento devono ancora essere pubblicate: ma la presenza di giochi differenti potrebbe raccontare qualcosa di nuovo sulla vita sociale di una città fiorita 4.600 anni fa.
Se dopo la distruzione dell’etrusca Velzna (Orvieto) nel 264 a.C. la città fu trasferita in maniera forzata in prossimità del lago di Bolsena con il nome di Volsinii, il luogo sacro dei Rasna rimase nel suo luogo d’origine: lo confermano i risultati dello scavo, appena concluso, diretto da Simonetta Stopponi a Campo della Fiera
La compresenza di tutte le fasi produttive permette di ricostruire una vera e propria sequenza di lavoro: dall’acquisizione della materia prima alla sua preparazione, fino alla realizzazione dell’oggetto. Un dato particolarmente significativo, perché indica che a Çayönü la lavorazione dei minerali non era più un’attività occasionale
A Ramat Gan, in Israele, i lavori per la costruzione di un terminal degli autobus rivelano come funzionava l’economia nel primo periodo islamico
La prima campagna sistematica del Proyecto de Investigación Arqueológica Wancasanga 2026 ha portato alla luce un articolato complesso di strutture destinate alla conservazione delle risorse statali, oltre a un sofisticato impianto di ventilazione
Tra i reperti spiccano inoltre elementi architettonici e frammenti statuari, molti risalenti al Nuovo Regno e al regno di Ramses II, realizzati in graniti e altre pietre, insieme a ceramiche, figurine fittili e ostraca, alcuni probabilmente appartenuti in origine al Grande Tempio di Ptah
Tra Batroun, Maaser el-Chouf, Tiro e Beirut sono stati individuati un torchio per la produzione dell’olio, pesi in terracotta e strumenti legati alla filatura e alla tessitura, oltre a un impianto termale di circa 2mila anni fa
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Rita Freed pubblica le sue approfondite ricerche sulla regione della Nubia a partire dalle relazioni del territorio con la Valle del Nilo fino alle influenze del Sudan nell’immaginario culturale afroamericano. Un manifesto all’indipendenza e importanza artistica di una regione a lungo considerata satellite della civiltà egizia
Sekhentyu-Ptah assommava in sé numerose alte cariche statali e religiose, che ne testimoniano l’alto rango. Nel suo sepolcro è riemerso un corredo completo di oggetti rituali in alabastro
Affianco ai titoli regali del faraone, sull’architrave in arenaria rinvenuto nel sito archeologico di Tell Abu Saifi vi è un’iscrizione che cita un intervento di restauro su una statua del dio «Horus, Signore della città di Mesn»
Gli archeologi dell’Institut national de recherches archéologiques préventives, impegnati in uno scavo preventivo su un’area di 750 metri quadrati in cui sarà edificata una abitazione, stanno attraversando più di due metri di stratificazioni che testimoniano un processo continuo di riuso e trasformazione del comune francese Tonnerre
Un piccolo recipiente di ceramica sepolto nel centro storico di Kolomna, a sud-est di Mosca, conteneva oltre 2.600 dengi d’argento della prima metà del XV secolo. Secondo gli archeologi russi è il più grande tesoro monetale completo di questa fase giunto intatto allo studio scientifico. Tra le monete compaiono rarissime emissioni locali con l’immagine di un uccello in volo: l’intero deposito potrebbe permettere di ricostruire quindici anni di attività della zecca cittadina e la circolazione del denaro mentre Mosca consolidava il proprio potere.
A Büklükale, nell’Anatolia centrale, gli archeologi hanno rinvenuto un piccolo sigillo a stampo con due figure animali, databile probabilmente tra la tarda età dei Karum e la prima fase ittita. L’oggetto, ancora in corso di studio, si inserisce in un sito già noto per tavolette cuneiformi ittite e hurrite e rafforza l’ipotesi di un centro strategico coinvolto nelle reti politiche, religiose e amministrative che precedettero e accompagnarono l’ascesa del potere ittita.
Nel quartiere di Saint-Crépin, a Soissons, uno scavo preventivo legato alla posa di una rete di teleriscaldamento ha riportato alla luce un raro pavimento gallo-romano della fine del I secolo d.C. Il mosaico, probabilmente appartenente al salone di rappresentanza di una ricca villa, combina una parte in malta cementizia e una decorata a tessere. Al centro, geometrie bianche e nere; in un angolo, un piccolo delfino dalle pinne rosse.
Ad Austrått, presso Sandnes, un escursionista ha trovato sotto le radici di un albero sradicato una rara guarnizione d’oro per fodero di spada, databile alla prima metà del VI secolo. L’oggetto, decorato con animali stilizzati e tracce di filigrana, apparteneva con ogni probabilità a un’arma d’élite e potrebbe essere stato deposto intenzionalmente come offerta. Il ritrovamento rafforza l’ipotesi che l’area di Hove fosse un importante centro di potere della Norvegia occidentale durante il Periodo delle Migrazioni.















