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ARCHEOLOGIA
Ai Musei Archeologici di Istanbul presentati i tesori antichi recuperati dopo decenni di dispersioni. Nella stessa sede, la mostra «No Way Out: Boubon» riunisce i bronzi degli imperatori romani trafugati dall’antica città di Boubon
Fotografie d’archivio, mappe e documenti raccontano la storica spedizione speleologica del 1926 nel complesso del Salernitano in una esposizione, promossa dalla Fondazione MIdA, allestita all’aperto e a ingresso gratuito. Intanto sono state recentemente riaperte la Sala del Paradiso e la Sala delle Spugne
Una collana con 24 amuleti infantili, strumenti per il trucco, profumi e 38 monete di bronzo: gli scavi nella casa di Cornelius Maximus, lungo via dell'Abbondanza, restituiscono gli oggetti personali abbandonati durante l'eruzione del 79 d.C. Un ritrovamento che suggerisce la presenza di una donna e permette di indagare il rapporto tra vita domestica, affetti e memoria individuale nella società romana.
Nella Casa di Cornelius Maximus, lungo via dell'Abbondanza, gli archeologi del Parco di Pompei hanno ricostruito un armadio ligneo sepolto dall'eruzione del 79 d.C. Al suo interno, una collana con almeno 24 amuleti infantili, strumenti per la cosmesi, recipienti, pesi e 38 monete di bronzo. Un insieme di oggetti che restituisce le abitudini domestiche, il lavoro e la memoria personale degli abitanti dell'antica città.
A Costanza, sul Mar Nero, gli archeologi hanno scoperto un sarcofago infantile dei secoli II-III d.C. rimasto sigillato per circa 1.800 anni. All'interno, una bara lignea, giocattoli di terracotta, amuleti in bronzo e resti di offerte floreali. L'eccezionale conservazione della sepoltura, individuata nella necropoli dell'antica Tomis, apre nuove prospettive sullo studio dell'infanzia, delle pratiche funerarie e della vita quotidiana nelle province romane.
Ad Al Aynain, vicino a Ibri, nel nord-ovest dell'Oman, uno scavo archeologico di emergenza ha riportato alla luce camere funerarie del III millennio a.C. con resti umani, vasi in ceramica integri, pugnali, asce e punte di freccia in rame e bronzo. I primi ritrovamenti suggeriscono collegamenti con la cultura mesopotamica di Jemdet Nasr e offrono nuove prospettive sulle relazioni tra la Penisola arabica e il Vicino Oriente antico.
Una nuova sezione del Museo Storico-Archeologico dell’Università del Salento racconta la sepoltura paleolitica scoperta nel 1968 nella Grotta delle Veneri: due individui, un uomo e una donna, sepolti uno di fronte all’altra, distesi sui fianchi e con le gambe intrecciate. Reperti, ricostruzioni scientifiche e contenuti multimediali restituiscono uno spaccato della vita dei cacciatori-raccoglitori nel Salento preistorico
Dopo anni di attesa e un investimento di un milione e mezzo di euro, annunciata l’apertura al pubblico del sito. L’area ospita le vestigia dell’anfiteatro (fine I-inizi II secolo d.C.), ritrovato parzialmente attraverso un intervento di recupero, scavo e restauro. È tutto esaurito per le visite guidate gratuite
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A sessant’anni da questa grave tragedia, il Museo Archeologico Nazionale e l’Istituto degli Innocenti celebrano la memoria di quei giorni con due esposizioni parallele. Fotografie, reperti, documenti e testimonianze raccontano i danni provocati dalla piena, il lavoro dei soccorritori e la rinascita delle due istituzioni
Tre placche decorative in bronzo raffiguranti draghi e creature fantastiche, rinvenute nel 2023 a Velikij Novgorod in strati archeologici del XIV-XV secolo, sono entrate nelle collezioni del Museo-Riserva Statale della città. L'analisi delle leghe metalliche e il confronto con reperti analoghi suggeriscono una provenienza dalla regione del Volga e possibili legami con la cultura militare dell'Orda d'Oro. Tra tecniche di fusione, iconografia orientale e circolazione degli oggetti di prestigio, i manufatti offrono una nuova testimonianza delle relazioni tra la Rus' medievale e il mondo mongolo.
A Nagapattinam, nell'India meridionale, gli archeologi hanno riportato alla luce due sculture in bronzo raffiguranti Shiva Nataraja, il dio della danza cosmica, e la sua consorte Sivakami. Rinvenute a un metro di profondità con i rispettivi piedistalli, le opere sono attribuite al XII secolo, durante il dominio della dinastia Chola, protagonista di una delle più importanti tradizioni dell'arte indiana medievale. Rimane da chiarire perché le statue furono sepolte. La scoperta offre nuove prospettive sulla storia religiosa, artistica e commerciale dell'antico porto affacciato sul Golfo del Bengala.
Dopo un intervento di scavo, restauro e valorizzazione, la Fortezza di Gal’on, situata nella Foresta di Guvrin e risalente a circa 3.200 anni fa, offre ai visitatori uno straordinario spaccato delle lotte territoriali tra Cananei, Israeliti e Filistei
Il Consiglio di Amministrazione dell’ente ha definito un assetto organizzativo che prevede una più chiara articolazione delle responsabilità tra il direttore generale e il futuro direttore tecnico-scientifico, chiamati a operare in stretta collaborazione, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze
Scoperta nel 1976 a Yinxu, presso Anyang, nella provincia cinese di Henan, la sepoltura della consorte reale e comandante militare della dinastia Shang custodiva 1.928 oggetti funerari, tra cui 468 manufatti in bronzo, 755 giade e una monumentale ascia cerimoniale di nove chilogrammi. Nella tomba furono ritrovati anche i resti di sedici persone sacrificate. A cinquant'anni dal ritrovamento, un convegno internazionale riaccende l'attenzione sulla figura di Fu Hao, sul suo ruolo politico e militare e sulle testimonianze della civiltà cinese dell'età del bronzo.
Scoperto il 23 luglio nel sito archeologico di Shinpukuji, a Saitama, un raffinato ornamento auricolare della fase finale del periodo Jōmon, risalente a circa 2.900 anni fa. Realizzato in argilla, misura otto centimetri di diametro e presenta motivi a spirale traforati, con elementi spessi appena un millimetro e tracce di pigmento rosso. Le analogie con reperti provenienti da altre regioni del Giappone aprono nuove prospettive sulla circolazione dei modelli ornamentali nella preistoria. Il 14 novembre la prima presentazione pubblica.
Nel Michoacán, nell’ovest del Paese, individuate le tracce di grandi dinosauri carnivori, piccoli predatori simili ai Velociraptor e erbivori dal becco d’anatra. Gli studiosi ipotizzano che il sito possa custodire molte altre impronte ancora da documentare















