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Sito di scavo nel delta occidentale del Nilo

Courtesy Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità

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Sito di scavo nel delta occidentale del Nilo

Courtesy Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità

Tesori nascosti nel Delta del Nilo: un complesso industriale e un cimitero romano

Dalle anfore greche alle lische di pesce salato, le scoperte di Kom el-Ahmar e Kom Wasit rivelano un crocevia di commercio, cultura e vita quotidiana nel V secolo a.C. e nell’epoca romana

Lavinia Trivulzio

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Gli archeologi continuano a riscrivere la storia del Delta occidentale del Nilo (governatorato di Beheira, Egitto). Recenti scavi condotti da un team egiziano-italiano del Consiglio Supremo delle Antichità e dell’Università di Padova hanno portato alla luce i resti di un vasto complesso industriale risalente al V secolo a.C., insieme a un cimitero romano che apre una finestra sulle dinamiche sociali e culturali della regione durante l’antichità.

I ritrovamenti, localizzati nei siti di Kom el-Ahmar e Kom Wasit, suggeriscono che quest’area non fosse solo fertile dal punto di vista agricolo, ma anche un nodo strategico per produzione, commercio e insediamento, in stretta connessione con il Mediterraneo e l’entroterra di Alessandria. Come sottolinea «Archaeology News», «queste scoperte mettono in primo piano l'importanza del Delta occidentale come centro di produzione, commercio e insediamento, collegato al mondo mediterraneo e all'entroterra dell’antica Alessandria».

Il complesso industriale comprendeva sei stanze, di cui due dedicate alla produzione di pesce salato, un alimento facilmente commerciabile, testimoniato dal ritrovamento di 9.700 lische di pesce. Le altre stanze erano destinate alla fabbricazione di utensili in metallo e pietra e di amuleti in ceramica, suggerendo una produzione articolata e sofisticata. Non meno rilevante è la scoperta di anfore importate per il vino e di frammenti di ceramica greca, elementi che indicano stretti legami culturali e commerciali tra Egitto e mondo greco.

Accanto al complesso industriale, gli archeologi hanno documentato un cimitero romano, caratterizzato da sepolture semplici nel terreno, da tombe in ceramica e dalla pratica di seppellire bambini all’interno di grandi anfore. Le prime analisi bioarcheologiche sui resti di 23 individui – uomini, donne, bambini e adolescenti – suggeriscono che queste popolazioni vivevano in condizioni relativamente buone, senza segni di malattie gravi o violenza. Le sepolture offrono così un raro spaccato sulle tradizioni funerarie e sulle strutture sociali dell’epoca.

Queste scoperte arricchiscono la conoscenza della vita quotidiana nell’antico Delta del Nilo confermando anche il ruolo della Regione come crocevia di commerci, cultura e innovazione industriale, collegando le sponde del Mediterraneo alle profondità dell’Egitto antico. Queste scoperte non sono che un nuovo tassello che illumina l’interazione tra economia, società e cultura in un territorio spesso trascurato dagli studi classici. 

Lavinia Trivulzio, 05 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Lavinia Trivulzio

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Tesori nascosti nel Delta del Nilo: un complesso industriale e un cimitero romano | Lavinia Trivulzio

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