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RENCONTRES D’ARLES 2026
Un intervento firmato da Veronica Nicolardi, direttrice di Cortona On The Move e co-direttrice di Yeast Photo Festival, e dai colleghi co-direttori di Yeast Photo Festival, Flavio Sabato e Frank Sabato, ed Edda Fahrenhorst, direttrice artistica, entra nel dibattito aperto da Il Giornale dell’Arte sul futuro dei festival fotografici italiani
Dal Prix Découverte a L’Image Canibale, fino agli studenti dell’ENSP e al Dior Photography and Visual Arts Award for Young Talents, il festival francese dedica ampio spazio a una nuova generazione di artisti che sperimenta con fotografia, video, tessile e installazioni, confermando Arles come uno dei principali luoghi di scoperta della scena fotografica internazionale
Tra il Book Award, il LUMA Rencontres Dummy Book Award, la Arles Books Fair e una serie di iniziative indipendenti, il festival racconta il ruolo centrale dell’editoria fotografica contemporanea e le nuove forme del libro d’immagine
Da Madrid ad Atene, da Arles alla Calabria, i festival trasformano piazze, borghi e musei in un atlante internazionale dell’immagine: un viaggio tra grandi classici, nuove piattaforme e territori che usano la fotografia per raccontare il presente
Nel Teatro Antico di Arles l’artista cileno inaugura i Rencontres 2026 con una lectio sulla fotografia come responsabilità civile. Dal golpe di Pinochet al Rwanda, dai migranti a Gaza, ripercorre quarant’anni di opere dedicate alla memoria, ai diritti umani e al potere delle immagini
Addetti ai lavori, curatori, artisti e fotografi sembrano concordare su un punto: quest’anno è impossibile lasciare Arles senza una visita alla LUMA
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La nuova edizione di uno dei più prestigiosi festival di fotografia al mondo trasforma l’intera città in un museo a cielo aperto ricco di eventi, workshop, e mostre di artisti internazionali
Mémoire Magnétique dedica una mostra personale a Marthe Lazarus, riunendo circa quaranta fotografie, collage e opere ibride realizzate in anni diversi, insieme a lavori inediti e alle edizioni autoprodotte di TIME MACHINE. Al centro della ricerca dell'artista francese vi è la memoria, intesa come processo dinamico di sovrapposizione, riscrittura e costruzione dell'immagine.
Un appuntamento irrinunciabile nella calda estate del sud della Francia: dal 6 luglio al 4 ottobre «fotografi, curatori, editori, scrittori, docenti, storici, sostenitori e collezionisti giungono ad Arles da molti Paesi, soprattutto in occasione della frenetica settimana di inaugurazione. C’è un grande scambio di esperienze e idee», come afferma David Campany, curatore, scrittore e editore
Quando parliamo di questo format, l’aspetto economico resta spesso sullo sfondo. Ma è proprio così? Il caso dei Rencontres d’Arles come punto di osservazione
Negli ultimi anni questo format è cresciuto rapidamente perché rappresenta una forma culturale economica e flessibile, capace di supplire alla carenza di istituzioni dedicate alla fotografia contemporanea, ma al tempo stesso testimonia la vitalità del settore e la sua fragilità
A Lee Ufan Arles la prima esposizione europea delle fotografie del cineasta sudcoreano. Un corpus di immagini silenziose e sospese che rivela il lato più contemplativo del suo sguardo
Dal luogo al budget, dal pubblico al marketing, fino all’équipe: l’ex direttore dei Rencontres d’Arles passa in rassegna gli elementi essenziali per progettare un evento di successo
Quei cinque giorni dell’estate del 1970 hanno dato il via ai Rencontres de la Photographie di Arles per come li conosciamo oggi e a un fenomeno che nel corso dei decenni è cresciuto, si è diffuso dapprima in Europa e poi in tutto il mondo, e che appare ben lungi dall’esaurirsi

















