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RENCONTRES D’ARLES 2026
Nel Teatro Antico di Arles l’artista cileno inaugura i Rencontres 2026 con una lectio sulla fotografia come responsabilità civile. Dal golpe di Pinochet al Rwanda, dai migranti a Gaza, ripercorre quarant’anni di opere dedicate alla memoria, ai diritti umani e al potere delle immagini
Addetti ai lavori, curatori, artisti e fotografi sembrano concordare su un punto: quest’anno è impossibile lasciare Arles senza una visita alla LUMA
Nel percorso FotoHaus dei Rencontres d’Arles, Andi Gáldi Vinkó interroga la fotografia trasformando la sua maternità in una riflessione estetica ed esistenziale. L’alternanza fra immagini osservate e immagini costruite introduce una distanza attraverso cui l’esperienza quotidiana può essere osservata ed elaborata in prospettiva anche da chi la sta vivendo
Nel secondo reportage da Les Rencontres d’Arles, un percorso tra le mostre dedicate ai grandi protagonisti della fotografia del Novecento, da Edward Steichen a William Klein, fino a Harry Gruyaert e Martine Barrat, riletti attraverso nuove prospettive critiche
Tra fotografi, curatori e visitatori da tutto il mondo, al via il primo giorno della settimana inaugurale del festival Les Rencontres d’Arles, dedicata ad Africa e Mediterraneo tra indipendenze, migrazioni e riletture della memoria fotografica contemporanea
È prevista per il 9 luglio l’inaugurazione dell’istituzione voluta dall’artista originario di Tolosa: 650 metri quadrati di spazio espositivo dedicati alla propria arte e al sostegno di colleghi emergenti e non
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Negli ultimi anni questo format è cresciuto rapidamente perché rappresenta una forma culturale economica e flessibile, capace di supplire alla carenza di istituzioni dedicate alla fotografia contemporanea, ma al tempo stesso testimonia la vitalità del settore e la sua fragilità
A Lee Ufan Arles la prima esposizione europea delle fotografie del cineasta sudcoreano. Un corpus di immagini silenziose e sospese che rivela il lato più contemplativo del suo sguardo
Dal luogo al budget, dal pubblico al marketing, fino all’équipe: l’ex direttore dei Rencontres d’Arles passa in rassegna gli elementi essenziali per progettare un evento di successo
Quei cinque giorni dell’estate del 1970 hanno dato il via ai Rencontres de la Photographie di Arles per come li conosciamo oggi e a un fenomeno che nel corso dei decenni è cresciuto, si è diffuso dapprima in Europa e poi in tutto il mondo, e che appare ben lungi dall’esaurirsi
È uno dei più importanti appuntamenti di fotografia in Europa, se non al mondo; un sistema diffuso capace di creare sinergie e contribuire all’economia locale
Sono oltre mille le manifestazioni sparse nel mondo. A questa proliferazione però non sempre corrisponde una diversificazione dei contenuti: alcuni esempi interessanti nel nostro Paese
Nel vasto programma del festival francese, una mostra ripercorre la storia di un archivio nato da una tragedia e di «Vigilance», una rivista interna della società francese per l’elettricità che usa le immagini (bellissime) come strumento di prevenzione degli incidenti sul lavoro
Dal 8 al 26 luglio all’Étoile de la Roquette, nell’ambito del Festival Off di Arles, la mostra (DE)GENERATE(D) mette in dialogo fotografia, archivi, intelligenza artificiale, installazione e pratiche documentarie per interrogare una questione centrale del presente: chi stabilisce quali immagini meritano di essere viste? Partendo dall’ombra lunga dell’“Arte degenerata” nazista, il progetto curatoriale di Nicolas Havette riflette sulle nuove forme di normalizzazione visiva prodotte da algoritmi, identità rigide e sistemi di classificazione contemporanei.

















