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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliPer quasi sei mesi l’Europa si trasforma in una costellazione di mostre, installazioni, premi, residenze e produzioni originali che portano le immagini fuori dai musei per innestarle nelle città, nei paesaggi, nelle comunità. Alcuni appuntamenti hanno una storia lunga oltre mezzo secolo, come i Rencontres d’Arles; altri sono nati negli ultimi anni e hanno scelto territori periferici, piccoli centri e spazi pubblici come terreno di sperimentazione. Anche il 2026 conferma questa geografia in movimento, fatta di grandi capitali culturali, borghi del Mediterraneo, ex città industriali e paesaggi rurali dove la fotografia si afferma come uno strumento di lettura delle trasformazioni sociali, ambientali e politiche che attraversano il nostro tempo. Vi proponiamo una mappatura dei principali appuntamenti, da maggio a novembre, che comprende linguaggi, generazioni e forme di produzione culturale molto diverse, ma unite dalla convinzione che le immagini siano uno dei luoghi privilegiati attraverso cui osservare il mondo.
Rencontres d’Arles
I GRANDI CLASSICI
Ci sono alcuni festival che per storia, dimensione internazionale e capacità di orientare il sistema fotografico, hanno un ruolo strutturale nel settore. Arles, PHotoEspaña, Visa pour l’Image e, più recentemente, la Triennale della Fotografia di Amburgo sono diventati piattaforme capaci di orientare il dibattito internazionale sulle immagini, intercettare nuove ricerche, lanciare autori e costruire reti tra istituzioni, editori, curatori e professionisti del settore. La loro forza risiede nella capacità di coniugare dimensione pubblica e autorevolezza critica, trasformando per alcune settimane le città che li ospitano in luoghi di confronto sull’evoluzione della fotografia contemporanea.
Rencontres d’Arles
Dal 6 luglio al 4 ottobre i Rencontres d’Arles celebrano la 57ª edizione sotto la direzione di Christoph Wiesner. Il programma, intitolato Des mondes à relire, riunisce circa 40 mostre e oltre 160 autori, guardando alle trasformazioni geopolitiche e culturali che stanno ridefinendo il sistema internazionale delle immagini. Africa, Mediterraneo, ecologia, memoria e indipendenze costituiscono alcuni dei principali asset curatoriali del festival. Tra gli highlight la grande mostra Ghana! Dreaming Independence 1957-1976, dedicata al ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità nazionale ghanese, la retrospettiva sul fotografo ivoriano Paul Kodjo e i progetti di Sammy Baloji sul Congo postcoloniale. Completano il programma importanti mostre monografiche e la consueta rete di premi, incontri ed eventi editoriali che ogni estate fanno di Arles uno dei principali punti di riferimento internazionali per la fotografia contemporanea.
PHotoEspaña
Dal 13 maggio al 13 settembre la 29ª edizione di PHotoEspaña, diretta da María Santoyo e intitolata Volver a imaginar, riunisce oltre 300 artisti e fotoreporter in più di cento progetti espositivi distribuiti tra Madrid e altre città spagnole, da Barcellona a Siviglia, da Valencia a Saragozza. Per la prima volta le donne rappresentano il 65% dei partecipanti, un dato che riflette l’attenzione del festival verso nuove voci e nuove prospettive sull’immagine contemporanea. Il fotogiornalismo è uno dei fili conduttori dell’edizione, che invita a interrogare la realtà, l’autorità delle immagini e le loro modalità di produzione. Tra gli highlight figurano la retrospettiva dedicata alla pioniera del reportage Isabel Azkarate, il progetto di Viviane Sassen e l’omaggio a Robert Frank attraverso una selezione di immagini tratte da The Americans.
Triennial of Photography Hamburg
Dal 5 giugno al 22 settembre la IX Triennale della Fotografia di Amburgo riunisce undici mostre in otto musei e istituzioni cittadine sotto la direzione artistica di Mark Sealy, curatore britannico impegnato da anni sui temi della decolonizzazione dello sguardo. Intitolata Alliance, Infinity, Love – In the Face of the Other, l’edizione 2026 propone una riflessione sul rapporto con l’altro e sul ruolo etico e politico delle immagini, invitando a costruire alleanze in un momento segnato da conflitti e fratture. Tra gli highlight figurano la mostra centrale alle Deichtorhallen, il progetto Extended Cocktail Special dedicato a F.C. Gundlach e Inner Mornings or Forms of Counterculture alla Sammlung Falckenberg, che attraverso oltre 170 opere di più di 80 artisti indaga il tema della controcultura partendo dalla figura di Claude Cahun.
Visa pour l’Image
Dal 29 agosto al 13 settembre Perpignan ospita la 38ª edizione di Visa pour l’Image, il principale festival internazionale dedicato al fotogiornalismo, diretto da Jean-François Leroy. Oltre 25 mostre gratuite, 6 grandi serate di proiezione per una settimana di appuntamenti che riuniscono fotografi, editori, agenzie e redazioni di tutto il mondo, trasformando ogni anno la città francese in un osservatorio privilegiato sull’attualità internazionale. I temi annunciati per il 2026 spaziano dai quarant’anni di Chernobyl riletti da Gerd Ludwig alla guerra in Libano raccontata da Diego Ibarra Sánchez, fino ai reportage di Jérémy Lempin sull’analfabetismo in Francia e Guyana francese e a quelli di Jérôme Gence sui matrimoni virtuali in Giappone. Completano il programma i Visa d’Or e le numerose borse e premi che hanno fatto del festival uno dei principali luoghi di riconoscimento del fotogiornalismo contemporaneo.
Festival La Gacilly-Baden Photo
LE CITTÀ COME GALLERIA
Ci sono alcuni festival nei quali la città è il primo elemento del progetto curatoriale. Parchi, lungolaghi, facciate e spazi pubblici sono un architrave portante del percorso espositivo, la cui visita coincide con l’esperienza di attraversare un territorio. A differenza dei grandi festival internazionali, che concentrano l’attenzione sul programma curatoriale e sulle istituzioni o i luoghi culturali che li ospitano, il tessuto urbano diventa qui parte del progetto fino a definirne l’identità.
Festival La Gacilly-Baden Photo
Dal 12 giugno all’11 ottobre Baden, alle porte di Vienna, ospita la nona edizione del Festival La Gacilly-Baden Photo, diretto dal fotografo e curatore Lois Lammerhuber. Intitolata So British!, la manifestazione trasforma la città in una galleria a cielo aperto di sette chilometri con circa 1.500 immagini e 33 mostre a ingresso gratuito. Il programma rende omaggio alla fotografia britannica attraverso autori come Martin Parr, Don McCullin, Terry O’Neill e Tony Ray-Jones, ed è dedicato a Jane Goodall e Martin Parr, figure simboliche del festival. Accanto al focus britannico, l’edizione 2026 mantiene l’attenzione ai temi ambientali e al rapporto tra uomo e natura, con un ampio capitolo dedicato all’acqua e ai cambiamenti del pianeta. In pochi anni Baden si è affermato come uno dei principali festival fotografici europei all’aperto, capace di coniugare grandi firme internazionali, fotografia documentaria e una forte dimensione pubblica.
Landskrona Foto Festival
Dal 4 al 20 settembre il Landskrona Foto Festival celebra la sua decima edizione, confermando il ruolo della città svedese come uno dei principali laboratori europei dedicati alla fotografia nello spazio pubblico. Il titolo, Displacement, riflette sui concetti di spostamento, migrazione e appartenenza, temi che attraversano sempre più spesso il dibattito contemporaneo. In attesa del programma completo, il festival ha già annunciato la mostra A Last Gasp of Summer del fotografo britannico Ewen Spencer e una serie di progetti espositivi e incontri distribuiti tra il museo, gli spazi cittadini e il waterfront. Fin dalla sua nascita, Landskrona ha costruito la propria identità sul dialogo tra fotografia, paesaggio urbano e partecipazione pubblica, trasformando per alcune settimane l’intera città in un percorso espositivo diffuso.
BredaPhoto Festival
Dall’11 settembre al 25 ottobre BredaPhoto torna con la sua dodicesima edizione, intitolata Our Songs Came Through. Il festival, che ogni due anni trasforma il centro della città olandese in un percorso espositivo diffuso, riunisce oltre 40 artisti internazionali chiamati a riflettere sul rapporto tra immagini, memoria e narrazione collettiva. Il titolo, tratto da una frase della poetessa e attivista statunitense Audre Lorde, invita a interrogarsi su ciò che sopravvive al tempo e sulle storie che continuano a essere tramandate attraverso le generazioni. Mostre, installazioni e progetti site-specific si distribuiscono tra spazi storici, luoghi industriali e interventi all’aperto, confermando BredaPhoto come una delle principali piattaforme europee dedicate alla fotografia contemporanea e al dialogo tra immagini e società.
Images Vevey
Dal 5 al 27 settembre Images Vevey celebra la sua decima Biennale con il titolo We Are Family!. Curata da Stefano Stoll, la manifestazione riunisce 50 artisti da 15 Paesi e conferma la formula che l’ha resa uno degli appuntamenti più originali del panorama europeo: grandi installazioni fotografiche, molte delle quali prodotte appositamente per il festival, distribuite tra spazio pubblico, edifici storici e luoghi affacciati sul lago di Ginevra. Il tema scelto per il 2026 prende la famiglia come punto di partenza per interrogare le relazioni contemporanee, le forme di appartenenza e le comunità elettive. Tra i protagonisti figurano artisti affermati ed emergenti, chiamati a confrontarsi con uno dei temi più universali e mutevoli del nostro tempo, confermando la vocazione di Images Vevey a fare della fotografia un’esperienza immersiva e site-specific.
Phest © Vivian Maier
IL MEDITERRANEO DELLE IMMAGINI
Tra Toscana, Puglia, Sicilia e Calabria, la fotografia trova un altro campo di lavoro: non le grandi capitali culturali, ma città storiche, aree interne, coste e paesaggi attraversati da trasformazioni lente e profonde. Questi festival condividono una relazione stretta con il territorio che li ospita e usano l’immagine per leggere identità locali, mutamenti sociali, memoria urbana e nuove forme di abitare. Dal paesaggio appenninico di Cortona al Mediterraneo di Monopoli, Gibellina e Ragusa, fino alle ricerche avviate in Salento e Calabria, il baricentro si sposta verso un’Italia meno centrale nel circuito dei grandi centri della fotografia internazionale, ma sempre più attiva nella produzione fotografica contemporanea.
Cortona On The Move
Dal 16 luglio all’1 novembre Cortona On The Move presenta la 16ma edizione, intitolata Beautiful Country, con 33 mostre diffuse tra la Fortezza del Girifalco e altri spazi della città. Diretto da Renata Ferri, il festival interroga l’Italia contemporanea, tra aree interne, paesaggi in trasformazione e nuove geografie sociali. Cuore dell’edizione è Peninsula, una grande commissione collettiva affidata ad Arianna Arcara, Fabio Barile, Marina Caneve, Federico Clavarino, Matteo de Mayda, Giorgio Di Noto, Alessandro Imbriaco, Rachele Maistrello, Giulia Parlato e Giovanna Silva, chiamati a costruire un ritratto corale del Paese attraverso dieci sguardi differenti. Il programma comprende inoltre mostre di Pieter Hugo, Silvia Rosi, Robin Schwartz, Federico Vespignani e del duo The Archive of Public Protests, confermando il ruolo di Cortona come uno dei principali laboratori europei dedicati alla fotografia documentaria, alla produzione di nuove opere e aggiungendo una riflessione sul paesaggio contemporaneo italiano.
PhEST
Dal 7 agosto all’1 novembre Monopoli ospita l’undicesima edizione di PhEST – See Beyond the Sea, il festival ideato e diretto da Giovanni Troilo, con la curatela fotografica di Arianna Rinaldo e quella per l’arte contemporanea di Roberto Lacarbonara. Il tema scelto, What if?, invita a immaginare scenari alternativi e a interrogare il presente attraverso fotografia, arte, musica e pratiche interdisciplinari. Tra i primi protagonisti annunciati figurano Roger Ballen, in mostra con Inferno e Outland, Vivian Maier, omaggiata nel centenario della nascita con Shadows and Mirrors e una selezione di filmati in Super8, il fotografo polacco Marek Kita con il progetto FUNFUN/GUN e Giuseppe De Mattia, che trasformerà il pettegolezzo e le voci della comunità in un intervento diffuso nello spazio urbano. Completano il programma la residenza di Sara Angelucci nella Riserva di Torre Guaceto e il concerto inaugurale di Giorgia Angiuli. In dieci anni PhEST ha presentato oltre 250 mostre, coinvolto più di 400 artisti e accolto oltre un milione e mezzo di visitatori, consolidando il proprio ruolo come una delle principali piattaforme culturali del Mediterraneo.
Gibellina PhotoRoad
Dal 4 luglio al 6 settembre Gibellina PhotoRoad torna per la sua sesta edizione inserendosi nel programma di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Diretto da Arianna Catania, il festival sceglie per quest’anno il titolo Senza tempo, una riflessione sul rapporto tra memoria, storia e percezione contemporanea del tempo. Mostre e installazioni site-specific dialogano con l’architettura della città ricostruita dopo il terremoto del Belice e con i suoi luoghi simbolo, dal MAC alla Fondazione Orestiadi. Tra i protagonisti figurano Erik Kessels con Ruins of Renewal, Stefano Cerio con Redemption of Nature, Teresa Giannico, Jacopo Di Cera e Alice Grassi, accanto al progetto partecipativo Singolare plurale: un ritratto per la città, che coinvolge gli abitanti in un grande archivio collettivo diffuso negli spazi urbani.
Ragusa Foto Festival
Dal 27 agosto al 27 settembre Ragusa Ibla ospita la 14ª edizione del Ragusa Foto Festival, fondato e diretto da Stefania Paxhia e curato da Alessandra Mauro. Il tema scelto, Archetipi Mediterranei, prende spunto da luoghi, gesti e relazioni che, pur trasformandosi nel tempo, continuano a costruire un patrimonio condiviso di esperienze e memorie collettive. Mostre, workshop e il Circuito OFF, curato da Alfredo Corrao, animano per un mese i palazzi barocchi e gli spazi urbani di Ibla, confermando la vocazione del festival a intrecciare fotografia contemporanea, identità dei territori e nuove narrazioni del Sud. Nato nel 2012, il Ragusa Foto Festival si è affermato come una delle principali piattaforme fotografiche del Mediterraneo, capace di coniugare ricerca visiva, valorizzazione del patrimonio e attenzione alle trasformazioni sociali e demografiche delle comunità. Il programma 2026 riunisce, tra gli altri, autori come Gianni Berengo Gardin, Massimo Vitali, Francesco Bellina, Zied Ben Romdhane, Mous Lamrabat ed Evangelia Kranioti.
Yeast Photo Festival
Dall’11 settembre all’8 novembre il Yeast Photo Festival celebra la sua quinta edizione tra Galatina e Lecce con il titolo A Matter of Taste, dedicato al cibo e alle sue rappresentazioni contemporanee. Sotto la direzione artistica di Edda Fahrenhorst, il festival prosegue la propria ricerca sul rapporto tra fotografia, ambiente e culture alimentari, connettendo pratiche artistiche a riflessioni sulla sostenibilità. In attesa del programma completo, l’edizione 2026 ha già annunciato una nuova Open Call for Curators, che selezionerà due progetti espositivi da inserire nel programma ufficiale, confermando la volontà del festival di aprirsi a nuove voci curatoriali e a un dialogo internazionale. Nato nel Salento e progressivamente esteso a più centri del territorio, Yeast si è affermato come una delle esperienze più originali della fotografia italiana contemporanea, capace di mettere in relazione immagini, paesaggio e comunità locali.
Fotografia Calabria Festival
Il programma completo del 2026 non è stato ancora annunciato, ma il festival ha già avviato le attività preparatorie con la nuova edizione di Residenza Radicale, il progetto di ricerca fotografica diretto da Diego Orlando che dal 24 al 31 maggio porterà due giovani fotografi under 35 tra Catanzaro, Cosenza e i territori circostanti. Nato nel 2021 come primo festival diffuso di fotografia della regione, Fotografia Calabria Festival ha costruito la propria identità attorno all’esplorazione del paesaggio e delle comunità locali, con particolare attenzione alle aree interne e alle trasformazioni del Sud Italia. Nelle ultime edizioni San Lucido, sul Tirreno cosentino, si è trasformato in un laboratorio di fotografia contemporanea con mostre, residenze, formazione e ricerca territoriale, affermandosi come uno degli osservatori più interessanti del Mezzogiorno italiano.
Athens Photo Festival
LE PIATTAFORME DELLA NUOVA FOTOGRAFIA
Sono i festival che svolgono una funzione decisiva nell’ecosistema delle immagini contemporanee. Atene, Braga, Lodi e Savignano sono luoghi di ricerca, formazione e scoperta, dove open call, premi, portfolio review e programmi dedicati agli artisti emergenti si affiancano alle mostre più sperimentali: piattaforme che intercettano nuove pratiche e nuovi autori, contribuendo a ridefinire i confini della fotografia contemporanea e a costruire le reti professionali che ne sostengono la crescita.
Athens Photo Festival
Dal 10 giugno al 26 luglio l’Athens Photo Festival torna al Benaki Museum / Pireos 138 con una grande mostra collettiva che riunisce 70 artisti e collettivi provenienti da trenta Paesi. Fondato nel 1987 e organizzato dal Greek Centre for Photography, il festival si conferma una delle principali piattaforme europee dedicate alla fotografia e alla cultura visiva contemporanea, con un programma che attraversa fotografia, installazione, editoria, archivi e immagini in movimento. Tra gli highlight The Last Safe Abortion dell’artista americana Carmen Winant, dedicato alla storia delle cliniche per l’aborto negli Stati Uniti, e le ricerche visive di Jinyong Lian e Hicham Benohoud, accanto a decine di autori selezionati attraverso l’open call internazionale che ogni anno intercetta nuove pratiche e nuovi protagonisti della scena fotografica. Alla mostra principale, articolata su oltre 3mila metri quadrati di spazi espositivi, si affianca un articolato programma di progetti satelliti, mostre diffuse in città, portfolio review, mentoring e residenze, che conferma la vocazione del festival come osservatorio privilegiato sulle pratiche emergenti e sui nuovi linguaggi dell’immagine.
Encontros da Imagem
Dal 18 settembre all’1 novembre Braga ospita la 36ª edizione di Encontros da Imagem, uno dei più antichi festival fotografici d’Europa e un punto di riferimento della scena portoghese e internazionale. Intitolata Imagined Territories, Enchanted Lands e sviluppata attorno ai temi del territorio e dell’identità, l’edizione 2026 propone mostre diffuse in diverse città del nord del Portogallo, mettendo in dialogo fotografia documentaria e pratiche che esplorano i confini del medium. Accanto al programma espositivo, il festival conferma la propria vocazione di piattaforma per le nuove generazioni attraverso l’Encontros da Imagem Award, il Photobook Award e le Portfolio Reviews, che ogni anno richiamano a Braga artisti, curatori, editori e professionisti da tutto il mondo. Fondato nel 1987, il festival si è affermato come uno dei principali osservatori europei sulla fotografia emergente, capace di coniugare ricerca, formazione e produzione culturale.
Festival della Fotografia Etica
Nato a Lodi nel 2010, il Festival della Fotografia Etica si è affermato come uno dei principali appuntamenti europei dedicati al fotogiornalismo e alla fotografia impegnata, con oltre venti mostre, incontri e programmi educativi dedicati ai grandi temi del contemporaneo. Fulcro della manifestazione è il World Report Award | Documenting Humanity, uno dei più autorevoli concorsi internazionali per la fotografia documentaria, che nel 2026 mette in palio circa 21mila euro, premi in sei categorie e la produzione delle mostre dei progetti vincitori. Attraverso il premio, le open call per il non profit e un articolato programma di incontri e attività formative, il festival ha costruito negli anni una piattaforma internazionale dedicata al racconto del presente e all’impegno sociale attraverso le immagini.
Si Fest
Fondato nel 1992, SI Fest – Savignano Immagini Festival è uno dei più longevi e autorevoli appuntamenti italiani dedicati alla fotografia contemporanea. Nel corso di oltre tre decenni ha affiancato alle mostre un intenso lavoro di scouting e formazione attraverso il Premio Marco Pesaresi per la fotografia contemporanea, il Premio Portfolio Werther Colonna, workshop, letture portfolio e progetti dedicati ai giovani autori. Più che una semplice rassegna espositiva, SI Fest si è affermato come una piattaforma di ricerca e di confronto che ha contribuito a formare generazioni di fotografi e a consolidare il ruolo di Savignano sul Rubicone come una delle capitali italiane della fotografia.
BredaPhoto Festival
Europe on Display: The Long Summer of Photography
From Madrid to Athens, from Arles to Calabria, festivals transform squares, villages, and museums into an international atlas of images: a journey through great classics, new platforms, and regions that use photography to tell the story of the present
For nearly six months, Europe transforms into a constellation of exhibitions, installations, awards, residencies, and original productions that take images out of museums and embed them in cities, landscapes, and communities. Some events have a history stretching back more than half a century, such as the Rencontres d’Arles; others have emerged in recent years and have chosen outlying areas, small towns, and public spaces as their testing grounds. The year 2026 also confirms this evolving landscape, comprising major cultural capitals, Mediterranean villages, former industrial cities, and rural landscapes where photography establishes itself as a tool for interpreting the social, environmental, and political transformations shaping our times. We present a guide to the main events, from May through November, encompassing a wide variety of artistic languages, generations, and forms of cultural production—all united by the conviction that images are one of the most privileged ways to observe the world.
THE GREAT CLASSICS
There are certain festivals that, due to their history, international scope, and ability to shape the photography world, play a fundamental role in the sector. Arles, PHotoEspaña, Visa pour l’Image, and, more recently, the Hamburg Photography Triennial have become platforms capable of guiding the international debate on images, identifying new trends, launching artists, and building networks among institutions, publishers, curators, and industry professionals. Their strength lies in their ability to combine a public dimension with critical authority, transforming the cities that host them for a few weeks into venues for discussion on the evolution of contemporary photography.
Rencontres d’Arles
From July 6 to October 4, the Rencontres d’Arles celebrates its 57th edition under the direction of Christoph Wiesner. The program, titled Des mondes à relire, brings together some 40 exhibitions and over 160 artists, examining the geopolitical and cultural transformations that are redefining the international system of images. Africa, the Mediterranean, ecology, memory, and independence are among the festival’s key curatorial themes. Highlights include the major exhibition Ghana! Dreaming Independence 1957–1976, dedicated to the role of photography in the construction of Ghanaian national identity; the retrospective on Ivorian photographer Paul Kodjo; and Sammy Baloji’s projects on postcolonial Congo. Rounding out the program are major solo exhibitions and the customary array of awards, talks, and publishing events that make Arles one of the leading international hubs for contemporary photography every summer.
PHotoEspaña
From May 13 to September 13, the 29th edition of PHotoEspaña, directed by María Santoyo and titled Volver a imaginar, brings together over 300 artists and photojournalists in more than 100 exhibition projects spread across Madrid and other Spanish cities, from Barcelona to Seville, from Valencia to Zaragoza. For the first time, women account for 65% of the participants, a figure that reflects the festival’s focus on new voices and new perspectives on contemporary imagery. Photojournalism is one of the central themes of this edition, which invites viewers to question reality, the authority of images, and the ways in which they are produced. Highlights include a retrospective dedicated to the pioneering photojournalist Isabel Azkarate, a project by Viviane Sassen, and a tribute to Robert Frank featuring a selection of images from The Americans.
Hamburg Photography Triennial
From June 5 to September 22, the 9th Hamburg Photography Triennial brings together eleven exhibitions across eight museums and cultural institutions in the city under the artistic direction of Mark Sealy, a British curator who has long been engaged with themes of the decolonization of the gaze. Titled Alliance, Infinity, Love – In the Face of the Other, the 2026 edition offers a reflection on our relationship with the other and on the ethical and political role of images, inviting us to build alliances at a time marked by conflicts and divisions. Highlights include the main exhibition at the Deichtorhallen, the Extended Cocktail Special project dedicated to F.C. Gundlach, and Inner Mornings or Forms of Counterculture at the Sammlung Falckenberg, which, through over 170 works by more than 80 artists, explores the theme of counterculture starting from the figure of Claude Cahun.
Visa pour l’Image
From August 29 to September 13, Perpignan hosts the 38th edition of Visa pour l’Image, the leading international festival dedicated to photojournalism, directed by Jean-François Leroy. With over 25 free exhibitions and 6 major screening evenings, this week-long event brings together photographers, publishers, agencies, and newsrooms from around the world, transforming the French city each year into a unique vantage point for observing international current events. The themes announced for 2026 range from the 40th anniversary of Chernobyl, reexamined by Gerd Ludwig, to the war in Lebanon as told by Diego Ibarra Sánchez, as well as Jérémy Lempin’s reportages on illiteracy in France and French Guiana and Jérôme Gence’s work on virtual weddings in Japan. Rounding out the program are the Visa d’Or awards and the numerous grants and prizes that have made the festival one of the premier venues for recognizing contemporary photojournalism.
CITIES AS GALLERIES
There are some festivals in which the city itself is the central element of the curatorial project. Parks, lakeshores, building facades, and public spaces form a cornerstone of the exhibition itinerary, where visiting the festival coincides with the experience of traversing a territory. Unlike major international festivals, which focus on the curatorial program and the institutions or cultural venues hosting them, the urban fabric here becomes part of the project, even defining its identity.
La Gacilly-Baden Photo Festiva
From June 12 to October 11, Baden, just outside Vienna, hosts the ninth edition of the La Gacilly-Baden Photo Festival, directed by photographer and curator Lois Lammerhuber. Titled So British!, the event transforms the city into a seven-kilometer open-air gallery featuring approximately 1,500 images and 33 exhibitions with free admission. The program pays tribute to British photography through artists such as Martin Parr, Don McCullin, Terry O’Neill, and Tony Ray-Jones, and is dedicated to Jane Goodall and Martin Parr, symbolic figures of the festival. Alongside the British focus, the 2026 edition continues to highlight environmental themes and the relationship between humans and nature, with an extensive section dedicated to water and changes to the planet. In just a few years, Baden has established itself as one of Europe’s leading outdoor photography festivals, successfully combining major international names, documentary photography, and a strong public dimension.
Landskrona Foto Festival
From September 4 to 20, the Landskrona Foto Festival celebrates its tenth edition, reaffirming the Swedish city’s role as one of Europe’s leading hubs for photography in public spaces. The title, Displacement, reflects on the concepts of displacement, migration, and belonging—themes that are increasingly central to contemporary discourse. While the full program is still pending, the festival has already announced the exhibition A Last Gasp of Summer by British photographer Ewen Spencer, along with a series of exhibitions and events spread across the museum, public spaces, and the waterfront. Since its inception, Landskrona has built its identity on the dialogue between photography, the urban landscape, and public participation, transforming the entire city into a widespread exhibition route for several weeks.
BredaPhoto Festival
From September 11 to October 25, BredaPhoto returns with its twelfth edition, titled Our Songs Came Through. The festival, which every two years transforms the center of this Dutch city into a widespread exhibition route, brings together over 40 international artists invited to reflect on the relationship between images, memory, and collective narrative. The title, taken from a quote by the American poet and activist Audre Lorde, invites us to question what endures over time and the stories that continue to be passed down through generations. Exhibitions, installations, and site-specific projects are spread across historic spaces, industrial sites, and outdoor installations, reaffirming BredaPhoto as one of Europe’s leading platforms dedicated to contemporary photography and the dialogue between images and society.
Images Vevey
From September 5 to 27, Images Vevey celebrates its tenth Biennial under the title We Are Family!. Curated by Stefano Stoll, the event brings together 50 artists from 15 countries and reaffirms the formula that has made it one of the most original events on the European scene: large-scale photographic installations—many of which were produced specifically for the festival—distributed across public spaces, historic buildings, and sites overlooking Lake Geneva. The theme chosen for 2026 takes the family as a starting point to explore contemporary relationships, forms of belonging, and chosen communities. Among the participants are established and emerging artists, invited to engage with one of the most universal and ever-changing themes of our time, reaffirming Images Vevey’s mission to make photography an immersive and site-specific experience.
THE MEDITERRANEAN THROUGH IMAGES
Between Tuscany, Puglia, Sicily, and Calabria, photography finds a new arena: not the major cultural capitals, but historic cities, inland areas, coastlines, and landscapes undergoing slow and profound transformations. These festivals share a close relationship with the territories that host them and use images to explore local identities, social changes, urban memory, and new ways of living. From the Apennine landscape of Cortona to the Mediterranean coast of Monopoli, Gibellina, and Ragusa, and on to projects underway in Salento and Calabria, the focus shifts toward an Italy that is less central to the circuit of major international photography hubs but increasingly active in contemporary photographic production.
Cortona On The Move
From July 16 to November 1, Cortona On The Move presents its 16th edition, titled Beautiful Country, featuring 33 exhibitions spread across the Girifalco Fortress and other venues throughout the city. Directed by Renata Ferri, the festival explores contemporary Italy, focusing on inland areas, transforming landscapes, and new social geographies. At the heart of this edition is Peninsula, a major collective commission entrusted to Arianna Arcara, Fabio Barile, Marina Caneve, Federico Clavarino, Matteo de Mayda, Giorgio Di Noto, Alessandro Imbriaco, Rachele Maistrello, Giulia Parlato, and Giovanna Silva, who were called upon to construct a collective portrait of the country through ten different perspectives. The program also includes exhibitions by Pieter Hugo, Silvia Rosi, Robin Schwartz, Federico Vespignani, and the duo The Archive of Public Protests, reaffirming Cortona’s role as one of Europe’s leading hubs for documentary photography and the creation of new works, while offering a reflection on the contemporary Italian landscape.
PhEST
From August 7 to November 1, Monopoli will host the eleventh edition of PhEST – See Beyond the Sea, the festival conceived and directed by Giovanni Troilo, with Arianna Rinaldo serving as photography curator and Roberto Lacarbonara as contemporary art curator. The chosen theme, What if?, invites visitors to imagine alternative scenarios and to question the present through photography, art, music, and interdisciplinary practices. Among the first featured artists announced are Roger Ballen, exhibiting Inferno and Outland; Vivian Maier, honored on the centennial of her birth with Shadows and Mirrors and a selection of Super 8 films; Polish photographer Marek Kita with his project FUNFUN/GUN; and Giuseppe De Mattia, who will transform community gossip and rumors into a widespread installation in the urban space. Rounding out the program are Sara Angelucci’s residency in the Torre Guaceto Nature Reserve and the opening concert by Giorgia Angiuli. Over the past ten years, PhEST has presented more than 250 exhibitions, involved over 400 artists, and welcomed more than 1.5 million visitors, solidifying its role as one of the Mediterranean’s leading cultural platforms.
Gibellina PhotoRoad
From July 4 to September 6, Gibellina PhotoRoad returns for its sixth edition as part of the program for Gibellina, Italian Capital of Contemporary Art 2026. Directed by Arianna Catania, this year’s festival is titled Senza tempo, a reflection on the relationship between memory, history, and the contemporary perception of time. Site-specific exhibitions and installations engage with the city’s architecture—rebuilt after the Belice earthquake—and its iconic landmarks, from the MAC to the Orestiadi Foundation. Among the featured artists are Erik Kessels with Ruins of Renewal, Stefano Cerio with Redemption of Nature, Teresa Giannico, Jacopo Di Cera, and Alice Grassi, alongside the participatory project Singolare plurale: a portrait for the city, which involves residents in a large collective archive spread throughout urban spaces.
Ragusa Foto Festival
From August 27 to September 27, Ragusa Ibla hosts the 14th edition of the Ragusa Foto Festival, founded and directed by Stefania Paxhia and curated by Alessandra Mauro. The chosen theme, Mediterranean Archetypes, draws inspiration from places, gestures, and relationships that, while transforming over time, continue to build a shared heritage of collective experiences and memories. Exhibitions, workshops, and the OFF Circuit, curated by Alfredo Corrao, will enliven the Baroque palaces and urban spaces of Ibla for a month, reaffirming the festival’s mission to weave together contemporary photography, regional identity, and new narratives of the South. Founded in 2012, the Ragusa Foto Festival has established itself as one of the leading photography platforms in the Mediterranean, capable of combining visual research, heritage preservation, and a focus on the social and demographic transformations of communities. The 2026 program brings together, among others, artists such as Gianni Berengo Gardin, Massimo Vitali, Francesco Bellina, Zied Ben Romdhane, Mous Lamrabat, and Evangelia Kranioti.
Yeast Photo Festival
From September 11 to November 8, the Yeast Photo Festival celebrates its fifth edition in Galatina and Lecce under the title A Matter of Taste, dedicated to food and its contemporary representations. Under the artistic direction of Edda Fahrenhorst, the festival continues its exploration of the relationship between photography, the environment, and food cultures, linking artistic practices to reflections on sustainability. While the full program is still pending, the 2026 edition has already announced a new Open Call for Curators, which will select two exhibition projects to be included in the official program, confirming the festival’s commitment to opening up to new curatorial voices and international dialogue. Founded in Salento and gradually expanded to multiple locations throughout the region, Yeast has established itself as one of the most original experiences in contemporary Italian photography, capable of connecting images, landscape, and local communities.
Fotografia Calabria Festival
The full 2026 program has not yet been announced, but the festival has already begun preparatory activities with the new edition of Residenza Radicale, the photographic research project directed by Diego Orlando that, from May 24 to 31, will take two young photographers under 35 to Catanzaro, Cosenza, and the surrounding areas. Founded in 2021 as the region’s first widespread photography festival, the Fotografia Calabria Festival has built its identity around the exploration of the landscape and local communities, with a particular focus on inland areas and the transformations taking place in Southern Italy. In recent editions, San Lucido, on the Tyrrhenian coast near Cosenza, has become a hub for contemporary photography featuring exhibitions, residencies, training, and local research, establishing itself as one of the most compelling observatories of Southern Italy.
THE PLATFORMS OF CONTEMPORARY PHOTOGRAPHY
Festivals play a decisive role in the ecosystem of contemporary imagery. Athens, Braga, Lodi, and Savignano are hubs of research, education, and discovery, where open calls, awards, portfolio reviews, and programs dedicated to emerging artists complement the most experimental exhibitions: platforms that identify new practices and emerging artists, helping to redefine the boundaries of contemporary photography and build the professional networks that support its growth.
Athens Photo Festival
From June 10 to July 26, the Athens Photo Festival returns to the Benaki Museum / Pireos 138 with a major group exhibition bringing together 70 artists and collectives from thirty countries. Founded in 1987 and organized by the Greek Center for Photography, the festival reaffirms its status as one of Europe’s leading platforms dedicated to photography and contemporary visual culture, with a program spanning photography, installation, publishing, archives, and moving images. Highlights include The Last Safe Abortion by American artist Carmen Winant, dedicated to the history of abortion clinics in the United States, and the visual research of Jinyong Lian and Hicham Benohoud, alongside dozens of artists selected through the international open call that each year identifies new practices and emerging figures in the photography scene. The main exhibition, spread across more than 3,000 square meters of exhibition space, is complemented by a comprehensive program of satellite projects, exhibitions throughout the city, portfolio reviews, mentoring, and residencies, confirming the festival’s role as a privileged observatory of emerging practices and new visual languages.
Encontros da Imagem
From September 18 to November 1, Braga will host the 36th edition of Encontros da Imagem, one of Europe’s oldest photography festivals and a landmark event on the Portuguese and international scene. Titled Imagined Territories, Enchanted Lands and centered on the themes of territory and identity, the 2026 edition features exhibitions spread across various cities in northern Portugal, creating a dialogue between documentary photography and practices that explore the boundaries of the medium. Alongside the exhibition program, the festival reaffirms its role as a platform for new generations through the Encontros da Imagem Award, the Photobook Award, and the Portfolio Reviews, which annually draw artists, curators, publishers, and professionals from around the world to Braga. Founded in 1987, the festival has established itself as one of Europe’s leading platforms for emerging photography, successfully combining research, education, and cultural production.
Festival of Ethical Photography
Founded in Lodi in 2010, the Festival of Ethical Photography has established itself as one of Europe’s leading events dedicated to photojournalism and socially engaged photography, featuring over twenty exhibitions, talks, and educational programs focused on major contemporary issues. The centerpiece of the event is the World Report Award | Documenting Humanity, one of the most prestigious international competitions for documentary photography, which in 2026 will offer approximately 21,000 euros in prize money, awards in six categories, and the production of exhibitions featuring the winning projects. Through the award, open calls for nonprofit organizations, and a comprehensive program of talks and educational activities, the festival has built over the years an international platform dedicated to chronicling the present and promoting social engagement through images.
SI Fest
Founded in 1992, SI Fest – Savignano Immagini Festival is one of Italy’s longest-running and most prestigious events dedicated to contemporary photography. Over the course of more than three decades, it has complemented its exhibitions with intensive scouting and training efforts through the Marco Pesaresi Prize for Contemporary Photography, the Werther Colonna Portfolio Prize, workshops, portfolio reviews, and projects dedicated to young photographers. More than just an exhibition series, SI Fest has established itself as a platform for research and dialogue that has helped train generations of photographers and consolidate Savignano sul Rubicone’s role as one of Italy’s photography capitals.
Jenny Dogliani
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