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AMÉLIE BERNARD
Nell'instancabile calendario dell'arte contemporanea anche le pause servono ormai soprattutto a organizzare la ripartenza. Il sistema globalizzato muove dall'Europa agli Stati Uniti e all'Asia quasi senza soluzione di continuità e settembre offre quest'anno un'istantanea particolarmente efficace di questa accelerazione. Fiere, Gallery Weekend, aperture coordinate e nuove Art Week si susseguono nel giro di poche settimane. Ma dietro l'affollamento del calendario sta emergendo qualcosa di più strutturale: il centro dell'attenzione si sta progressivamente spostando dal singolo evento all'intera città.
Dal 1° ottobre 2026 al 4 gennaio 2027 il museo di Amsterdam presenta per la prima volta la serie completa «One Hundred Aspects of the Moon» di Tsukioka Yoshitoshi, entrata recentemente nelle sue collezioni. Cento xilografie realizzate tra il 1885 e il 1892 nelle quali l’ultimo grande maestro dell’ukiyo-e trasformò la luna nel filo conduttore di un Giappone sospeso tra tradizione e modernizzazione. E proprio Van Gogh possedeva cinque sue stampe.
Da Man Ray a Sebastião Salgado, da Letizia Battaglia a Gregory Crewdson, l’autunno 2026 porta nei musei italiani alcune figure decisive della fotografia del Novecento e contemporanea. Ma la stagione riscopre anche Carla Cerati, Marialba Russo e Mimmo Jodice e utilizza l’immagine fotografica per rileggere ottant’anni di emancipazione femminile. Da Milano a Torino, Roma, Parma, Modena, Bologna, Reggio Emilia e Bassano del Grappa, abbiamo selezionato dieci mostre per leggere una stagione particolarmente densa.
Uno studio pubblicato sul «Journal of Archaeological Science» ha analizzato oltre cento manufatti dell’Età del Bronzo provenienti dall’attuale Grecia. Tredici anelli contengono nichel in quantità compatibili con l’impiego di ferro meteoritico. Rinvenuti soprattutto in contesti funerari di prestigio e associati a oro e argento, potrebbero essere stati simboli di rango delle élite minoiche e micenee.
Ventitré reperti archeologici siriani, prestati nel 2011 per una mostra a Parigi e rimasti in Francia durante gli anni della guerra civile e dell'isolamento diplomatico del regime di Bashar al-Assad, sono stati restituiti al Museo Nazionale di Damasco. Il rimpatrio, avvenuto in occasione della visita del presidente Emmanuel Macron, rappresenta il primo grande accordo culturale tra la Siria post-Assad e un Paese occidentale e potrebbe aprire una nuova stagione di cooperazione internazionale per il recupero del patrimonio disperso.
A due anni dalla prima installazione, Jen Catron e Paul Outlaw riportano a Times Square la loro monumentale scultura Hot Dog in the City, arricchita di simboli patriottici per il 250° anniversario dell'indipendenza americana. Dietro l'apparente leggerezza dell'opera si sviluppa una riflessione sull'identità nazionale, sul consumo, sullo spettacolo e sulla costruzione dei miti collettivi.
Due nuove storie digitali dedicate alle marine siciliane dei primi anni Settanta ampliano il percorso dell'Archivio Piero Guccione su Google Arts & Culture, che oggi raccoglie 156 immagini tra opere, fotografie e materiali d'archivio
L’artista polacca porta una nuova installazione monumentale in Piazza del Popolo e una selezione di opere nella Sala delle Pietre: un percorso tra illusioni visive, materia e percezione che mette in discussione il nostro rapporto con lo spazio e il tempo
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Dal 26 settembre 2026 al 7 marzo 2027 il Museo Novecento di Firenze dedica una grande mostra personale a Victor Man, tra i più autorevoli pittori europei della sua generazione. Curata da Sergio Risaliti, l'esposizione riunisce circa venticinque dipinti che attraversano alcuni dei temi centrali della sua ricerca, confermando il ruolo della pittura figurativa come uno dei linguaggi più vitali dell'arte contemporanea.
Le OGR Torino inaugurano in autunno The Quantum Effect, grande progetto curatoriale dedicato all'influenza della teoria quantistica sulla cultura visiva. Tra le opere più attese spicca The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth, una Infinity Mirror Room di Yayoi Kusama che segna il ritorno in Italia dell'artista giapponese dopo il grande successo delle sue installazioni immersive degli ultimi anni.
Figure umane, paesaggi attraversati dal vento, colori intensi e una luce studiata per dialogare con l'architettura gotica. Le sei nuove vetrate di Notre-Dame, progettate da Claire Tabouret e realizzate dall'Atelier Simon-Marq, racconteranno la Pentecoste reinterpretando una delle grandi tradizioni della cattedrale. Un intervento che guarda al presente senza rinunciare al dialogo con Viollet-le-Duc.
Da giovane artista che viveva in uno squat parigino alla commissione più discussa dell'arte francese contemporanea. Claire Tabouret è la pittrice scelta per realizzare le nuove vetrate di Notre-Dame. Un incarico che consacra una ricerca costruita attorno alla figura umana, alla memoria e all'identità, ma che la pone anche al centro di uno dei dibattiti più accesi sul rapporto tra patrimonio storico e linguaggio contemporaneo.
Palazzo Reale dedica una grande mostra alla famiglia Brueghel, ricostruendo l'evoluzione di una delle più influenti dinastie della pittura europea. Dal realismo visionario di Pieter Bruegel il Vecchio alle invenzioni di Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio, l'esposizione racconta come una stessa eredità abbia generato linguaggi diversi, contribuendo alla nascita della modernità figurativa tra Cinquecento e Seicento.
Un turista spagnolo ha raccolto per caso un dipinto di Joaquín Sorolla lasciato sul marciapiede a Siviglia da una famiglia che lo aveva dimenticato durante la partenza per le vacanze. Convinto inizialmente di aver trovato soltanto una bella cornice, ha scoperto grazie all'intelligenza artificiale che poteva trattarsi di un'opera autentica e, dopo aver appreso che era stata denunciata come smarrita, ha contattato la polizia per restituirla ai proprietari. Una vicenda che riflette sul valore dell'arte, sul ruolo delle nuove tecnologie e sull'importanza della provenienza.
Dal 12 al 20 settembre torna il London Design Festival, uno degli appuntamenti più influenti del calendario internazionale del design. L'edizione 2026 propone installazioni urbane, mostre, forum e progetti speciali che riflettono sulle relazioni tra patrimonio culturale, tecnologie emergenti, sostenibilità e trasformazioni geopolitiche della progettazione contemporanea.
Prima del Mondiale Michael Olise ha cancellato tutti i contenuti del proprio profilo Instagram. Da allora pubblica esclusivamente fotografie realizzate dal fotografo tedesco Lukas Korschan davanti a uno schermo televisivo. Il risultato è un progetto visivo che dialoga con la fotografia contemporanea, la videoarte e la cultura analogica, dimostrando come oggi anche un calciatore possa costruire la propria identità attraverso una precisa ricerca estetica.















