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Foto Herling, Herling, Werner, Sprengel Museum Hannover

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Yayoi Kusama torna in Italia con una nuova (spettacolare) Infinity Mirror Room

Le OGR Torino inaugurano in autunno The Quantum Effect, grande progetto curatoriale dedicato all'influenza della teoria quantistica sulla cultura visiva. Tra le opere più attese spicca The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth, una Infinity Mirror Room di Yayoi Kusama che segna il ritorno in Italia dell'artista giapponese dopo il grande successo delle sue installazioni immersive degli ultimi anni.

Amélie Bernard

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L'autunno delle OGR Torino sarà segnato dal ritorno in Italia di una delle opere più riconoscibili dell'arte contemporanea. Dal 31 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 l'hub culturale della Fondazione CRT presenta The Quantum Effect, progetto espositivo prodotto insieme a SMAC Venice e curato da Daniel Birnbaum e Jacqui Davies, dedicato all'influenza della teoria quantistica sull'immaginario visivo contemporaneo. L'attenzione del grande pubblico si concentrerà inevitabilmente sulla presenza di Yayoi Kusama, protagonista con The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth, una delle celebri Infinity Mirror Room che hanno trasformato l'artista giapponese in un fenomeno culturale globale. Dopo il successo ottenuto in Italia negli ultimi anni, il ritorno di una di queste installazioni rappresenta uno degli appuntamenti più attesi della stagione autunnale.

L'opera invita il visitatore a entrare in uno spazio costruito attraverso riflessi, luce e ripetizione, dove la percezione si dissolve in una sequenza apparentemente infinita di immagini. Un dispositivo che sintetizza alcuni dei temi centrali della ricerca di Kusama: l'annullamento dell'ego, la perdita dei confini tra individuo e universo e la dimensione cosmica dell'esperienza. La presenza dell'installazione assume un significato particolare all'interno di The Quantum Effect, mostra che prende spunto dai paradossi della fisica moderna per riflettere sulle trasformazioni della percezione contemporanea. Il percorso riunisce artisti come Cerith Wyn Evans, Isa Genzken, Tomás Saraceno, Mark Leckey, Rirkrit Tiravanija, Elaine Sturtevant e Man Ray, mettendo in relazione arte contemporanea, cinema, cultura pop e riflessione scientifica.

L'obiettivo dei curatori non è illustrare la fisica quantistica, ma osservare come le sue intuizioni abbiano modificato il modo di immaginare spazio, tempo e realtà nel corso del Novecento e del XXI secolo. Da qui nasce un progetto multidisciplinare che comprende anche una rassegna cinematografica realizzata con il Museo Nazionale del Cinema, costruita attorno ai rapporti tra cinema e immaginari speculativi, a partire dal riferimento simbolico al monolite di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. L'arrivo di Kusama offre anche l'occasione per riflettere sul ruolo assunto oggi dalle Infinity Mirror Room nel sistema dell'arte. Nate come ambienti sperimentali negli anni Sessanta, queste installazioni sono diventate negli ultimi anni uno dei fenomeni espositivi più efficaci nel coniugare ricerca artistica e partecipazione del pubblico. La loro forza non risiede soltanto nella spettacolarità visiva o nella diffusione sui social media, ma nella capacità di trasformare il visitatore in parte integrante dell'opera, ridefinendo il rapporto tra osservatore, spazio e immagine. La scelta delle OGR Torino appare coerente con l'impianto curatoriale della mostra: utilizzare una delle opere immersive più celebri dell'arte contemporanea per interrogare il modo in cui percepiamo l'infinito, la moltiplicazione delle immagini e la natura stessa della realtà, temi che attraversano tanto la ricerca di Kusama quanto le riflessioni aperte dalla teoria quantistica.

Amélie Bernard, 01 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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