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Amélie Bernard
Leggi i suoi articoliLa fotografia occupa ormai una posizione molto diversa nel sistema espositivo italiano rispetto a vent'anni fa. Ha conquistato musei generalisti, fondazioni private, palazzi storici e istituzioni dedicate all'arte contemporanea; contemporaneamente, la distinzione tra fotografia documentaria, fotogiornalismo e ricerca artistica si è fatta sempre meno rigida. L'autunno 2026 restituisce con particolare chiarezza questo cambiamento. Il calendario italiano mette insieme alcune delle figure che hanno costruito il canone fotografico del Novecento (come Man Ray, Robert Doisneau, Elliott Erwitt, Sebastião Salgado) e autori che hanno trasformato l'immagine in strumento di indagine politica, antropologica e sociale, come Letizia Battaglia, Carla Cerati e Marialba Russo. Gregory Crewdson rappresenta invece l'altro estremo della fotografia contemporanea: l'immagine completamente costruita, prodotta attraverso set e apparati vicini al cinema. Mimmo Jodice porta il medium verso una riflessione sul tempo, sull'assenza e sulla percezione. Ne emerge una stagione nella quale la fotografia viene trattata sempre più esplicitamente come parte strutturale della storia dell'arte e della cultura visiva, e sempre meno come settore espositivo autonomo.
Man Ray: quando la fotografia diventa avanguardia
Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo (Parma) | 12 settembre-13 dicembre 2026
È uno dei progetti più ampi della stagione. «Man Ray: tutto» riunisce oltre 250 opere fra fotografie, dipinti, oggetti, sculture, grafiche, libri e film e viene presentata dalla Fondazione Magnani-Rocca come la più completa retrospettiva mai dedicata all'artista in Italia. Curata da Walter Guadagnini, Mauro Carrera e Stefano Roffi, comprende immagini ormai entrate nell'iconografia del XX secolo, da Le Violon d'Ingres a Noire et Blanche, insieme a rayographs, solarizzazioni, oggetti e lavori cinematografici. Il punto interessante è proprio quel «Tutto» del titolo. Man Ray permette di osservare il momento nel quale la fotografia cessa definitivamente di essere pensata come semplice strumento di registrazione e diventa laboratorio dell'avanguardia, contaminandosi con Dada, Surrealismo, moda, cinema, editoria e design.
Robert Doisneau e la costruzione poetica della vita quotidiana
Nuova Ala di Palazzo dei Musei, Modena | 24 settembre 2026-24 gennaio 2027
Circa 130 fotografie in bianco e nero provenienti dall'Atelier Robert Doisneau ricostruiscono a Modena l'universo di uno dei protagonisti della fotografia umanista francese. Ci sono fabbriche, bistrot, scuole, jazz club, strade e naturalmente Le baiser de l'Hôtel de Ville, diventata una delle immagini fotografiche più riconoscibili del Novecento. Doisneau interessa oggi anche per la distanza che separa il suo modo di raccontare la città dall'iperproduzione contemporanea di immagini. La strada diventa un teatro nel quale osservazione, attesa e costruzione narrativa trasformano l'ordinario in racconto sociale.
Carla Cerati, fotografia e scrittura dentro il Novecento italiano
Palazzo Reale, Milano | 26 settembre 2026-10 gennaio 2027
Nel centenario della nascita, Palazzo Reale dedica circa 200 opere a Carla Cerati, in una mostra curata da Elena Cerati, Giovanna Calvenzi e Mariateresa Cerretelli. Fotografie, libri, documenti, materiali d'archivio e video ricostruiscono un'attività che attraversa Milano, il teatro, il ritratto, il corpo e soprattutto le trasformazioni politiche e sociali dell'Italia del secondo Novecento. Centrale rimane Morire di classe, l'indagine sui manicomi realizzata con Gianni Berengo Gardin e pubblicata nel 1969, ma «Plurale femminile. Fotografia e scrittura 1926-2026» consente di restituire Cerati a una dimensione più ampia. Fotografa e scrittrice, osservatrice della città e dei corpi, è una delle figure attraverso cui rileggere il rapporto fra immagine, emancipazione e trasformazione dei costumi.
Ottant'anni di donne italiane attraverso la fotografia
Gallerie d'Italia-Milano | 26 settembre 2026-7 febbraio 2027
Qui la fotografia diventa soprattutto documento storico e dispositivo di memoria collettiva. «LIBERE! 1946-2026. Le conquiste delle donne», curata da Renata Ferri e promossa da iO Donna in collaborazione con le Gallerie d'Italia, utilizza le immagini per attraversare ottant'anni di storia italiana dalla nascita della Repubblica a oggi. Le trasformazioni del lavoro, i diritti civili, la partecipazione alla vita pubblica e l'evoluzione dei ruoli sociali costruiscono l'ossatura del percorso. È interessante inserirla accanto alle monografiche perché mostra l'altra funzione che il medium sta assumendo nei musei: costruire storia attraverso gli archivi fotografici. L'immagine non viene isolata come capolavoro, ma inserita dentro sequenze capaci di restituire mutamenti sociali, politici e antropologici.
Marialba Russo e l'altro sguardo sull'Italia
MACRO, Roma | 24 settembre 2026-31 gennaio 2027
Tra le riscoperte più interessanti dell'autunno c'è Marialba Russo, cui il MACRO dedica «Sguardo rovescio», curata da Cristiana Perrella ed Elena Magini: la prima grande mostra museale italiana sull'autrice. Sei nuclei della produzione degli anni Settanta mettono in relazione fotografia, antropologia visiva, corpo, genere, ritualità e cultura popolare. È una mostra importante anche sul piano storiografico. Russo appartiene a quella generazione di fotografe italiane che sta progressivamente tornando al centro dell'attenzione istituzionale. Il suo «sguardo rovescio» mette in discussione la rappresentazione di una società ancora fortemente patriarcale e osserva anche la mascolinità da una prospettiva femminile, spostando le convenzioni visive della fotografia italiana del periodo.
Elliott Erwitt, oltre le immagini diventate icone
Museo Civico Archeologico, Bologna | 1 ottobre 2026-28 febbraio 2027
Il rischio, con Elliott Erwitt, è che la straordinaria popolarità di alcune immagini finisca per oscurare la complessità dell'autore. «L'arte di osservare», curata da Biba Giacchetti, prova esplicitamente a spostare il fuoco dal repertorio iconico all'uomo dietro l'obiettivo: padre, marito, amico, viaggiatore e osservatore della condizione umana. Ironia e malinconia convivono in una fotografia fondata sulla capacità di individuare, dentro il flusso della realtà, una relazione improvvisa tra persone, animali, gesti e spazio urbano. Erwitt rappresenta così uno dei grandi modelli di quella fotografia dell'istante che ha definito buona parte dell'immaginario del XX secolo.
Gregory Crewdson: una fotografia grande come il cinema
Chiostri di San Pietro, Reggio Emilia | 10 ottobre 2026-17 gennaio 2027
Dall'istante colto per strada si passa al suo contrario: l'immagine pianificata in ogni dettaglio. La retrospettiva «Gregory Crewdson. Eveningside», curata da Jean-Charles Vergne e realizzata in collaborazione con le Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo, riunisce per la prima volta in un unico percorso la trilogia Cathedral of the Pines, An Eclipse of Moths ed Eveningside, sviluppata dall'artista statunitense nell'arco di un decennio. Crewdson lavora come un regista: set, illuminazione, attori, troupe e postproduzione trasformano lo scatto in una macchina narrativa complessa. Le periferie americane diventano scenari psicologici sospesi tra Edward Hopper, cinema noir e immaginario suburbano. È forse la mostra che meglio racconta quanto la fotografia contemporanea si sia allontanata dall'idea tradizionale di testimonianza del reale.
Luca Campigotto. Wandering Europe
Gallerie d'Italia, Torino
La mostra, in scena dal 1° ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, a cura di Walter Guadagnini, si inaugura nell’ambito della rassegna La Grande Fotografia Italiana, curata da Roberto Koch. Il progetto rende omaggio a uno dei protagonisti della fotografia italiana contemporanea, la cui ricerca si è sviluppata intorno al viaggio, alle città e ai paesaggi, esplorati in tutto il mondo attraverso immagini a colori e in bianco e nero.
Anastasia Samoylova. Harbour
A partire dal 22 ottobre 2026 e fino al 7 febbraio 2027, le Gallerie d’Italia di Torino presenteranno inoltre Anastasia Samoylova. Harbour, a cura di Emanuela Mazzonis. L’artista russo-americana, tra le voci più autorevoli della fotografia contemporanea, sviluppa una nuova ricerca dedicata alle città d’acqua europee e alle trasformazioni del loro paesaggio.
Letizia Battaglia, Palermo oltre la mafia
CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia, Torino | 17 ottobre 2026-7 febbraio 2027
Oltre 200 fotografie ricostruiscono cinquant'anni di lavoro in «Letizia Battaglia. L'opera 1970-2020», curata da Walter Guadagnini e coprodotta da CAMERA e Jeu de Paume con l'Archivio Letizia Battaglia. Dopo le tappe francesi e quella italiana di Forlì, Torino chiude il percorso del progetto. La questione critica è liberare Battaglia dalla definizione riduttiva di «fotografa della mafia». Le immagini degli omicidi e della violenza criminale restano centrali, ma accanto a esse emergono bambini, donne, feste religiose, ospedali psichiatrici, strade e volti. Palermo diventa il laboratorio di una fotografia politica nel senso più ampio del termine: osservazione dei rapporti di potere, delle disuguaglianze e della dignità individuale.
Sebastião Salgado, cinquant'anni di mondo
Museo Civico, Bassano del Grappa | 24 ottobre 2026-4 aprile 2027
A un anno dalla morte del fotografo brasiliano, Bassano del Grappa ospita la prima retrospettiva italiana costruita sull'intero arco della sua attività. Curata da Pascal Hoël, responsabile delle collezioni della Maison Européenne de la Photographie di Parigi, presenta oltre 160 fotografie provenienti dalla MEP. Il percorso permette di osservare anche la trasformazione della ricerca di Sebastião Salgado: dai grandi reportage sulle migrazioni, sul lavoro e sulle disuguaglianze fino a Genesis, dove l'attenzione si sposta verso ecosistemi e territori ancora relativamente preservati. È anche l'occasione per riaprire una questione critica che accompagna Salgado da decenni: il rapporto fra bellezza formale e testimonianza della sofferenza, tra estetizzazione e capacità dell'immagine di produrre coscienza politica.
Mimmo Jodice: fotografare il vuoto
Vistamare, Milano | 30 settembre-13 novembre 2026
Una mostra più raccolta, ma criticamente significativa. A un anno dalla scomparsa di Mimmo Jodice, Vistamare presenta «IMMAGINI DEL VUOTO: dalla camera oscura alla camera chiara», curata da Andrea Viliani con Linda Fregni Nagler e Armin Linke e realizzata con l'Archivio Mimmo Jodice. È la prima esposizione dedicata all'artista dalla galleria dopo la sua morte. Jodice porta la fotografia verso un territorio radicalmente diverso dal reportage. Paesaggio, archeologia, architettura, assenza e sospensione temporale diventano elementi attraverso i quali interrogare la natura stessa dell'immagine. La fotografia smette di funzionare come prova di qualcosa che è accaduto e diventa spazio mentale, materia, tempo.
Amélie Bernard
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Uno studio pubblicato sul «Journal of Archaeological Science» ha analizzato oltre cento manufatti dell’Età del Bronzo provenienti dall’attuale Grecia. Tredici anelli contengono nichel in quantità compatibili con l’impiego di ferro meteoritico. Rinvenuti soprattutto in contesti funerari di prestigio e associati a oro e argento, potrebbero essere stati simboli di rango delle élite minoiche e micenee.
Ventitré reperti archeologici siriani, prestati nel 2011 per una mostra a Parigi e rimasti in Francia durante gli anni della guerra civile e dell'isolamento diplomatico del regime di Bashar al-Assad, sono stati restituiti al Museo Nazionale di Damasco. Il rimpatrio, avvenuto in occasione della visita del presidente Emmanuel Macron, rappresenta il primo grande accordo culturale tra la Siria post-Assad e un Paese occidentale e potrebbe aprire una nuova stagione di cooperazione internazionale per il recupero del patrimonio disperso.
A due anni dalla prima installazione, Jen Catron e Paul Outlaw riportano a Times Square la loro monumentale scultura Hot Dog in the City, arricchita di simboli patriottici per il 250° anniversario dell'indipendenza americana. Dietro l'apparente leggerezza dell'opera si sviluppa una riflessione sull'identità nazionale, sul consumo, sullo spettacolo e sulla costruzione dei miti collettivi.
Due nuove storie digitali dedicate alle marine siciliane dei primi anni Settanta ampliano il percorso dell'Archivio Piero Guccione su Google Arts & Culture, che oggi raccoglie 156 immagini tra opere, fotografie e materiali d'archivio



