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ARTE CONTEMPORANEA
Dal 25 settembre al 14 maggio 2027, sulla facciata rinascimentale e nelle sale interne dell’istituzione pontificia sono esposti capolavori contemporanei che raccontano l’acqua, l’elemento naturale amico e nemico dei libri, e inaugurano un nuovo ciclo espositivo quinquennale
Da novembre ad aprile 2027 il Mnad-Museo nazionale dell’Arte digitale propone due progetti che indagano le possibilità dell’immagine contemporanea attraverso linguaggi differenti ma accomunati da una riflessione sul tempo e sull’esperienza dello spettatore
Dall’Upper East Side a Leonard Street: una nuova sede per una galleria che compie quasi quarant’anni e che inaugura il nuovo corso con Valerio Adami, artista europeo da rileggere oggi, tra Pop Art, inquietudini politiche e cultura di massa
Il «sistema» (dai curatori ai musei, al mercato e, oggi, anche gli algoritmi) seleziona continuamente. Ciò che sembra essersi indebolito è la responsabilità del giudizio. Oggi sono le istituzioni museali ad avere il compito di interrompere, almeno qualche volta, il circuito delle conferme e delle scelte compiute altrove. Devono poter rischiare, motivare le proprie decisioni e offrire al pubblico gli strumenti per discuterle
Fondato nel golfo di Saint-Tropez da Paolo Scarani, Xavier Sautien e Michele Codoni, lo spazio celebra il decennale rimanendo fedele al suo spirito ruvido e sperimentale
Le Denise Coates Exhibition Galleries del Courtauld riuniranno 19 tra i suoi dipinti più rappresentativi, tutti mai esposti prima in Gran Bretagna
Al Pirelli HangarBicocca, la personale composta di sculture, performance e installazioni ripercorre per la prima volta in Europa vent’anni di ricerca dell’artista giapponese-americana
La Chapelle Saint-Louis de la Salpêtrière accoglierà le opere di ventinove artisti internazionali, da Steina Vasulka e Ibrahim Mahama, con Ana Mendieta come ospite d'onore
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Tremila euro al mese di affitto hanno costretto Domenico Belletti, quasi 81 anni, a chiudere l’attività di famiglia aperta nel 1928, rimasta l’unica edicola di Lipari. Ma i giornali non sono scomparsi: Belletti ha trasformato un furgoncino rosso in un punto vendita itinerante. Una storia locale che racconta un fenomeno nazionale: in vent’anni l’Italia ha perso 15mila edicole e circa 5mila comuni non ne hanno più nemmeno una.
Le chiusure fanno notizia, le aperture molto meno. Eppure un censimento internazionale aggiornato al 12 settembre restituisce un quadro sorprendentemente equilibrato: 38 gallerie hanno ampliato o migliorato la propria presenza fisica nel 2026, contro 33 che hanno ridimensionato gli spazi o cessato l’attività. Il saldo, però, è soltanto l’inizio della storia. Dietro quei numeri si sta ridisegnando la geografia del mercato: capitali, quartieri, dimensioni, costi e modelli di business stanno selezionando chi può ancora permettersi una galleria e, soprattutto, quale galleria.
Giacometti e il suo rapporto con l’Italia, la prima ampia personale italiana di Doris Salcedo, i processi creativi di Bruno Munari, Giovanni Anselmo dopo la scomparsa, Soutine e la Scuola di Parigi, fino alla diffusione di Leonardo nell’Europa di Rubens e Rembrandt. Milano ha già scoperto buona parte delle carte per il 2027: un calendario che attraversa Palazzo Reale, PAC, Fabbrica del Vapore, Castello Sforzesco e le altre istituzioni civiche, con progetti destinati in alcuni casi a raggiungere il 2028.
Dal surrealismo di Dalí alla continua metamorfosi di Francis Picabia, dalla dinastia dei Brueghel alla fotografia di Carla Cerati. E poi Matisse al MUDEC, Shilpa Gupta alla GAM, Sheila Hicks al PAC, Tommaso Trini al Museo del Novecento e Francesco Somaini al CASVA. Milano entra nell’autunno 2026 con una stagione particolarmente fitta, distribuita tra le principali istituzioni civiche e destinata in molti casi a proseguire nei primi mesi del 2027.
A vent’anni dalla morte, Palazzo Reale ricostruisce la vita pubblica e privata di Oriana Fallaci attraverso fotografie, manoscritti, documenti e oggetti personali. Dalla Resistenza al Vietnam, da Tlatelolco alle interviste con Khomeini, Kissinger, Arafat e Gheddafi, fino alla lunga stagione americana e ai libri: emerge il ritratto di una giornalista che trasformò l’intervista in confronto e la propria soggettività in parte del racconto. Una figura decisiva e controversa, impossibile da separare dalle fratture politiche e culturali del secondo Novecento.
Tre monografiche, tutte curate da Diego Sileo, scandiscono la programmazione del Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano fino all’inizio del 2028. Si parte il 17 novembre con la prima retrospettiva italiana di Sheila Hicks, oltre duecento opere per ripercorrere settant’anni di ricerca sulla fibra e sul colore. Dal 25 marzo 2027 sarà la volta della prima ampia personale italiana di Doris Salcedo, mentre a novembre arriverà Flatform, con la prima grande monografica dedicata al collettivo da un’istituzione italiana.
Si chiude oggi, 13 settembre, alle Gallerie d’Italia-Napoli OBEY: Power to the Peaceful, la mostra di Shepard Fairey curata da Giuseppe Pizzuto: dal 6 maggio oltre 150mila visitatori e un progetto estesoosi dalle sale del museo allo spazio pubblico della città. Per la sede di Intesa Sanpaolo è già tempo di una nuova stagione: a novembre il confronto tra Angelica Kauffmann ed Élisabeth Vigée Le Brun, a dicembre Alighiero Boetti con circa 35 opere della Collezione Agrati.
Lo storico albergo non offre solo ospitalità d’eccellenza, ma vuole essere un punto di riferimento culturale in costante dialogo con l’arte contemporanea. La direttrice Gloria Beggiato traccia il percorso di una collezione in costante espansione che include lavori di Joseph Kosuth, Tony Cragg e Christopher Bucklow















