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FOCUS IRAN
«In Iran si è formato un campo culturale radicale che vive fuori dalle istituzioni e dal mercato», spiega l’artista. «Social e spazi informali (case, strade, caffè, parchi...) diventano archivi alternativi, dove l’esperienza è registrata e condivisa in tempo reale»
Fin dalla Rivoluzione le donne, limitate nei diritti civili, punite, oppresse e censurate, protestano, denunciano, usano l’ironia e sfidano la normalità. Spesso guardando alla ribellione come a una condizione irrinunciabile dell’esistenza
Il racconto degli artisti tra censura e diaspora. Intanto fuori dal Paese l’interesse cresce in musei, biennali, mercato. Ma c’è un rischio: incorniciare l’arte iraniana in narrazioni preconfezionate di crisi e trauma, in storie «consumabili» di sofferenza
L’artista iraniana-americana firma la regia dell’opera di Gluck, su libretto di Calzabigi, che debutta al Teatro Regio di Parma il 23 gennaio. Collocati in un’ambientazione contemporanea, il cantore e la ninfa non sono più figure mitologiche, ma esseri umani attraversati da amore, dolore e incomunicabilità



