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Thaddeus Mosley

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Thaddeus Mosley

«Senza l’Africa occidentale non ci sarebbe stato il cubismo». Addio allo scultore Thaddeus Mosley

È morto a Pittsburgh all’età di 99 anni Thaddeus Mosley, artista americano noto per le sue sculture astratte in legno, realizzate a partire da tronchi recuperati di noce, ciliegio e sicomoro. La notizia è stata diffusa dalla famiglia. Il figlio Khari Mosley, consigliere comunale della città, lo ha ricordato come «un pilastro della comunità e una forza creativa inimitabile».

Lavinia Trivulzio

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È morto a Pittsburgh all’età di 99 anni Thaddeus Mosley, artista americano noto per le sue sculture astratte in legno, realizzate a partire da tronchi recuperati di noce, ciliegio e sicomoro. La notizia è stata diffusa dalla famiglia. Il figlio Khari Mosley, consigliere comunale della città, lo ha ricordato come «un pilastro della comunità e una forza creativa inimitabile».

Per decenni Mosley ha lavorato in relativa solitudine a Pittsburgh, costruendo un linguaggio scultoreo riconoscibile e radicale, fondato su una relazione diretta con il materiale. Le sue opere, spesso pesanti centinaia di chilogrammi, appaiono sorprendentemente leggere: forme sinuose e slanciate emergono dalle venature del legno, seguendo un processo che lo stesso artista descriveva come una ricerca di equilibrio nello spazio.

Mosley scolpiva tronchi recuperati che trasportava nel suo studio e lavorava con sgorbie di diverse dimensioni. La direzione delle venature guidava il gesto dell’artista, determinando il ritmo e l’andamento delle forme. Il risultato erano sculture che sembrano oscillare tra peso e movimento. Nonostante fosse da tempo considerato una figura di riferimento nella scena artistica di Pittsburgh, il riconoscimento istituzionale su larga scala è arrivato solo negli ultimi anni della sua vita.

Un passaggio decisivo è stata la partecipazione alla Carnegie International del 2018, una delle più importanti rassegne d’arte contemporanea negli Stati Uniti. Da quel momento musei come il Whitney Museum, il Brooklyn Museum, il Guggenheim Museum e il Seattle Art Museum hanno acquisito le sue opere. Critici e artisti hanno iniziato a riconoscere il peso della sua ricerca. Il pittore Sam Gilliam lo aveva definito il «custode degli alberi», sottolineando il rapporto quasi spirituale che Mosley instaurava con il materiale.

Mosley era nato nel 1926 a New Castle, in Pennsylvania. Il padre lavorava nelle miniere di carbone e la famiglia si spostò spesso durante la sua infanzia. Dopo il liceo si arruolò nella Marina degli Stati Uniti e successivamente frequentò l’Università di Pittsburgh, dove studiò inglese e giornalismo. Un momento decisivo arrivò nel 1948, quando durante un corso di storia mondiale vide per la prima volta immagini delle sculture di Constantin Brâncuși. Le forme essenziali del modernista rumeno gli suggerirono una connessione con le sculture africane che Mosley iniziava a studiare e collezionare.

Negli ultimi anni della sua carriera Mosley ha ampliato la scala del suo lavoro. Alcune sculture in legno sono state fuse in bronzo e installate in spazi pubblici. Tra queste Gate III (2022), presentata nel 2025 dal Public Art Fund a City Hall Park a New York: un portale monumentale che ricorda due tronchi intrecciati. La parabola di Mosley rimane quella di un artista che ha lavorato a lungo ai margini delle istituzioni e del mercato, ricevendo riconoscimento solo in età avanzata. La sua opera oggi viene letta come un ponte tra modernismo, tradizioni africane e scultura contemporanea americana.

Lavinia Trivulzio, 08 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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