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FRANCESCO PIPERNO
L’artista è morto a 43 anni in un incidente sulla spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeiro. Ex seminarista, Cass aveva costruito una ricerca nella quale l’eredità del Neoconcretismo brasiliano incontrava iconografia cattolica, filosofia e spiritualità carmelitana. Colore e forme geometriche diventavano strumenti per superare la contrapposizione tra razionalità e percezione: nella sua ultima personale a Porto aveva definito questa ricerca «geometria sensibile».
Julian Schnabel e Pietro Moretti a confronto alla Paggeria Arte di Sassuolo: due generazioni e due linguaggi diversi per interrogare la pittura tra materia, realtà, memoria e racconto
In occasione dell'eclissi solare del 12 agosto, Il Giornale dell'Arte dedica una serie di approfondimenti alle opere che hanno trasformato i fenomeni astronomici in linguaggio artistico. Con Wall Eclipse (2004), Olafur Eliasson non rappresenta un'eclissi: la ricrea artificialmente nello spazio espositivo, trasformando luce, ombra e movimento in un'esperienza percettiva che coinvolge direttamente lo spettatore.
In occasione dell'eclissi solare del 12 agosto, Il Giornale dell'Arte dedica una serie di approfondimenti alle opere che hanno trasformato i fenomeni astronomici in linguaggio artistico. Nel Mer et soleil (1925) Max Ernst guarda al cielo attraverso il Surrealismo: il Sole smette di essere un fenomeno naturale e diventa un'immagine dell'inconscio, sospesa tra paesaggio, alchimia e sogno.
In occasione dell'eclissi solare del 12 agosto, Il Giornale dell'Arte dedica una serie di approfondimenti alle opere che hanno trasformato i fenomeni astronomici in linguaggio artistico. Nel dipinto Eclipse of the Sun (1926), George Grosz abbandona il cielo per osservare la politica: il Sole diventa il simbolo del capitale che oscura la democrazia e illumina una delle più feroci denunce del Novecento.
In occasione dell'eclissi solare del 12 agosto, Il Giornale dell'Arte dedica una serie di approfondimenti alle opere che hanno trasformato i fenomeni astronomici in immagini. Prima ancora degli artisti, fu un fotografo prussiano a fissare per la prima volta un'eclissi totale: un dagherrotipo del 1851 che cambiò per sempre il rapporto tra fotografia, scienza e osservazione del cielo
In occasione dell'eclissi solare del 12 agosto, Il Giornale dell'Arte dedica una serie di approfondimenti alle opere che hanno trasformato i fenomeni astronomici in immagini. Con Eclipse of the Sun II (1975), Roy Lichtenstein abbandona temporaneamente l'immaginario del fumetto per confrontarsi con uno degli eventi più spettacolari del cosmo, traducendolo nel linguaggio essenziale della geometria e della Pop Art.
In occasione dell'eclissi solare del 12 agosto, Il Giornale dell'Arte dedica una serie di approfondimenti alle opere che hanno trasformato i fenomeni astronomici in linguaggio artistico. Per Wolfgang Tillmans il cielo è un laboratorio percettivo dove fotografia, tempo e materia mettono continuamente in discussione il nostro modo di vedere.
Articoli precedenti
In occasione dell'eclissi solare del 12 agosto, Il Giornale dell'Arte propone una serie di brevi approfondimenti dedicati alle opere che hanno trasformato i fenomeni astronomici in immagini. Tra queste, Eclipse (1970) di Alma Thomas, ultimo capitolo della sua serie Space, traduce il raro allineamento tra Sole e Luna in una vibrante costruzione cromatica, dove l'astrazione diventa esperienza della luce, del tempo e del cosmo.
L'Eclissi di sole a Venezia dell'8 luglio 1842 è una delle più sorprendenti rappresentazioni di un fenomeno astronomico nella storia dell'arte occidentale. Il dipinto è stato analizzato dagli astronomi per verificarne l'accuratezza e rivela un equilibrio raro tra osservazione scientifica, rigore prospettico e interpretazione poetica, facendo di Caffi un precursore del dialogo tra arte e scienza.
Il 12 agosto il cielo europeo sarà attraversato dalla prima eclissi totale di Sole visibile dal continente dal 1999. Da presagio divino a oggetto di osservazione scientifica, fino a esperienza percettiva nell'arte contemporanea, il fenomeno ha accompagnato per secoli l'evoluzione dello sguardo occidentale. Un viaggio tra pittura, fotografia e ricerca contemporanea per capire come pochi minuti di oscurità abbiano trasformato il modo di rappresentare il mondo.
In occasione dell'eclissi di Sole del 12 agosto 2026, Il Giornale dell'Arte inaugura una breve serie di approfondimenti dedicati alle opere che, nel corso della storia dell'arte, hanno interpretato il cielo, il cosmo e i fenomeni astronomici. Abbiamo chiesto a uno storico dell'arte di guidarci nella lettura di alcuni capolavori in cui pittura e universo si incontrano. Si comincia con Sketch for Several Circles (1926) di Wassily Kandinsky. Realizzato nel 1926 durante gli anni del Bauhaus, Sketch for Several Circles rappresenta uno dei punti più alti della riflessione di Kandinsky sulla geometria come linguaggio spirituale. Attraverso una costellazione di cerchi sospesi nello spazio, l'artista trasforma la pittura in una cosmologia astratta, dove musica, equilibrio e percezione convergono in una nuova idea di immagine.











