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Le 100 architetture più spettacolari dal Duemila commentate da Gaggero & Luccardini

Clichy-Batignolles (Parigi), Complesso residenziale (2015), Aires Mateus e Associados
Gaggero & Luccardini  |

C’è in giro una competizione fra gli architetti, che vengono incaricati spesso con l’unico scopo di lasciare il segno. Noi trattiamo la cosa in tono bonario, come fosse un invito a visitare il manufatto trovato. Però poniamo interrogativi che facciano almeno riflettere. La cultura globale e la contemporaneità dell’informazione giocano i loro ruoli. In ogni città si tenta di avere un qualche manufatto dalla forma epocale: matitoni, biscioni, rasoi, schegge, apribottiglie, supposte, caciotte, prismi incubotici e incombenti. L’estetica e il bello sono categorie obsolete. L’etica è superatissima; conta solo l’utile e si misura in denaro. Il bello è confuso con lo stupefacente. Le soluzioni più ostiche rivelano comunque genio e inventiva. Però impressiona la supponenza di molti, l’assenza di responsabilità per le generazioni future e in fondo la superficialità culturale. Viviamo lo stato di fatto. Non c’è spazio per la riflessione, tantomeno per la contemplazione. Ci capitano delle cose e le subiamo, quindi anche le forme delle case e delle città. Non conta l’insieme e nemmeno l’intorno.


Clichy-Batignolles (Parigi), Complesso residenziale (2015), Aires Mateus e Associados
«Un bellissimo mostro». Così l'architetto Vincent Parreira definisce (con affetto) il nuovo eco-quartiere parigino a Clichy-Batignolles firmato a quattro mani con i portoghesi Aires Mateus e Associados. Un complesso residenziale che gioca su contrasti, trasparenze e forme archetipe. Il progetto è composto da due edifici in contrasto, uno bianco e uno nero, uno verticale e l'altro orizzontale, per un totale di 170 appartamenti e, a livello strada, attività commerciali. Il complesso è caratterizzato da due chilometri lineari di affacci esterni, balconi e terrazzi, secondo l'arretramento della facciata [«Abitare» n. 579]

«Un bellissimo mostro», autoironico ossimoro o affetto genitoriale; sotto il Vesuvio si dice: ogni scarrafone è bello a mamma sua. C’è ansia sull'interrogativo: Chi ci abiterà proverà affetto? 


Edimburgo, Parlamento di Scozia (2004), Enric Mirelles e Benedetta Tagliabue
L’assemblea scozzese ha trovato sede in questo avveniristico edificio. La costruzione ha profondamente diviso l’opinione pubblica: costato quasi 400 milioni di sterline, l’edificio dovrebbe ricordare le imbarcazioni tradizionali scozzesi, con motivi architettonici bizzarri come i rivestimenti esterni a forma di incudine e le finestre ispirate alle celle di clausura dei monasteri, ma in realtà è stato aspramente criticato per il suo carattere spiccatamente moderno a contrasto con la bellezza del centro storico da una parte e della natura dall’altra. L’esterno sembra un’accozzaglia senza senso di stili e di spazi, ma l’interno è arioso e con un suggestivo soffitto in vetro a forma di chiglia di nave rovesciata. [scozia.net]

Ci sono voluti due architetti continentali per fare tale meraviglia: in tutta la Scozia non s'è trovato nessuno per infondere nell'edificio più prestigioso del proprio Paese, un po' delle tradizioni che caratterizzano quel popolo. Non dico di inserire in facciata torrioni a forma di cornamusa o rivestire di kilt le pareti esterne, ma almeno evitare l'accozzaglia e le bizzarrie che hanno suscitato l'indignazione del pubblico locale. Occasioni del genere non si ripetono, a meno che la Scot-exit... 


Hanoi (Vietnam), Campus universitario (2017), Vo Trong Nghia Architect
Questo è il campus dell'università FPT (Financing and Promoting Technology) ed è stato progettato per incoraggiare un sano equilibrio tra ambienti fisici e virtuali. L'aumento dell'urbanizzazione e della densità edilizia nelle città vietnamite ha un grande impatto sulla vegetazione e su quello che un tempo era il forte legame della popolazione urbana con l'ambiente, perciò è stato previsto un albero in ogni stanza e i giardini intorno permettono un rapporto costante con la natura. Questa si estende anche in cima all'edificio con un giardino a gradoni che può essere utilizzato sia dagli studenti che dal personale. [designboom.com]

Lo sforzo di ripristinare l'antico rapporto del popolo vietnamita con i suoi boschi è molto apprezzabile. Non siamo sicuri che si tratta di promuovere la tecnologia: bonsai in veranda geneticamente modificati.


Londra, City Hall (2002), Norman Foster
Di giorno, appare come una «palla» di muscoli architettonici. Di notte, però, l'edificio viene trasformato. Mentre si illumina, si rivela il suo interno drammatico, che brilla attraverso la pelle d'acciaio della struttura. [«The Guardian»]

L'edificio è stato progettato in modo che non abbia fronte o retro nei soliti termini. La sua forma deriva da una sfera geometricamente modificata. Questa forma raggiunge prestazioni energetiche ottimali riducendo al minimo la superficie esposta alla luce solare diretta. L'analisi dei flussi solari ha prodotto una mappa termica della superficie dell'edificio, che è espressa nel suo rivestimento. È' stata impiegata una gamma di dispositivi di ombreggiatura attivi e passivi: a sud l'edificio si inclina all'indietro in modo che i suoi pavimenti aggettino verso l'esterno per fornire ombreggiatura agli uffici, che sono a ventilazione naturale. E i sistemi di raffreddamento utilizzano come scambiatore l'acqua della falda freatica pompata attraverso i pozzi. Per gran parte dell'anno l'edificio non richiede alcun riscaldamento aggiuntivo. [fosterandpartners.com]

«Questa forma raggiunge prestazioni energetiche ottimali» è un buon viatico dialettico per generalizzare e dire che è anche la migliore possibile. Però che bello non sapere qual è il fronte e il retro e che di notte si trasforma. Insomma, si sta certamente al caldo ma con molte emozionanti incertezze.


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