60. BIENNALE DI VENEZIA ARTE

Tutto quello che c'è da sapere sulla 60.esima Biennale di Venezia

Le Nazioni cercano le loro radici e rifondano la loro identità in una storia fatta di invasioni, liberazioni, mescolanze, violenze. La donna è al centro di un arcipelago di opere e idee in cui la memoria (spesso dolorosa) si mescola a un futuro plurale e sostenibile  

Si distinguono i Paesi del Sud globale, che davanti alle incertezze geopolitiche e alle tensioni irrisolte della colonizzazione e dello sfruttamento cercano un’identità nella natura e nei luoghi che storicamente hanno ospitato la vita delle comunità. Un ritorno alle radici che spesso guarda al sacro 

Il progetto di Massimo Bartolini è un continuum tra interno ed esterno ed è la musica ad accompagnare il visitatore. Gli spazi all’Arsenale, sulle onde di un ipnotico mantra, sono il luogo della temperanza e di un’esperienza spirituale in cui connettersi a sé stessi e, quindi, alla moltitudine

In una geografia ridisegnata, l’arte visiva coinvolge tutte le nostre facoltà sensoriali. E mentre un dragone cinese approda nel Nord Europa, una scultura cinetica risuona in Giappone e i profumieri sono al lavoro in Corea. Temi principali, il colonialismo e l’ambientalismo

Il curatore Adriano Pedrosa apre le porte a una moltitudine di outsider, migranti ed esuli in patria. Il Sud del mondo porta a Venezia un’esplosione di segni e colori e svela i molteplici volti di un «continente dell’arte» sommerso e sospeso tra storia e presente

Carlos Casas ha creato un’installazione ipnagogica che s’interroga sulla relazione tra l’uomo e gli animali e invita ad ascoltarli e capirli da una nuova prospettiva

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Per la prima volta ospita una produzione interamente indigena, i cui artisti si concentrano sull'eredità del colonialismo e sulle continue sfide che il loro popolo deve affrontare

Le otto opere di John Akomfrah si basano sulle sue precedenti indagini sui temi della razza, della memoria e dell’identità

Jeffrey Gibson, il primo artista indigeno ad avere una mostra personale nel Padiglione statunitense, mescola motivi nativi americani con materiali moderni per indagare questioni di identità e storia

Tod’s main sponsor del Padiglione quest’anno affidato a Massimo Bartolini con il progetto «Due qui/To Hear»

Miglior partecipazione nazionale al Padiglione Australia con il progetto dell’aborigeno Archie Moore. Miglior artista nella mostra centrale il maori Mataaho Collective. Leone d’Argento alla 39enne nigeriana Karimah Ashadu e menzioni speciali al Kosovo, alla 88enne palestinese Samia Halaby e alla 35enne argentina La Chola Poblete

Sarah Revoltella denuncia l'industria delle armi con una mostra nella sede di Emergency

La restituzione nel 2022 di alcuni manufatti da parte della Francia ha dato nuova linfa al settore culturale del Paese africano, come dimostra la presentazione di quattro artisti alla Biennale

Oltre al Benin al loro debutto anche Etiopia, Senegal e Tanzania. L’integrazione e il recupero della memoria tra i temi affrontati

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