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Diego Della Valle

TOD’S GROUP

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Diego Della Valle al fianco dell’Italia alla Biennale di Venezia

Tod’s main sponsor del Padiglione quest’anno affidato a Massimo Bartolini con il progetto «Due qui/To Hear»

Nicola Zanella

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Le Vernici della Biennale si sono finalmente concluse, provati da giornate lunghissime su e giù dai ponti veneziani, dentro e fuori da feste, palazzi e padiglioni, non ci rimane che ricordare chi spesso ha reso possibile tutto ciò: le aziende. E in particolare una, Tod’s, main partner del Padiglione Italia, quest’anno affidato a Massimo Bartolini con il progetto «Due qui/To Hear», finanziato per due terzi dallo Stato e per un terzo da privati, di cui a fare la parte del leone è l’azienda guidata da Diego Della Valle. A santificare la sua presenza, ma anche la sua identità un party/evento il venerdì sera alle Tese di San Cristoforo: Tod’s the Art of Craftmanship, a Project by Venetian Masters, centinaia gli ospiti presenti, tra cui il ministro Sangiuliano. Tod’s incarna il Made in Italy, la preziosità e l’artigianalità; il sostegno alla cultura e all’arte è ormai una caratteristica intrinseca dell’azienda. Ci racconta il tutto Diego Della Valle, presidente ed amministratore delegato di Tod’s.

Tod’s da sempre sostiene arte e cultura, quale è il progetto a cui siete più legati e perché?

Abbiamo sempre creduto nella cultura e nell’arte, i veri punti di forza del nostro Paese meraviglioso, e avendo realizzato tanti progetti, mi è difficile citarne solo uno.  Certamente il restauro del Colosseo è stato ed è, un progetto unico, un grande orgoglio per me e per la mia famiglia aver potuto finanziare i lavori. Abbiamo annunciato pochi giorni fa il finanziamento del restauro di Palazzo Marino e la sponsorizzazione del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia. Ognuno di questi progetti ha per me un significato. Sicuramente, in comune, hanno il valore di arricchimento, legato al fatto che le persone potranno fruire di opere uniche che saranno preservate come meritano.

 

Perché lo fate? Qual è il valore aggiunto che dà al vostro brand il supporto verso progetti artistici?

Quando si decide di partecipare a questi progetti non si ha mai in mente il «ritorno» in senso stretto. Quello che mi ha sempre spinto è stato pensare di poter fare qualcosa che restituisse al territorio un po’ della «fortuna avuta». Tutte le azioni di solidarietà in senso lato sono dovute a questo pensiero in cui credo fermamente. Mi piace restituire alla comunità quello che l’Italia dà in termini d’ispirazione, di valori e di passione che rispecchiano il lavoro di tutti i nostri dipendenti. Questo Paese non è solamente una nazione, ma un vero e proprio simbolo nel mondo, qualcosa di fortemente reale costituito dall’agire e dal pensare di chi lo vive. Il lifestyle italiano è fatto di questo.

 

Ora una nuova sfida, main sponsor del Padiglione Italia. Che cosa vi ha convinto?

Il Gruppo agisce perché ha la possibilità di sostenere bei progetti. L’imprenditoria non può pensare solamente al profitto, ma ha anche un ruolo sociale fatto di azioni concrete. La Biennale è un appuntamento globale, arrivano artisti, collezionisti e amanti del bello, un onore essere al fianco dell’Italia in questa manifestazione di così grande livello. Speriamo che i nostri progetti siano sempre di più fonte di ispirazione per tutti.

 

In che modo i valori del vostro brand si legano all’arte contemporanea?

Io sono sempre stato un appassionato di arte moderna e contemporanea. Infatti nelle mie aziende, negli uffici di tutto il mondo, sono presenti opere di ogni genere: abbiamo voluto creare ambienti di lavoro dove si respirano quotidianamente bellezza e cultura. Ammirare il bello ogni giorno aiuta a lavorare meglio. Tod’s da sempre rappresenta la qualità, il fatto a mano e le cose fatte bene; elementi sempre contemporanei.

 

Lanciamo un appello alle altre aziende per investire in cultura come fa Tod’s!

Sostenere il Made in Italy vuol dire agire, elaborare progetti per il Paese. La cultura è la base da cui partire, in qualsiasi forma si esprima. L’arte è sicuramente la più riconoscibile, ma anche lo stile di vita, l’essere italiani con quel gusto che ci è riconosciuto e invidiato in tutto il mondo ha un’unicità che sarebbe ingenuo non sfruttare e sostenere.

 

Nicola Zanella, 22 aprile 2024 | © Riproduzione riservata

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