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Christophe Leribault

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Per il direttore Christophe Leribault non ci sono alternative: «Se il Louvre non verrà restaurato dovrà chiudere i battenti»

Lo ha dichiarato in un’intervista al quotidiano francese «Le Figaro» a quasi un anno dal furto che ha puntato i riflettori sulla prima istituzione del Paese e sui problemi strutturali, soprattutto legati alla sicurezza, già all’attenzione delle autorità e del Governo 

Il quotidiano francese «Le Figaro» ha pubblicato nella mattinata del 14 ottobre un’intervista a Christophe Leribault, nominato alla guida del Musée du Louvre lo scorso febbraio in sostituzione di Laurence des Cars, dimessasi dopo oltre quattro anni alla guida del museo, in seguito a una grave crisi che lo ha investito negli ultimi mesi del 2025. Le critiche si concentravano soprattutto sulle carenze nella sicurezza e sulle condizioni strutturali del Louvre, emerse con particolare evidenza durante le indagini per rintracciare gli autori del furto del 19 ottobre 2025, quando furono sottratti otto gioielli della Corona francese, per un valore complessivo di circa 88 milioni di euro.

Le criticità emerse non hanno tuttavia destato particolare sorpresa: nel gennaio 2025, infatti, il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato il progetto «Nuovo Rinascimento», un piano di restauro e ristrutturazione che, nell’arco di cinque anni, tra il 2026 e il 2031, avrebbe dovuto risolvere diversi problemi del museo, tra cui infiltrazioni d’acqua, macchie di umidità, «avarie» e «vetustà delle installazioni tecniche». Le criticità erano dunque già note alle autorità e al Governo, ma la loro gravità è emersa con particolare evidenza soltanto dopo il furto.

A quasi un anno di distanza dal clamoroso episodio, Leribault sostiene che il piano di ristrutturazione sia «l’unica via se vogliamo garantire il futuro del Louvre»: «Gli interventi essenziali per la sicurezza del museo richiedono lavori sull’edificio storico e sulle infrastrutture. Non esistono soluzioni superficiali, facili e miracolose».

«Il museo non solo è in pessime condizioni, ma è anche perennemente sovraffollato», specifica. Secondo il direttore, ci vorranno «dodici-quindici anni» per portare a compimento il lavoro (stimato un miliardo di euro), che comprende anche la costruzione di un nuovo ingresso, e un conseguente aumento dei biglietti (era notizia dello scorso dicembre l’aumento per gli accessi di visitatori non-Ue da 22 a 32 euro, Ndr).

«Qualunque sia il futuro governo (dopo le elezioni presidenziali della prossima primavera, Ndr), dovrà tenere presente che, se il Louvre non verrà restaurato, adattato e trasformato, decadrà molto rapidamente e alla fine dovrà chiudere i battenti al pubblico. Il che sarebbe un disastro», ha dichiarato Christophe Leribault.

Cecilia Paccagnella, 14 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Cecilia Paccagnella

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