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Cecilia Paccagnella
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Dopo mesi di incertezza e un contenzioso con il Governo olandese, il Van Gogh Museum di Amsterdam potrà procedere con il piano di ristrutturazione dell’edificio. L’accordo raggiunto con il Ministero dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza, annunciato l’8 ottobre, chiude la disputa sui finanziamenti e garantisce il futuro del museo, che nel 2025 aveva lanciato l’allarme sulla possibilità di non poter più accogliere il pubblico in condizioni di sicurezza.
L’intervento, previsto a partire dall’autunno 2028, rientra nel Masterplan 2028 e comporterà un investimento complessivo stimato in 104 milioni di euro: circa 76 milioni saranno destinati alla manutenzione, 23 milioni agli interventi per la sostenibilità e 5 milioni ai miglioramenti strutturali. L’obiettivo è aggiornare un edificio sottoposto a un utilizzo intensivo da oltre cinquant’anni, intervenendo sugli impianti tecnologici, sui sistemi di climatizzazione, sugli ascensori e sulle coperture, anche per risolvere problemi come le infiltrazioni dal tetto. La maggior parte dei lavori si svolgerà lontano dagli spazi espositivi e non comporterà trasformazioni significative dell’architettura, motivo per cui il museo resterà parzialmente aperto e la collezione permanente continuerà a essere accessibile ai visitatori.
Al centro della controversia vi era la ripartizione dei costi tra istituzione e Stato. Il museo chiedeva un aumento di 2,5 milioni di euro annui rispetto al contributo governativo di 8,5 milioni, ritenuto invece sufficiente dall’esecutivo. L’istituzione aveva inoltre dichiarato di aver già accantonato oltre 6 milioni di euro l’anno per la ristrutturazione e per compensare le perdite di entrate legate ai lavori. Il confronto era sfociato in un’azione legale, fondata sull’accordo del 1962 con cui lo Stato si era impegnato a garantire una sede adeguata alla collezione. La mediazione ha permesso di raggiungere una soluzione prima dell’udienza prevista in tribunale.
«La ristrutturazione è necessaria per preservare l’edificio e la rinomata collezione per i visitatori, il personale e le generazioni future», ha dichiarato la direttrice generale Emilie Gordenker, esprimendo sollievo per la conclusione della vicenda.
Cecilia Paccagnella
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