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Roberto Mercuzio
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Per il trasporto dell’Arazzo di Bayeux, uno dei manufatti antichi più fragili al mondo, lungo 70 metri, concesso eccezionalmente in prestito dal governo francese la scorsa estate al British Museum, l’istituzione britannica sta organizzando un’elaborata «macchina» logistica. Secondo il periodico online «Arts Professional», il museo ha stanziato 1,2 milioni di sterline per il trasferimento, compresi tutti i lavori preparatori necessari per portare in sicurezza il capolavoro tessile medievale attraverso la Manica.
L’arazzo è già coperto da una garanzia del Tesoro britannico del valore di circa 800 milioni di sterline. Ora, il museo ha confermato i costi aggiuntivi per il trasporto del gigantesco ricamo, che sarà esposto a Londra da settembre 2026 a luglio 2027.
Il progetto ha suscitato nel corso dei mesi numerose critiche. All’inizio di quest’anno è stato l’artista David Hockney a criticare aspramente il prestito: lo ha definito «una follia», chiedendosi per quale motivo un’istituzione londinese dovesse mettere a rischio un pezzo così significativo dal punto di vista storico. Nel frattempo, una petizione in Francia che chiede al presidente Emmanuel Macron di riconsiderare la decisione ha raccolto più di 70mila firme.
L’anno scorso era stato invece lo storico dell’arte francese Didier Rykner, direttore del periodico d’arte online «La Tribune de l’Art» a dichiarare al mensile specializzato «The Art Newspaper» che spera di unire le voci di dissenso francesi e britanniche per fermare lo scambio.
«Penso che l’arazzo non debba essere trasportato, per diversi motivi: il suo valore è incalcolabile e se dovesse succedergli qualcosa, nessuna somma di denaro e nessun altro oggetto simile potrebbero sostituirlo», aveva poi dichiarato a «The Art Newspaper» Isabelle Attard, ex direttrice del Museo dell’Arazzo di Bayeux. «È anche estremamente fragile a causa della sua età, dei movimenti subiti nel corso dei secoli, del fatto che è stato esposto a un’illuminazione quasi continua dal suo ritorno a Bayeux dopo la Seconda guerra mondiale e del modo in cui è attualmente esposto, cucito su un supporto tessile appeso a un binario su piccoli cuscinetti a rulli, che creano tensioni ovunque».
Il museo britannico, tuttavia, sta cercando di calmare gli animi. Il suo direttore, Nicholas Cullinan, ha chiarito ai quotidiani che esperti di entrambe le sponde della Manica stanno meticolosamente controllando ogni fase del processo. «Questa collaborazione guidata da esperti, sostenuta da 12 anni da uno dei nostri principali specialisti del comitato scientifico di Bayeux, guiderà ogni fase, compresa una prova completa del viaggio», ha detto.
Roberto Mercuzio
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