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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliIn un editoriale pubblicato il 14 gennaio dal quotidiano britannico «The Independent», il pittore britannico David Hockney si è opposto al progetto di trasferimento dell’arazzo di Bayeux dalla Francia al Regno Unito per esporre il fragilissimo manufatto al British Museum, definendolo «una follia». Per l’artista, questo viaggio rappresenta «un rischio troppo grande» per l’opera millenaria. «Le 58 scene narrative sono a Bayeux da quasi un millennio», ricorda l'artista ottantottenne, che afferma di aver visto l’arazzo «più di 20 volte negli ultimi tre anni».
Il 15 gennaio il British Museum ha risposto alle preoccupazioni espresse dall’artista britannico, assicurando di disporre di un team di esperti nella manipolazione e nella manutenzione di questo tipo di opere. Il prezioso ricamo, lungo 70 metri e risalente all’XI secolo, sarà esposto per un anno a Londra a partire da settembre 2026, prima di tornare a Bayeux alla fine del 2027.
L’artista è preoccupato per i «rischi significativi» che comporta il trasporto di quest’opera. «La tela di lino è indebolita dal tempo e i fili di lana ricamati sono vulnerabili», sottolinea, mettendo in guardia anche dai pericoli di «sbalzi di temperatura, umidità o esposizione alla luce». «Perché un museo londinese che si vanta di conservare e preservare le grandi opere d'arte vuole giocare con la sopravvivenza dell'immagine artistica più importante d'Europa per le sue dimensioni?», chiede. «È una follia», afferma, dicendo di non aver «paura di difendere l’arte».
Interpellato dall’Agence France Presse (Afp), il British ha voluto rassicurare. «Pur comprendendo queste preoccupazioni, il museo dispone di un team di conservazione e collezioni di fama mondiale, esperto nella manipolazione e nella manutenzione di questo tipo di materiale», ha risposto Nicholas Cullinan, direttore del museo londinese. Ha aggiunto che ogni anno il museo riceve e spedisce «migliaia» di opere «più antiche dell'arazzo di Bayeux, e il loro stato e la loro sicurezza sono sempre di fondamentale importanza».
Il prestito dell’arazzo era stato annunciato a luglio dal presidente francese Emmanuel Macron durante una visita di Stato nel Regno Unito. Subito dopo l’annuncio, numerosi esperti avevano sollevato la questione, mettendo in guardia contro il trasferimento di quest'opera estremamente fragile.
Gaspare Melchiorri
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