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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliL’annosa questione sulla restituzione dei Marmi del Partenone torna sotto i riflettori dopo alcune dichiarazioni che primo ministro britannico Andy Burnham ha rilasciato al «Financial Times».
In un’intervista pubblicata il 28 agosto, infatti, il capo del Governo, in carica dallo scorso luglio, ha affermato che questa è «una questione che riguarda il British Museum, no?», perché, spiega, «è lì che risiede la questione, ma sono assolutamente favorevole a ricorrere alla diplomazia culturale britannica. È qualcosa che sostengo con grande convinzione».
Sono parole che si discostano dalla precedente posizione di Burnham sul dovere del British Museum di riconsegnare alla Grecia i reperti fatti uscire dal Paese a inizio Ottocento dal diplomatico britannico da cui prendono il nome, Lord Elgin. Nel febbraio 2023, infatti, in due occasioni l’attuale Primo ministro sostenne che il presidente del museo londinese «George Osborne dovrebbe restituire i marmi di Elgin», perché riteneva il gesto un modo per usare «la cultura per cambiare la percezione della Gran Bretagna nel mondo». «Restituiamo (i Marmi), senza condizioni», scriveva sul social network X (.
Da parte sua, il museo ha sempre sostenuto di non poter restituire i marmi a causa di una legge del 1963, il British Museum Act, in cui il Parlamento vieta al British Museum di cedere le proprie collezioni (salvo in circostanze speciali). Una norma che nel 2002 si cercò di emendare attraverso il disegno di legge Museums Bill, proposto, tra gli altri, da Burnham stesso, all'epoca membro della Commissione parlamentare per la Sanità.
Il direttore generale del Museo dell’Acropoli di Atene, Nikolaos Stampolidis, inoltre, ritiene che il presunto «firmano, decreto reale, che il Sultano avrebbe consegnato a Lor Elgin affinché potesse sottrarre le sculture dal monumento» non sia mai esistito, opinione confermata anche dall’archeologa turca Zeynep Boz nel maggio 2024. Durante la conferenza dedicata al tema il 19 febbraio 2025, Stampolidis concludeva così il proprio intervento: «Le sculture del Partenone, appartengono al corpo stesso del monumento, e la Grecia e l’intero mondo civilizzato chiedono che vengano riunite per sempre sotto la luce che le ha generate. Che sia restituito integralmente ciò che il tempo, la natura, la storia e l’uomo hanno fino ad oggi lasciato in eredità per tutte le future generazioni di tutto il mondo».
A gennaio 2025, la speranza che si trovasse un accordo tra i due Paesi era quasi realtà, ma la notizia diffusa dal quotidiano greco «Kathimerini», un anno e mezzo dopo, non si è concretizzata. La questione nel frattempo è diventata politica, come dimostra la lettera pubblicata a luglio 2025 dal gruppo di estrema destra Great British Pac (impegnato a «salvaguardare il regno Unito dalle proposte politiche sconsiderate del partito laburista», come lo stesso gruppo si descrive), in cui veniva criticata l’«accelerata» campagna per la restituzione dei marmi.
Alessia De Michelis
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